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Banda larga a due velocità: l’Europa risponde ai problemi di regolamentazione con proposte di riforma

Unione Europea


Mentre alcuni paesi europei sono leader mondiali in materia di accesso alla banda larga, cresce lo scarto tra i primi e gli ultimi all’interno della Ue.

È quanto risulta da una relazione presentata oggi dalla Commissione europea, che cita la mancanza di concorrenza e le carenze della normativa come gli ostacoli principali alla crescita della banda larga.

La Commissione intende rimediare a tali carenze con le sue proposte di riforma della regolamentazione comunitaria in materia di telecomunicazioni che presenterà il 13 novembre.

“La crescita della banda larga resta forte e i paesi leader dell’UE sono diventati leader mondiali in termini di penetrazione”, ha dichiarato il Commissario Ue per i media e la società dell’informazione, Viviane Reding.

“Tuttavia – ha aggiunto – è inaccettabile che lo scarto tra i primi e gli ultimi in Europa stia crescendo. L’Europa deve intervenire subito per far ordine al suo interno. Presenterò proposte specifiche in tal senso nell’ambito del nostro pacchetto di riforme della regolamentazione delle telecomunicazioni a novembre”.

In base ai dati pubblicati dalla Commissione, lo scarto tra il paese della Ue al primo posto (Danimarca 37,2%) e quello all’ultimo posto in termini di penetrazione della banda larga (Bulgaria 5,7%) è in lieve aumento e supera ormai i 30 punti percentuali.

Le ragioni principali di tale differenza risiedono nella mancanza di vere infrastrutture alternative o nella necessità di un’applicazione più coerente e rapida delle misure correttive. Occorre adoperarsi maggiormente per promuovere gli investimenti in modo che la crescita sia più equilibrata in tutta la Ue.

Garantire una concorrenza efficace nei mercati della banda larga, per far sì che la banda larga sia accessibile a tutti, è tra le massime priorità della riforma della regolamentazione delle telecomunicazioni che la Commissione proporrà il prossimo mese.

La crescita della banda larga è proseguita lo scorso anno in tutta la Ue, in un contesto in cui imprese e cittadini continuano a beneficiare della rivoluzione digitale. In media la penetrazione (numero di abbonati in rapporto alla popolazione) è salita dal 14,9% al 18,2%, nonostante i tassi di penetrazione relativamente modesti registrati in taluni Stati membri.

Nei paesi leader – Danimarca (37,2%) e Paesi Bassi (33,1%) – circa un terzo o più della popolazione dispone di accesso alla banda larga, con una quota sostanziale di utenti che utilizza un’infrastruttura diversa da quella degli operatori storici.

Il 1° luglio 2007 vi erano oltre 90 milioni di linee fisse a banda larga nei 27 Stati membri della Ue; di queste, escludendo Bulgaria e Romania, 20 milioni sono state aggiunte dal luglio 2006, il che significa un incremento del 28,7%. Proporzionalmente, la crescita è stata più elevata in Danimarca (7,7 linee per 100 abitanti), Lussemburgo (7,1 per 100) e Irlanda (6,7 per 100).

La Digital Subscriber Line (DSL) resta la principale tecnologia della Ue a banda larga, con circa 72,5 milioni di linee. Tuttavia, la crescita della DSL è rallentata del 6,1% rispetto al luglio 2006, mentre è cresciuto l’uso di tecnologie alternative, come il cavo, la fibra ottica in casa, i wireless local loops (17,7 milioni di linee in totale).

Nel settore degli abbonamenti DSL vi è stata un’intensa concorrenza, dimostrata dalla forte crescita dei prodotti disaggregati del local loop: il 55,4% di tutte le linee DSL degli operatori alternativi (17,6 milioni di linee) è pienamente o parzialmente disaggregato, rispetto al 45,9% nel luglio 2006.

La rivendita (8,2 milioni di linee) resta un tipo importante di accesso a livello di mercato all’ingrosso, in particolare nel Regno Unito (dove il regolatore nazionale ha imposto una separazione funzionale, garantendo in tal modo che la rivendita abbia luogo in condizioni di non discriminazione) e in Germania (dove i rivenditori continuano a dipendere fortemente dalle condizioni fissate dall’operatore storico).

La quota di mercato degli operatori alternativi in Europa ha continuato a crescere e ha raggiunto il 53,5% nel luglio di quest’anno. Tuttavia la quota di mercato dei nuovi operatori entrati nel mercato è solo del 44,3% se si esclude la semplice rivendita delle linee DSL degli operatori storici.

Gli operatori alternativi investono altresì in misura crescente nelle proprie reti piuttosto che in servizi basati sull’infrastruttura degli operatori storici.

La disponibilità della banda larga è un indicatore fondamentale dello sviluppo delle tecnologie ICT. La Commissione presenta periodicamente relazioni sullo sviluppo dei mercati della banda larga nell’UE che contengono i dati convalidati dagli Stati membri tramite il Comitato delle comunicazioni.

Per visionare la versione integrale della relazione clicca qui.

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