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KML di Google diventa standard OGC: verso un formato comune anche per le mappe online

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Lo standard KML 2.2 è stato accettato come standard ufficiale dall’Open Geospatial Consortium (OGC), ente internazionale per gli standard.

 

KML (Keyhole Markup Language) è uno standard  realizzato da Google per la memorizzazione dati geografici ed è utilizzato in Google Earth, per consentire agli utenti di sovrapporre le proprie informazioni – ad esempio sui ristoranti e i parchi di una determinata zona – su una mappa o un’immagine.

 

Il linguaggio si è pian piano evoluto ed è stato adottato anche da Microsoft e Yahoo per i rispettivi servizi di ricerca e mapping.

 

KML è utilizzato anche nella telefonia mobile e su questo standard, secondo Google, si basano milioni di documenti disponibili online, a conferma di come sia esteso l’utilizzo delle informazioni di geolocalizzazione in un web sempre più user-generated.

 

Il nuovo formato – ribattezzato OGC KML – darà agli sviluppatori di tutto il mondo l’opportunità di utilizzare un formato comune per gestire le mappe online.

I servizi di mapping, ha spiegato Google, “si sono fortemente evoluti rispetto al passato”.

La scelta di proporre KML come standard OCG rientra nell’impegno del gruppo di Mountain View verso l’apertura degli standard.

“Crediamo che la standardizzazione di KML sarà importante per rendere accessibile una maggior quantità di contenuti geografici online”, si legge in una nota della società.

 

Un linguaggio comune e aperto è infatti essenziale per favorire la visualizzazione e la condivisione di informazioni nelle applicazioni geospaziali attuali o future.

 

“Google Earth e altri strumenti simili hanno dato un grande contributo alla trasposizione delle mappe nell’era digitale. Oggi diamo per scontata la possibilità di andare su internet e reperire facilmente su una mappa informazioni sulle pizzerie che abbiamo nei pressi o quella di eseguire lo zoom in immagini satellitari di una piccola città dall’altra parte del mondo”, si legge sul blog ufficiale di Google.

 

“Tuttavia, internet è molto più che cercare e visualizzare informazioni. Si tratta anche della pubblicazione. E non sarebbe quello che è oggi senza i blog, i wiki, i siti di social networking e altre forme di contenuti user-generated”.

 

Il web rende tutto questo possibile e dietro tutto c’è il linguaggio HTML che, ha spiegato Google, “…ha trasformato completamente il nostro mondo, permettendo a tutte i pezzi dell’infrastruttura – browser, server, ecc – di parlare lo stesso linguaggio”.

 

Grazie a standard come HTML, insomma, ogni browser può gestire qualsiasi pagina web. Ed è per questo che la standardizzazione di questo linguaggio è stata importantissima: piuttosto che essere chiuse in un formato proprietario o visibile soltanto usando un prodotto di un vendor specifico, le pagine web possono essere viste e condivise gratuitamente e senza impedimenti.

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