Criminalità informatica: denunciati i gestori di Colombo-bt.org. il più grosso portale italiano di filesharing illegale  

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Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bergamo, con l’ausilio tecnico di F.P.M. – Federazione contro la Pirateria Musicale – e la collaborazione di altri reparti del Corpo, ha condotto complesse indagini, svolte in diverse regioni d’Italia (Lombardia, Emilia Romagna, Molise), rivolte alla repressione dello scambio illegale di file contenenti opere tutelate dal diritto d’autore realizzato sulla rete internet.

 

Come informa una nota della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), al termine di queste attività, sono stati denunciati i gestori del sito www.colombo-bt.org, portale della pirateria tra i più diffusi in Italia, al quale da qualche giorno è stato inibito l’acceso agli utenti da un provvedimento del GIP di Bergamo comunicato a tutti gli ISP italiani.

L’operazione si inquadra nel più ampio contesto di prevenzione e repressione del fenomeno della diffusione illegale di materiale coperto da copyright, illecito che costituisce una gravissima turbativa del mercato legale e genera mancati introiti di milioni di euro ogni anno per gli aventi diritto e per l’Erario.

 

Scaricare musica e film sul web – spiega Fimi – è diventato semplice e comodo grazie all’utilizzo di noti programmi di filesharing, che permettono cioè di collegarsi direttamente o attraverso un server (come nel caso di “colombo-bt.org”) a una moltitudine di nodi, ognuno dei quali contribuisce alla diffusione dei contenuti.

 

Il sito posto sotto sequestro aveva un motore di ricerca interno, definito tracker, in grado di localizzare, mediante l’inserimento di parole chiave, le opere di interesse e coordinare le richieste degli utenti che volevano scaricarle. Indicando un’opera si generava un elenco di file corrispondenti da scaricare. Questa operazione poteva avvenire in un’unica soluzione ovvero “a pezzi”. In tale ultimo caso, il download risultava più veloce ed un apposito software ricomponeva le parti nel prodotto intero, che poteva essere a sua volta messo a disposizione di altre persone collegate.

Praticamente ciascun soggetto interessato doveva registrarsi sul sito attraverso un “nome utente” ed una password, dopodiché aveva accesso ad un database online suddiviso per aree tematiche (musica, film, fiction, software, videogiochi), da cui attingere con facilità.

 

Le indagini, coordinate da Giancarlo Mancusi, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Bergamo, sono state in grado di superare i numerosi ostacoli frapposti dagli indagati per impedire alle Forze di Polizia la loro individuazione.

In questo caso, dice ancora la Fimi, non si è trattato infatti di adolescenti esperti di informatica con la passione per la pirateria ma di adulti, alcuni dei quali dotati di spiccate conoscenze tecniche, che avevano installato dei server all’estero, presso una società di hosting e housing della Repubblica Ceca (attraverso un semplice meccanismo informatico essi apparivano ubicati in Svezia), utilizzati per la gestione del sito. A questo accedevano milioni di utenti interessati a condividere e scaricare illecitamente enormi quantità di file multimediali, tra opere musicali in formato MP3 della discografia italiana ed internazionale, film di recentissima programmazione e costosi programmi informatici. I dati statistici online evidenziavano un trend in continua crescita: circa 800.000 accessi ogni mese, da parte di utenti per lo più italiani (circa l’80%), che collocavano il sito tra gli 80 più popolari nel nostro Paese.

 

L’anonimato che i componenti dello staff si erano garantiti con l’utilizzo di nickname (nomi in codice) è stato superato grazie alla meticolosa ricostruzione delle tracce lasciate dalle donazioni effettuate dagli utenti per consentire agli amministratori del sito il suo sviluppo (quale l’acquisto di nuovi e più performanti server), attraverso l’utilizzo di canali di pagamento internazionali online. Tali rapporti ed un conto corrente postale (unitamente a tre carte Poste Pay) di riferimento in Italia, come peraltro la registrazione del dominio internet, sono però risultati intestati ad un nominativo di fantasia, grazie all’opera di prestanome resa da uno degli indagati utilizzando un documento fasullo.

 

Dopo essere risaliti alla vera identità della persona, residente a Rimini, le successive perquisizioni hanno permesso di individuare i nominativi di due degli amministratori del sito, uno dei quali della stessa città della riviera romagnola (tra l’altro dipendente di una società di videonoleggio all’interno della quale sono stati rinvenuti e sequestrati circa 700 dvd masterizzati) e l’altro, il fondatore del sito, di Campobasso. Nei loro computer ed in altro materiale hardware sequestrato le prove delle illecite attività realizzate attraverso la creazione e gestione di colombo-bt.org.

Sotto sequestro anche il saldo dei conti correnti e le carte Poste Pay usate dagli indagati per la raccolta e l’utilizzo dei fondi provenienti dalle donazioni degli utenti.

Le indagini, ancora in corso, sono adesso rivolte all’identificazione di tutti i soggetti che hanno partecipato alla gestione del sito illegale, passibili di severe sanzioni di carattere penale. Le perizie tecniche sul materiale in sequestro forniranno inoltre precisi elementi in relazione alle responsabilità di coloro che hanno messo illecitamente in condivisione sul web i milioni di opere tutelate dal diritto d’autore. (r.n.)

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