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Digitale terrestre: continua lo switch-off della Sardegna, mentre Mediaset sigla con Dmt accordo da 31 mln per fornitura tecnologica

Italia


Dmt ha firmato con Mediaset un contratto di fornitura di apparati per la diffusione del segnale digitale terrestre per un importo minimo complessivo garantito di 31 milioni di euro.

Il contratto, spiega una nota, durerà fino alla fine del 2010 e “prevede in aggiunta al minimo garantito la possibilità di ulteriori forniture in linea con gli investimenti previsti da Mediaset per il raggiungimento della copertura del territorio nazionale” in vista del piano di switch-off dell’attuale sistema analogico.

La controllata di Dmt, Towertel, ha inoltre rinegoziato i contratti di ospitalità con il gruppo televisivo stabilendo una durata di 12 anni, con incrementi annui in linea con la crescita organica prevista dal piano industriale di Dmt.

 

Continua intanto in Sardegna il passaggio alla nuova tecnologia di trasmissione radiotelevisiva. Alle ore 8,30 di mercoledì 15 ottobre mattina è iniziata per l’Italia la nuova era digitale. A quell’ora, come informa l’associazione per lo sviluppo del digitale terrestre DGTVi, erano stati già effettuati i primi 100 interventi sugli impianti di emissione televisiva portando le emittenti nazionali e locali che operano sull’isola a trasmettere in digitale nell’area dell’Ogliastra e, per il servizio pubblico, nell’area di Cagliari.

Già il primo dei quindici giorni del passaggio in digitale (che si concluderà il prossimo 31 ottobre) quasi 900.000 abitanti erano quindi stati coinvolti da tale processo senza che particolari problemi di ricezione o sintonizzazione siano emersi. E’ il primo caso europeo, se non mondiale, di uno switch-off con queste proporzioni. Un caso che si preannuncia di successo e sul quale sarà fondato il prosieguo del cammino che vedrà nel 2009, secondo il calendario approvato, oltre il 30% della popolazione italiana passare integralmente al digitale terrestre.

 

La Ue ha intanto già fatto sapere che l’assegnazione delle frequenze digitali dovrà avvenire in base a un sistema “equilibrato e trasparente“, altrimenti la Commissione europea andrà avanti con la procedura d’infrazione già aperta fin dal luglio 2006 sulla legge Gasparri.

 

La Commissione europea, hanno indicato i collaboratori del Commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, sta portando avanti con attenzione l’esame della legge nel quadro della procedura d’infrazione, per ora ferma allo stadio antecedente al deferimento alla Corte di giustizia Ue, in stretto contatto con le autorità italiane.

Occorre, osservano le stesse fonti, che “…sia assicurata trasparenza ed equilibrio nell’assegnazione delle frequenze digitali in tutta Italia in linea con quanto prevedono le norme Ue. Se l’inchiesta in corso dovesse concludere che queste condizioni non sono state rispettate, la Commissione porterà avanti la procedura d’infrazione”.

 

Il presidente di Rai Way, Francesco De Domenico, ha evidenziato che “…lo sforzo produttivo messo in atto da Rai Way sta producendo i risultati che ci aspettavamo: grazie anche all’impegno delle decine di tecnici in campo, stiamo permettendo alla Sardegna di essere la regione all’avanguardia in Italia nell’adozione integrale del nuovo standard televisivo”.

 

Per DGTVi, lo switch-off sardo rappresenta un banco di prova anche per le 16 Tv locali della regione: 5 Stelle Sardegna, Alguer Liberada, Antenna 1 Sardegna, Canale 40, Catalan TV, Gallura TV Channel, Nova TV, Olbia TV, Sardegna 1, Tele Costa Smeralda, Teletirreno Sardegna, Telegì, Telegolfo Sardegna, Tele Maristella, Tele Sardegna, Videolina. Di queste, 14 hanno aderito al Consorzio Sardegna Digitale, impegnato nella campagna di comunicazione. Quasi 180 impianti da convertire al digitale nelle poco più di due settimane in cui in tutta la regione avverrà lo spegnimento della Tv analogica rappresentano un importante impegno, economico e organizzativo. Tutti i soggetti locali si sono dimostrati reattivi raccogliendo la sfida per divenire operatori di rete, con la prospettiva di sviluppare il proprio business, creando nuovi contenuti e servizi. Nei prossimi mesi, molte di queste Tv locali arricchiranno l’offerta, soprattutto sul piano informativo, confermando il ruolo insostituibile di cerniera con il territorio.

 

Per raccogliere le segnalazioni degli utenti sardi in merito allo switch-off della Tv analogica, Adiconsum ha aperto uno sportello online al quale si può accedere andando sulla homepage del sito.

Le segnalazioni saranno utili a tutti, cittadini e istituzioni, per migliorare gli switch-off successivi.

