Spettro radio: la GSMA chiede più spettro per internet mobile in vista del dividendo digitale

di Alessandra Talarico |

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Spettro radio

La GSM Association (GSMA), associazione che riunisce oltre 700 operatori mobili di tutto il mondo, approfitterà della World Radiocommunication Conference (WRC), iniziata ieri a Ginevra, per chiedere di destinare ai servizi mobile internet circa 100 MHz di spettro attualmente utilizzati per i servizi di Tv analogica.

 

Lo spettro radio è uno degli strumenti che consentono la diffusione di servizi a valore aggiunto per i settori media e tlc e quelli che dipendono dalle frequenze hanno un’importanza sociale ed economica forte visto che nella Ue valgono 250 miliardi di euro, cioè il 2,5% del PIL europeo.

Ma questa risorsa è utilizzata anche in diversi altri settori, dai sistemi di guida per aerei, navi, satelliti e per la difesa.

 

Le frequenze che verranno liberate dal passaggio dalla Tv analogica a quella digitale sono quindi contese da diversi player e per questo – ha spiegato il Commissario Ue per i media e la società dell’informazione Viviane Reding, “…L’Europa non può permettersi scelte sbagliate per un mercato mondiale che vale 2.700 miliardi di euro.”

 

La GSMA crede che la porzione di spettro richiesta per i servizi a banda larga mobile sia essenziale per garantire a “milioni di persone in tutto il mondo attualmente fuori dalla portata delle reti fisse di usufruire di servizi broadband sicuri ed economici”.

 

Il passaggio ala televisione digitale libererà le cosiddette Ultra High Frequency (UHF) nella banda da 470MHz a 806/862 MHz, che abilita una copertura molto più efficace degli edifici rispetto alle attuali bande di spettro utilizzate per i servizi mobili.

 

Le caratteristiche di propagazione di questa banda – ha spiegato Kaisu Karvala, chairman di GSM Europe – “potrebbero facilitare la realizzazione di reti di comunicazione mobile in grado di raggiungere aree scarsamente popolate che sarebbe troppo costoso coprire con sistemi operanti su bande più alte, assicurando che il dividendo digitale possa venire incontro alle esigenze di chi vive in queste aree, vittime del digital divide”.

 

Anche il Commissario Reding ha sottolineato che “i servizi wireless offrono una grande speranza in vista del superamento del digital divide”.

 

La Ue è di fatto impegnata a realizzare un piano per rendere l’utilizzo dello spettro più flessibile alle esigenze degli operatori, che si trovano a dover realizzare una serie di nuovi servizi convergenti e ad aver a che fare con l’ingresso nel mercato delle comunicazioni di nuovi player provenienti da altri settori (internet, boadcasting, ecc.). Alcuni mesi fa, la Commissione ha presentato le nuove misure elaborate per ridurre le restrizioni all’accesso e all’uso di questa risorsa essenziale nell’ambito delle comunicazioni wireless, al fine di rimuovere potenziali barriere all’innovazione, alla crescita economica e alla scelta dei consumatori.

 

Lo spettro UHF, comunque, non verrà liberato prima del 2012 ed è ancora troppo presto per avere una decisione definitiva in merito all’uso cui verrà destinato.

Sono tuttavia necessari – secondo l’associazione – “ulteriori studi per stabilire nel dettaglio caratteristiche e condizioni d’utilizzo della sotto-banda” nonché una serie di azioni “di policy a livello nazionale, comunitario e internazionale”.

 

“Le reti mobili, non quelle fisse – ha spiegato il patron di Wind, Naguib Sawiris – sono l’unica via economicamente percorribile per portare i servizi a banda larga al più alto numero possibile di persone, ma questo sarà possibile solo se l’industria mobile potrà avere accesso a più spettro nelle bande a bassa frequenza”.

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