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Roaming: positivi gli effetti dell’eurotariffa, ma resta il problema sms e dati. Gli utenti italiani tra i più penalizzati

Unione Europea


È scattata il 30 agosto una nuova diminuzione dei costi per telefonare o ricevere chiamate mentre si è in viaggio nella Ue.

Come previsto dal regolamento europeo sul roaming introdotto dalla Commissione a giugno del 2007, infatti, la cosiddetta eurotariffa è scesa da 0,49 a 0,46 euro al minuto (IVA esclusa) per effettuare chiamate e da 0,24 a 0,22 al minuto (IVA esclusa) per ricevere telefonate mentre ci si trova in un altro Stato Ue.

 

Questi tetti scenderanno, rispettivamente, a 43 centesimi  e 19 centesimi  il 30 agosto 2009.

 

Nel 2006, quando la Ue propose delle regole in grado di calmierare gli spropositati prezzi del roaming, una chiamata da uno stato Ue diverso dal proprio costava in media 1,15 euro al minuto.

Il regolamento resterà in vigore fino al 2010, a meno che il Parlamento e il Consiglio dei Ministri Ue non decideranno di estenderlo, mentre la Commissione sta valutando se e in che modo sia il caso di introdurre un’eurotariffa anche per i servizi dati (internet mobile, sms, mms) che restano, a giudizio della Ue, ingiustificabilmente elevati.

 

L’introduzione dell’eurotariffa, ha sottolineato la Commissione, ha consentito ai consumatori europei di risparmiare in un anno circa il 60% per le chiamate fatte e ricevute mentre erano in viaggio, per lavoro o per piacere.

 

La prossima sfida, ha sottolineato il Commissario Viviane Reding, “consiste nel costituire un mercato unico per i messaggi di testo e i servizi di dati in roaming”.

 

La Commissione, da canto suo, sta procedendo al riesame del regolamento sul roaming, come richiesto dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

In base a una verifica indipendente, fanno sapere da Bruxelles, “i regolatori nazionali hanno inoltre concluso che i prezzi massimi concordati dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel regolamento sul roaming attualmente in vigore sono troppo alti di circa 0,08 euro al minuto, a livello di vendita sia all’ingrosso che al dettaglio”.

 

Secondo i regolatori nazionali, riuniti nell’ERG, il prezzo massimo per SMS inviato in roaming dovrebbe essere compreso fra 0,11 e 0,15 euro (IVA esclusa).

Sempre secondo l’ERG, inoltre, il prezzo del roaming di dati è ancora eccessivo per molti consumatori.

“Nel primo trimestre del 2008 – nota la Commissione, riprendendo i dati di un rapporto ERG pubblicato il 12 agosto – un cliente che utilizzava servizi di dati pagava in media 2,05 euro per megabyte per operazioni in roaming utilizzando imprese appartenenti al gruppo del suo operatore e 5,40 euro per megabyte utilizzando imprese non appartenenti al suo gruppo. I consumatori italiani e slovacchi che effettuano roaming con imprese non appartenenti al gruppo del loro operatore possono pagare anche oltre 12 euro per megabyte”.

 

Sulla questione del roaming dati, la Ue aveva lanciato una consultazione pubblica conclusa il 2 luglio che ha riguardato anche altri temi specifici, quali il roaming involontario, che si verifica quando i consumatori utilizzano il proprio telefono cellulare vicino alla frontiera di un paese confinante e il telefono ha “agganciato” una rete estera; l’effetto del regolamento sugli operatori di piccole dimensioni e sui prezzi nazionali; il problema dei minuti reali e fatturati (vale a dire, se, in conseguenza del regolamento, si sia innestato un circolo vizioso che ha portato alla fatturazione “al secondo” in luogo di quella “al minuto”).

 

In base alle cifre snocciolate dalla Ue, infatti, i consumatori pagano un numero di minuti superiore a quello realmente utilizzato – il 24% per le chiamate effettuate e il 19% per quelle ricevute.

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