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WiMax: il punto sulle offerte dopo l’uscita di scena di Wind

Italia


È arrivata a 72 milioni 318 mila euro la terza giornata di rilanci per l’asta di assegnazione delle licenze per il WiMax, che ha visto di uscire di scena Wind e Toto Costruzioni.

 

Il gruppo italo egiziano abbandona la corsa al WiMax dopo essere stato tra i protagonisti della prima fase dei rilanci, dopo la quale era in  testa in 4 aree di gara, con un’offerta complessiva di 11 milioni 350 mila euro.

 

Restano in corsa a questo punto 22 società, sette in meno rispetto alla lista iniziale di partecipanti all’asta, il cui valore complessivo ha segnato un incremento di oltre il 46% rispetto alla base di partenza, pari a 49 milioni e 800 mila euro.

 

Le licenze assegnate saranno 35: la procedura scelta dal Ministero delle Comunicazioni prevede infatti che siano rilasciati 3 diritti d’uso per ognuna delle 7 aree macroregionali in cui è stato suddiviso il paese.

 

Di tali licenze, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale, mentre 1 (Blocco C) è rilasciabile a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano).

 

Per ogni macroregione sono stati stabiliti importi minimi per ogni diritto d’uso, suddivisi per i due blocchi previsti, Blocco A e Blocco B. Per quanto riguarda invece al Blocco C vengono fissati per ogni Regione degli importi minimi per ciascun diritto d’uso. In ciascuna Regione viene assegnato un diritto d’uso.

 

Particolarmente attive anche nella terza giornata di rilanci, A.F.T. – che già offre connessioni WiMax agli alberghi Best Western, agli aeroporti e alle stazioni di servizio Autostrade – ed Elettronica Industriale (gruppo Mediaset), in testa per una licenza nelle aree  macroregionali 2 (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche), 3 (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e 4 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria)

 

Telecom Italia lotta invece per una delle due licenze macroregionali dell’area 1 (Lombardia, Bolzano, Trento) e 7 (Sardegna).

 

Il WiMax, in Italia come in Europa utilizza la banda 3.5 GHz. La tecnologia, sfruttando la propagazione via radio, è in grado di coprire in modo economico anche le aree più difficilmente raggiungibili e permette di realizzare connessioni alla rete ad alta velocità (fino a 74 Mbit/s) in un raggio di circa 50 chilometri , contro le poche decine di metri del Wi-Fi.

 

Secondo la società di ricerca Maraved, il WiMax supererà quota 100 milioni di utenti entro il 2014. Il mercato per quella data dovrebbe arrivare a valere oltre 42 miliardi di dollari.

 

Entro la seconda metà di quest’anno, la tecnologia verrà integrata nella maggior parte dei laptop, per passare poi gradualmente a diventare una componente essenziale di smartphone e dispositivi consumer electronics.

 

Tornando all’Italia, domani si riprenderà con la quarta giornata di rilanci.

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