 

Riguardo ai vecchi televisori, non è necessario buttarli via per passare al digitale terrestre. E’ sufficiente invece comprare un decoder. Eppure nel corso degli ultimi mesi, nei principali Paesi europei, è cresciuto in misura significativa il contributo dei ricevitori TDT integrati al processo di diffusione della Tv digitale.

Si tratta di terminali, in larga misura televisori (ma anche player Dvd), che incorporano un tuner per l’accesso all’offerta della televisione digitale terrestre e in Italia, dove hanno superato la vendita dei decoder, ad agosto i televisori in grado di ricevere il digitale terrestre avevano raggiunto quasi i dieci milioni e di questo il 32% sono integrati.

 

La crescita nelle vendite dei ricevitori integrati, spiega l’associazione DGTVi, è dovuta da una parte alla rapida e robusta contrazione dei prezzi e dall’altra alla maggiore disponibilità sul mercato di apparecchi e di modelli. Inoltre alcuni Paesi, Francia e Italia, hanno predisposto norme favorevoli alla diffusione dei terminali integrati, vietando per legge, progressivamente, la vendita di televisori privi di tuner digitale.

 

In questo modo, la digitalizzazione televisiva delle famiglie può trarre beneficio dalla “naturale” sostituzione del parco televisori. In Italia, ad agosto 2008, il numero cumulato di ricevitori TDT venduti (dal febbraio 2004) aveva raggiunto i 9,6 milioni (fonte Gfk). Di questi, quasi 3,1 milioni (il 32% del totale) erano integrati. Un anno prima, ad agosto 2007, gli integrati valevano appena il 12% del totale dei ricevitori TDT venduti. Dal mese di settembre 2007, inoltre, le vendite mensili di ricevitori integrati superano stabilmente quelle dei decoder esterni (Set Top Box).

Si tratta di un processo destinato a crescere. Nei prossimi mesi, infatti, dispiegherà del tutto i propri effetti la norma sui televisori integrati approvata con la manovra finanziaria 2008. Stabilisce che entro aprile 2009 non potranno essere più commercializzati televisori privi di tuner digitale.

Per garantire i consumatori sulle caratteristiche tecniche dei ricevitori, l’associazione DGTVi ha inoltre lanciato l’iniziativa “bollino DGTVi” in accordo con i produttori di elettronica di consumo.

Attualmente, il “bollino blu” (che riguarda ad oggi solo i decoder) vede 10 aziende firmatarie per un totale di 22 prodotti. Il “bollino bianco”, che al momento conta 10 sottoscrittori per un totale di 130 modelli, certifica invece i televisori integrati che permettono di accedere, oltre all’offerta gratuita della TDT, anche ai servizi a pagamento attraverso un dispositivo (detto Cam) acquistabile insieme o separatamente al televisore.

Secondo una stima del produttore SmarDTV, i moduli Cam immessi in commercio raggiungeranno, nei sei mesi da luglio a dicembre 2008, le 350 mila unità circa.

 

Il trend di crescita dei ricevitori integrati, dice ancora DGTVi, accomuna l’Italia agli altri Paesi europei. In Gran Bretagna, il 40% del totale dei ricevitori venduti (oltre 32 milioni dal lancio di Freeview) sono integrati. Se nel 2007 i ricevitori esterni e integrati si erano divisi quasi equamente le vendite, nei primi sei mesi del 2008 la quota degli integrati sul totale dei pezzi venduti ha raggiunto il 62%. In Gran Bretagna, l’introduzione da parte di Digital UK (responsabile del coordinamento della transizione) di un apposito “bollino” da applicare sui device ha costituito un elemento chiave nella strategia di supporto alla digitalizzazione.

La Francia ha deciso di supportare per via normativa le vendite di ricevitori integrati. La legge relativa a “La télévision du futur” (marzo 2007), ha introdotto alcune norme finalizzate ad allineare la produzione dei terminali alla tempistica di switch-over. La legge ha imposto che, da marzo 2008, tutti gli apparecchi TV venduti dovessero essere dotati di tuner TDT. Già a quella data, comunque, le vendite di ricevitori integrati (5,4 milioni) avevano quasi raggiunto quelle dei decoder esterni. Contando che in Francia si vendono circa 6 milioni di televisori all’anno, questa norma sta già incidendo in misura significativa sull’avanzamento della TV digitale.

In Spagna, infine, ben il 68% dei ricevitori TDT venduti nei primi otto mesi del 2008 sono integrati (principalmente televisori ma in buona misura anche player DVD). Si tratta, in valori assoluti, di quasi 3 milioni di pezzi, contro gli 1,4 milioni dei ricevitori esterni. Se si considerano le vendite di televisori da gennaio ad agosto 2008, si rileva che per ogni televisore privo di tuner TDT se ne sono venduti quasi quattro con ricevitore integrato.

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