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Galileo: nuovi problemi all’orizzonte. Per problemi al razzo Soyouz rimandato il lancio del 2° satellite

Unione Europea


Non conosce pace il sistema di radionavigazione satellitare europeo Galileo. Dopo la defezione del consorzio concessionario – che si è rifiutato di accollarsi i rischi connessi allo sviluppo del sistema – e l’iscrizione integrale dei costi della fase costitutiva di Galileo nel bilancio comunitario, si apprende che il secondo satellite del progetto non sarà lanciato prima di marzo del 2008.

 

Il primo satellite del progetto Galileo, battezzato “GIOVE” (Galileo In Orbit Validation Element), è stato lanciato da un razzo Soyouz dal centro spaziale Baïkonour a dicembre del 2005.

 

Dopo Giove, un secondo satellite, costruito dal consorzio Galileo Industries, avrebbe dovuto essere messo in orbita nella primavera 2006, per seguire col lancio, nel 2008, dei primi 4 satelliti operativi.

 

Il lancio del secondo satellite, posticipato a dicembre di quest’anno, non avverrà però prima del marzo del prossimo anno, ha rivelato un portavoce di Arianespace, spiegando che il ritardo sarebbe causato da problemi alla navicella spaziale Soyuz, che doveva lanciare in orbita ‘Giove B’.

 

Il programma Galileo è stato sviluppato dalla Commissione europea in accordo con l’Agenzia spaziale europea (ESA) come alternativa al sistema americano GPS e a quello russo Glonass, entrambi controllati e finanziati dalle autorità militari. Intanto però, mentre in Europa si litiga, gli Usa lavorano al GPS III, la Cina è impegnatissima nello sviluppo di un sistema alternativo – battezzato ‘Beidou’ – composto da 35 satelliti che dovrebbe essere operativo già dal 2008, come doveva esserlo Galileo secondo i progetti iniziali e la Russia sta lavorando con l’India per rimettere in sesto i 21 satelliti del sistema Glonass.

 

Le risorse finanziarie necessarie allo sviluppo dei programmi europei di navigazione satellitare (Global Navigation Satellite System – GNSS) ammontano a 3,4 miliardi di euro per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013.

 

L’Europa ha già impegnato 2,5 miliardi di euro per il loro sviluppo e il forfait del consorzio concessionario è stato un rischio sottovalutato dalle istituzioni, oltre a far accumulare un ritardo tale che potrebbe far slittare il debutto del sistema al 2009 e la sua realizzazione completa al 2014 o anche oltre.

Uno scacco che ha imposto di apportare modifiche al programma originale e ha costretto la Ue ad accollarsi integralmente le spese relative alla fase di sviluppo del programma, con il finanziamento di altri 2,4 miliardi di euro.

 

Il progetto Galileo costituisce un’opportunità di grande rilievo per l’Europa soprattutto per le sue caratteristiche di infrastruttura globale e per l’importante componente internazionale del suo sviluppo: accordi di cooperazione sono già stati firmati tra gli altri con Cina, Israele, Stati Uniti, Ucraina, India, Marocco e Corea del Sud. Molti altri sono in preparazione.

 

Il sistema satellitare – se si riuscirà a superare i contrasti politico-economici che gravitano attorno al suo sviluppo – permetterà la fornitura di cinque servizi base: l’Open Service (OS), il cui principale utilizzo è nel settore della mobilità generale e di massa, il Commercial Service (CS) che avrà invece un forte impatto sulle applicazioni commerciali specializzate per diversi clienti e mercati, il Safety-of-Life Service (SoL) le cui applicazioni sono la navigazione aerea e marittima, il Search and Rescue (SAR) per il soccorso aereo e marittimo su scala globale ed infine il Public Regulated Service (PRS) il cui utilizzo principale è l’uso governativo da parte dei corpi di Polizia, Vigili del Fuoco, Difesa, etc.

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