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Roaming dati, dividendo digitale, mercato unico: importanti passi avanti nella Ue, ma ancora troppe le divergenze tra gli Stati membri

Unione Europea


Si è svolto il 12 giugno il consiglio dei ministri Ue delle tlc, durante il quale sono state discusse le principali misure incluse nel pacchetto di riforme proposto dal Commissario Viviane Reding.

La Reding si è dovuta scontrare con l’opposizione degli Stati membri riguardo la realizzazione di una super Authority europea e la ‘fusione’ tra l’ERG – il gruppo che riunisce i regolatori nazionali per le tlc – e l’Enisa, l’agenzia per la sicurezza delle informazioni e delle reti.

 

“Quasi tutti si sono detti d’accordo sul fatto che l’ERG – come attualmente strutturato – non risponde adeguatamente alle sfide regolamentari di un mercato unico in evoluzione”, ha spiegato la Reding, sottolineando come, tuttavia, “tutti i ministri vogliono qualcosa di più ridotto” rispetto a quanto proposto inizialmente.

 

La fusione tra l’ERG e l’Enisa ha incontrato una forte opposizione e nel corso del consiglio si è deciso di promulgare il mandato Enisa fino al 2012, rispetto alla scadenza prevista per il 2009.

 

La Reding si dice “dispiaciuta” per l’opposizione maturata attorno al progetto, ma anche “convinta” del fatto che la combinazione tra regolamentazione (ERG) e sicurezza (Enisa) possa generare forti sinergie.

“Continuo a creder che sarebbe meglio avere un’agenzia piuttosto che due, ma sono anche un politico e so dove si possono fare progressi e dove è meglio aspettare – ha spiegato la Reding – Così, se Parlamento e Consiglio sono d’accordo nel mantenere Enisa e il suo staff di circa 50 persone separati dal gruppo dei regolatori, non mi opporrò, ma continuerò a battermi per chiedere un potenziamento di Enisa e un rafforzamento della risposta europea alle crescenti minacce alla sicurezza delle reti”.

“Non è una questione che si può rimandare all’infinito”, ha quindi concluso la Reding sull’argomento.

 

Il dibattito in seno al consiglio, per la Reding è stato comunque costruttivo, prima di tutto per il consenso maturato riguardo la necessità di mantenere e rafforzare la competizione sul mercato unico delle tlc.

 

“Sono contenta – ha detto l’agguerrito commissario – che si sia manifestata una forte opposizione al concetto di ‘vacanza normativa’ e che molti ministri siano d’accordo con la Commissione sulla proposta di includere nuovi rimedi di separazione funzionale tra gli strumenti a disposizione dei regolatori nazionali”.

 

Si tratta, ha aggiunto il Commissario, di “un messaggio forte per la continuità e il rafforzamento di un percorso regolamentare che ha portato competizione, accesso a nuove reti e risparmi per i consumatori”.

 

Un altro punto di convergenza che ha dato soddisfazione alla Reding riguarda la necessità – espressa da quasi tutti i ministri – di assicurare maggiore uniformità normativa al mercato unico europeo delle tlc.

Si tratta – ha dichiarato la Reding – di un “progresso importante” alla luce della convergenza in atto sui mercati europei, con acquisizioni cross-border e fusioni specialmente tra ex monopolisti.

 

“C’è chiaramente un mercato unico in via di formazione e si tratta di uno sviluppo positivo, tuttavia, bisogna anche adeguare il quadro regolamentare a questi cambiamenti”.

Per raggiungere l’obiettivo, secondo la Reding è necessario che i regolatori nazionali siano più forti e indipendenti, che ci sia maggiore collaborazione tra le Authority e che ci sia una coordinazione dei rimedi regolamentari per evitare distorsioni della concorrenza.

 

Ma, si chiede ancora il Commissario, in che modo i consumatori trarranno vantaggio da questi cambiamenti?

“Durante questi consigli si parla sempre di regolatori e operatori, ma non abbastanza dei consumatori”.

Come affrontare, dunque, la questione?

Per la Reding bisogna partire dalla questione dello spettro radio: una risorsa essenziale che dovrebbe essere gestita con una approccio maggiormente orientato al mercato, efficiente e coerente non solo per garantire la competitività dell’industria, ma anche per raggiungere un’Europa in cui tutti abbiano accesso alla banda larga, nelle grandi città, nei piccoli paesi, nelle aree rurali, nel proprio paese, all’estero.

 

La Reding ha quindi proposto ai ministri di “mettersi d’accordo per realizzare un dividendo digitale ‘consumer-friendly’, con la destinazione del 50% delle risorse di spettro che si renderanno disponibili col passaggio alla Tv digitale ai nuovi servizi wireless e mobili”.

Un simile accordo, secondo la Reding, permetterebbe di trasformare il sogno della ‘banda larga per tutti’ in realtà, lasciando allo stesso tempo abbastanza spazio ai broadcaster pubblici e privati per offrire servizi nuovi e moderni.

 

Il Commissario ai media e alla società dell’informazione si è detto infine soddisfatto del fatto che diversi ministri si siano detti d’accordo sulla proposta di ridurre i prezzi del roaming anche per gli sms e la navigazione internet.

“Ho dato all’industria tempo fino al primo luglio per tagliare i costi del roaming sms e dati. Spero che le società facciano il loro dovere e non sono affatto impressionata dai dati rilasciati dall’associazione GSM”.

Secondo la GSM association, il prezzo medio al dettaglio del roaming dati è sceso del 25% nell’anno concluso ad aprile 2008, mentre nello stesso periodo il traffico è incrementato del 75%. Scaricare un megabyte di dati all’interno della Ue costa mediamente di 5,06 euro, rispetto ai 5,62 euro che si pagavano nel quarto trimestre 2007. Anche il prezzo medio del roaming per gli sms è sceso del 18%.

 

“Se i dati resteranno questi, non sarò la sola a credere che sia ancora necessario un intervento regolatorio”.

Rivolgendosi ai Ceo delle compagnie telefoniche, la Reding ha quindi concluso: “fate il vostro lavoro, rispondete alle preoccupazioni dei consumatori, sapete bene in che direzione andare”.

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