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Musica online gratuita e pubblicità, modello vincente? Dopo Murdoch anche Facebook ci scommette

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Il sito di social networking, Facebook, sarebbe in trattative con diverse etichette discografiche per fornire un servizio di musica online gratuita, finanziato dalla pubblicità. La notizia è stata data dal Financial Times, che cita fonti vicine alla società.

 

Facebook intende offrire ai propri utenti la possibilità di ascoltare gratuitamente musica in streaming, mentre i guadagni arriveranno attraverso gli spot.

I visitatori avranno ugualmente la possibilità di acquistare online i titoli musicali disponibili, che potranno essere ascoltati gratuitamente.

Eventuali accordi di distribuzione con siti del settore possono offrire alle etichette nuove entrate finanziarie, visto il crescente calo delle vendite dei dischi attraverso i canali tradizionali.

 

Facebook ha anche assunto come nuovo direttore operativo Sheryl Sandberg, ex dirigente di Google, per impiegare la sua esperienza nel processo di espansione che la società ha deciso di intraprendere.

In un’intervista rilasciata al Wall Street Journal online, Sandberg ha spiegato che partecipare al processo di crescita di Facebook è “…proprio il tipo di sfida che mi piace intraprendere”.

La dirigente trentottenne ha lavorato sei anni a Google, ricoprendo il ruolo di vicedirettore generale della divisione vendite globali online, che gestisce il 99% dei contratti pubblicitari sottoscritti dagli inserzionisti con il colosso di Internet. Sandberg entra a far parte della squadra di Facebook in un momento in cui la società cerca di tradurre in un aumento dei ricavi la crescente popolarità ottenuta tra gli utenti Internet.

 

“…Stiamo crescendo a vista d’occhio”, ha dichiarato Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, “Sandberg ha l’esperienza e le qualità per aiutarci”. Il ruolo di Sandberg presso Google verrà ricoperto da David Fisher.

 

Intanto il sito ha lanciato una nuova sezione musicale per le band in collaborazione con iTunes che permette a chi suona di trasmettere in streaming su Facebook le proprie canzoni o i propri video musicali e di venderne i download su iTunes. I gruppi musicali possono aprire su Facebook il proprio profilo, dove inseriscono foto, canzoni e video per i fan.

 

E’ un servizio con cui l’azienda vuole fare direttamente concorrenza a MySpace, divisione della News Corp di Rupert Murdoch.

Questa a sua volta è in contatto con le quattro major per un servizio che unisce musica da ascoltare gratuitamente (offerta grazie alla pubblicità) con download di Mp3 a pagamento e abbonamenti.

Il servizio, come riportano il Wall Street Journal e il Financial Times, potrebbe essere battezzato MySpace Music. 

Il tutto potrebbe essere curato da una società comune tra MySpace e le case discografiche che hanno accettato di partecipare al progetto.

 

Persone vicine alle trattative affermano che il funzionamento del nuovo servizio sarà mantenuto interamente dalla pubblicità. Le entrate sarebbero divise tra il sito e le major che partecipano al patto.

I clienti potranno ascoltare musica in streaming da internet e MySpace venderà spazi pubblicitari in base al traffico. Secondo il Wall Street Journal, il servizio sarebbe accessibile gratuitamente solo dagli utenti che si connettono sempre dallo stesso computer. Nei piani della società vi è anche quello di consentire il download di canzoni a pagamento.

Per ComScore gli utenti unici Usa del sito di social networking sono 68.6 milioni (gennaio).

 

Se il progetto dovesse realizzarsi la News Corp di Murdoch entrerà a far parte del gruppo di società, tra cui vi sono Amazon.com e Wal-Mart, che vogliono insidiare la posizione dominante di Apple nel mercato della musica online. Con il suo music store iTunes, che consente il download di musica a pagamento ed è perfettamente integrabile con il lettore iPod, la società californiana domina infatti il mercato da molti anni.

 

Ma MySpace riuscirà a convincere le major discografiche? Avere alla spalle il tycoon dei media, gli consentirà di raggiungere l’intesa che dovrebbe soddisfare sicurezza, condizioni economiche, diritti d’autore?

Non tutti ci scommettono, visto anche che MySpace è stata citata in giudizio da Universal proprio per violazione delle norme sul copyright. Una soluzione potrebbe essere quella di un accordo stragiudiziale.

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