Proprietà intellettuale e non solo: la Ue avvia una strategia concreta per protezione dei diritti e risoluzione delle controversie

di Raffaella Natale |

Unione Europea


Commissione europea

Le PMI hanno espresso grande apprezzamento per la nuova strategia Ue, avviata per proteggere meglio brevetti comunitari e marchi, nonostante manchino iniziative legislative concrete.

La proposta presentata lo scorso 16 luglio dalla Commissione propone due principali linee di intervento: in primo luogo, aiutare le PMI a sfruttare meglio i loro diritti di proprietà e, in secondo luogo, una migliore protezione dei diritti, intensificando la lotta alla contraffazione e alla pirateria.

La tutela della proprietà intellettuale è vista come centrale per stimolare innovazione e investimenti in R&D e facilitare il trasferimento di conoscenza “dal laboratorio al mercato”.

 

Secondo i dati di un Studio del 2006, il 35% delle PMI europee considera l’uso dei diritti di proprietà come molto importanti o addirittura fondamentali per il loro modello di business, mentre il 53% ha riferito che sarebbe diventato un argomento importante nei prossimi due anni.

Tra le maggiori esigenze delle aziende, c’è sicuramente il miglioramento dell’attuale sistema dei diritti di proprietà intellettuale, per il quale non dispongono di sufficienti risorse o servizi giuridici per far fronte a tali questioni.

 

Un elemento chiave della nuova strategia Ue, secondo il Presidente della Associazione per Tecnologie Competitive, Jonathan Zuck, è che le piccole imprese saranno in grado di evitare costosi procedimenti legali per risolvere controversie relative ai brevetti. La Commissione ha, infatti, fatto sapere che valuterà l’introduzione di un meccanismo alternativo (Alternative Dispute Resolution – ADR) per la risoluzione dei contenziosi che potrebbe “migliorare sostanzialmente” le procedure.

Questo meccanismo, ha dichiarato Zuck, sarebbe fondamentale per i piccoli player, consentendo a tutte le parti di risolvere le controversie in modo molto più efficiente.

 

La proposta della Commissione evidenzia anche la necessità di istituire una sorta di giurisdizione a livello europeo per i brevetti. Idea interessante, ma che rischia di rimanere tale, visto che la strategia non prevede mezzi e strumenti per realizzarla concretamente. 

 

Tuttavia, il documento suggerisce nuove modalità per aiutare le PMI a sfruttare i loro diritti di proprietà come, ad esempio, la riduzione delle tasse di brevetto o l’erogazione di incentivi fiscali per promuovere l’attività di concessione delle licenze. Questo è anche uno degli obiettivi fondamentali dello Small Business Act proposto dalla Commissione nel mese di giugno.

 

La nuova strategia sottolinea inoltre la necessità di affrontare il problema che riguarda l’aumento di prodotti contraffatti sul mercato europeo, che rappresenta una crescente minaccia per la salute e la sicurezza dei cittadini europei.

 

La maggior parte di questi prodotti contraffatti (60%) arriva dalla Cina, dove la Commissione ha recentemente istituito un IPR helpdesk per fornire consulenza alle imprese. La Ue ha invitato gli Stati membri a condividere maggiormente le informazioni sui prodotti contraffatti, sostenendo che intende portare a termine entro l’anno un’azione comune sulle dogane per contrastare la pirateria.

 

Luc Henricks della UEAPME (European Association of Craft, Small and Medium-sized Enterprises) si è detto soddisfatto del progetto della Commissione, definendolo una “pietra miliare” per le PMI.

“Il commissario McCreevy – ha detto Henricks – sembra avere capito gli aspetti centrali della questione, consapevole che le responsabilità sono in parte della Ue che non ha sostenuto l’azione sui brevetti comunitari e in parte degli Stati membri che hanno bloccato gli ulteriori progressi”.

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