Mediaset: dopo l’investimento in Maghreb, si ridisegnano gli scenari di un gruppo che punta sempre più a contenuti e diversificazione geografica

di Raffaella Natale |

Italia


Tarak Ben Ammar e Fedele Confalonieri

Mediaset ha acquisito il 25% di Nessma Tv, che in arabo significa “dolce brezza”, canale satellitare con sede a Tunisi lanciato nella primavera 2007 dal gruppo Karoui&Karoui World che manterrà il 50%, mentre il restante 25% passa a Quinta Communication di Tarak Ben Ammar.  

Il gruppo proprietario non ha venduto quote, ma Mediaset e Ben Ammar sono entrati tramite un aumento di capitale da 30 milioni di dollari. La metà è stata sottoscritta dall’azionista, mentre il rimanente è stato equamente suddiviso da Quinta e Mediaset per un investimento di circa 7,5 milioni di dollari che equivale a una quota del 25% della società.

 

Una jointventure paritetica fra il gruppo milanese e le società dell’imprenditore franco-tunisino Ben Ammar, con obiettivo un mercato da 90 milioni di utenti ancora vergine dal punto di vista pubblicitario.

“Il mercato della pubblicità nella zona del Nord Africa – ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri – è di 350mila dollari. Contiamo di fare buoni affari”, ma i ritmi di crescita sono molto forti.

“E’ più facile entrare in questo mercato che in altre aree emergenti come Russia e Turchia” ha notato Marco Giordani, il direttore finanziario del gruppo, aggiungendo che Nessma “è sostanzialmente una start-up con interessanti prospettive”.

 

L’azienda di Cologno Monzese sbarca quindi in Algeria, Libia, Marocco e Tunisia. Dopo Spagna, Usa, Cina e Portorico la presenza è su scala mondiale e adesso si estende anche al basso Mediterraneo.

Nel giro di un anno il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi e Giuliano Adreani ha messo a segno sei acquisizioni (dalla casa olandese di format Tv Endemol, al cinema di Medusa, più TaoDue, una quota in Caribevision e una jointventure in Cina) di cui quattro all’estero. Da broadcaster limitato per lo più a due Paesi (Italia e Spagna), in dodici mesi Mediaset ha iniziato una campagna di diversificazione per dipendere sempre meno da un singolo mercato o Paese e allo stesso tempo uscire dall’empasse della Tv generalista.

L’azienda televisiva sta investendo in due direzioni: contenuti, da trasmettere sulle proprie piattaforme e vendere a terzi, e l’espansione geografica. Ieri Confalonieri ha ricordato che il core business è sceso da un peso del 98% all’85% del giro d’affari totale del gruppo.

 

Nessma Tv è visto principalmente in nord Africa, un mercato omogeneo per lingua, cultura, geografia e in forte espansione economica e demografica. Raggiunge già oltre 7,5 milioni di famiglie ed è il primo canale di intrattenimento specificamente rivolto al mondo arabo mediterraneo. Ha un palinsesto di stampo internazionale, composto da film, serie Tv, videoclip musicali e format importanti come Star Accademy, di produzione Endemol, in onda nella scorsa stagione.

Sarà presto visibile via satellite anche nell’Europa mediterranea dove la comunità maghrebina conta oltre 10 milioni di individui.

Publieurope, concessionaria pubblicitaria europea del gruppo Mediaset, gestirà la raccolta in esclusiva di Nessma Tv in Europa.

 

Nessma è e resterà per ora pura Tv d’intrattenimento: “l’informazione verrà introdotta se sarà giustificata dagli ascolti, proprio come è avvenuto in Italia per le maggiori reti private, che si sono affermate senza tg, molto costosi”. Evocando gli albori delle reti Mediaset, allora Fininvest, Confalonieri ha proseguito: “Nel 1978 l’Italia passava un difficile momento economico e politico. Era l’anno del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro. La Tv privata rompeva il monopolio pubblico, innovando la cultura popolare”.

 

E’ lo stesso tipo di azione che ora si propone Nessma, in un’area geopolitica prossima che ha legami con i Paesi a nord del Mediterraneo per prossimità geografica e ampia emigrazione.

Sono – ha spiegato Confalonieri – dieci milioni di persone, provenienti da un’area vicina ed estesa. Vorremmo che grazie a Nessma gli emigrati magrebini in Europa si sentano meno sradicati, soprattutto in un momento in cui l’Ue si chiude, quanto a rilascio dei visti per loro, dovendo assorbire l’immigrazione dall’Europa orientale”.

 

Di progetto culturale ha invece parlato il presidente di Quinta, Tarak Ben Ammar. “…Vorrei esportare nel mondo arabo mediterraneo – ha detto l’imprenditore da sempre socio in affari di Mediaset – il modello tunisino fatto di libertà di parola, di espressione, soprattutto di tolleranza e di orgoglio delle proprie radici senza estremismi. Io stesso sono un perfetto risultato di questo modello, con la mia affermazione in Europa senza mai tradire le origini”.

 

Consigliere di amministrazione di Mediobanca, nel gruppo dei soci internazionali del gruppo “C” capitanati da Vincent Bollorè, Ben Ammar nei mesi scorsi era stato molto attivo sul fronte del mercato Tv e cinematografico.

E tramite una delle società che fanno capo alla Alliance, l’italiana Prima Tv, Ben Ammar ha acquisito di recente il controllo della Eagles Pictures, nella cui library cinematografica figurano film come “La Passione di Cristo”. Oltre al cinema Prima Tv opera anche in campo televisivo, in qualità di azionista della Lux Vide, che produce la fiction “Don Matteo”, e di Rainbow, la casa dei cartoni animati che hanno spopolato negli ultimi anni, le fatine Winx.

 

Alla presentazione dell’operazione, accanto a Tarak Ben Ammar e Fedele Confalonieri c’era anche, per l’occasione, l’italo-tunisina più famosa d’Europa, Afef Tronchetti Provera, definita ambasciatrice di Nessma Tv.

“Mi hanno proposto di fare un programma per loro. Io non lo escludo. Non vorrei però impegnarmi nel varietà, che altri sanno fare meglio di me, piuttosto mi piacerebbe rubare l’idea di Striscia la Notizia e fare un qualcosa di simile”.

 

Inevitabile il parallelo tra Nessma Tv e Al Jazeera, la più importante emittente del mondo islamico, ma nessuna concorrenza con la Cnn del Medio Oriente, sia perché è geograficamente focalizzata sul Maghreb, sia perché la Tv tunisina assomiglia più a un canale generalista che si ispira al modello di Canale 5 e Telecinco.

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