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mPayment: la Ue vara nuove regole per il decollo dei pagamenti elettronici

Unione Europea


La Commissione europea ha presentato una proposta di revisione delle norme che disciplinano le condizioni per l’emissione di moneta elettronica nella Ue.

La proposta è stata elaborata sulla base di un’ampia consultazione, dalla quale è emerso che le norme vigenti, risalenti al 2000, hanno ostacolato il decollo dei servizi di pagamento elettronico sul mercato, ritardando l’innovazione tecnologica.

 

Basti pensare che i sistemi di pagamento contactless, che abilitano l’uso del telefonino per effettuare piccoli acquisti – dal biglietto del cinema a quello del bus – sono una realtà già consolidata in molti Paesi asiatici, dove l’adozione della tecnologia è stata sostenuta da diverse iniziative promosse dalle società di carte di credito e dai maggiori operatori mobili.

In Giappone, oggi più di 40 milioni di individui, a prescindere dall’operatore di telefonia mobile utilizzato, possono effettuare acquisti in mobilità grazie al chip del proprio cellulare (remote payment) o più semplicemente passando il telefonino sopra appositi lettori. Diverse le applicazioni nei settori più svariati: dal pagamento de biglietti del treno al transito attraverso sbarre o check-in, dal download e il pagamento di giochi, MP3, video alla prenotazione dei biglietto del cinema o dello stadio.

L’esistenza di uno standard comune è di fondamentale importanza per lo sviluppo dei pagamenti mobili.

Le nuove norme elaborate dalla Ue, puntano quindi a facilitare l’ingresso sul mercato di nuovi provider e a contribuire allo sviluppo di un settore il cui volume potrebbe arrivare a circa 10 miliardi di euro entro il 2012.

 

La proposta prevede un quadro normativo moderno e coerente, con l’obiettivo di favorire l’emergere di un vero mercato unico per i servizi di pagamento elettronico nell’Unione europea.

 

Come ha sottolineato il Commissario per il Mercato interno Charlie McCreevy, infatti, “…la moneta elettronica ha un significativo potenziale di crescita inutilizzato. Sono sicuro – ha continuato – che le nuove regole favoriranno la concorrenza e l’innovazione, garantendo al tempo stesso la fiducia del mercato e un elevato livello di protezione per i consumatori”.

 

Le principali innovazioni proposte sono le seguenti:

 

Una  definizione tecnologicamente neutrale e semplice di “moneta elettronica”, che copra tutte le situazioni in cui il provider di servizi emette una carta prepagata. La moneta elettronica è pertanto definita come un valore monetario memorizzato in formato elettronico e utilizzato per effettuare transazioni. Questa definizione comprende la moneta elettronica registrata su qualsiasi dispositivo di pagamento in possesso del titolare (carte pre-pagate o borsellino elettronico) o conservata in remoto su un server.

 

La Ue ha quindi introdotto un nuovo regime di garanzie, in grado di assicurare una maggiore coerenza tra i requisiti cautelativi degli istituti che emettono moneta elettronica e gli istituti di pagamento, ai sensi della direttiva sui servizi di pagamento 2007/64/CE.

Tra questi nuovi requisiti è incluso un capitale iniziale di 125.000 euro che consenta l’accesso al mercato dei piccoli operatori e una nuova formula per determinare il capitale in corso.

Il regime di deroga, in base al quale le piccole imprese possono ottenere deroga per alcuni obblighi di autorizzazione, è allineato con quello degli istituti di pagamento ai sensi della direttiva relativa ai servizi di pagamento e sono stati aggiornati i requisiti anti-riciclaggio.

 

Con particolare riferimento ai servizi di pagamento abilitati sul cellulare, è stato inoltre definito un chiarimento della domanda di rimborso: i consumatori hanno il diritto di chiedere il rimborso dei loro soldi elettronici in qualsiasi momento e nelle condizioni previste dalla nuova normativa.

 

La direttiva del 2000 sulla moneta elettronica ha cercato di agevolare l’accesso all’attività di rilascio di moneta elettronica da parte di soggetti esterni al mondo del credito tradizionale. Tuttavia i risultati non sono stati quelli sperati e la moneta elettronica non è ancora considerata una credibile alternativa al contante.

Alcune disposizioni della direttiva sembra abbiano addirittura ostacolato il decollo del mercato.

 

La nuova proposta – che sostituisce la vecchia direttiva – punta ad abilitare la realizzazione di servizi nuovi, innovativi e sicuri e a fornire accesso al mercato a nuovi operatori, promuovendo una concorrenza reale ed effettiva tra tutti i player.

 

La proposta passa ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dei ministri.

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