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eCommerce: rapporto con i canali distributivi e limiti legati allo stato di maturità di questo mercato  

Italia


La definitiva conferma, da parte di chi già compra online, della soddisfazione rispetto all’esperienza di acquisto vissuta, la necessaria integrazione dell’eCommerce con gli altri canali distributivi ed i limiti legati allo stato di maturità di questo mercato, sia da parte della domanda che dell’offerta, sono i più significativi dati emersi durante il Convegno Netcomm sul commercio elettronico che si è tenuto nei giorni scorsi a Fieramilanocity.

 

 

Secondo la ricerca Gfk Eurisko, in primo luogo, il 90% degli utenti che ha acquistato online (5 milioni di italiani) si ritengono soddisfatti dell’esperienza e, pur mantenendosi rigidi nell’acquistare sul Web sempre all’interno della stessa categoria merceologica e presso lo stesso sito, innescano un passaparola che è decisamente centrale (insieme ai motori di ricerca ed ai comparatori di prezzo) fra i fattori determinanti ai fini della scelta e dell’alimentazione di un mercato che si mantiene sopra i 5 miliardi di euro di volume d’affari (fonte Politecnico di Milano).

 

Un settore che funziona pertanto ed al quale si rivolge per partito preso solo il 52% degli acquirenti: tutti gli altri invece decidono di rivolgersi all’online solo nel momento in cui visitano il sito e ne scoprono l’opportunità: è la conferma della validità dell’approccio multicanale alla distribuzione, approccio oggi utilizzato però solo dal 3,5% delle aziende con più di 10 addetti (fonte Istat). Quest’ultimo dato rappresenta probabilmente l’ombra più lunga di un mercato che ha poi nella logistica, nel customer care e nell’assortimento le sua aree di miglioramento più ampie, ma che nondimeno presenta casi di successo in particolare sul fronte dell’internazionalizzazione (l’esempio di più significativo è qui Yoox) e della sperimentazione di nuovi modelli di business (fra i quali emergono con forza i club outlet).

 

Le truffe online continuano infine ad assottigliarsi e, rappresentando oggi lo 0,2% dei casi, permettono di guardare al futuro di questo settore con fiducia e con la consapevolezza che la sfida si giocherà sulla necessità di iniettare dosi di efficienza al sistema (soprattutto sul versante delle spedizioni) e sulla promozione di questo strumento presso la piccola e media impresa, protagonista del tessuto imprenditoriale italiano.

 

 

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