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Rutelli dall’Ambra all’Olimpia? Il Ministro in ascolto delle categorie prima di andare da Padoa Schioppa 

Italia


I lettori di Key4biz possono ritenersi ben informati, perché, dopo l’articolata analisi che abbiamo proposto nell’edizione del 20 luglio 2007 (vedi: Riforma cinema e audiovisivo: sussurri e grida tra proposte di legge e riserve degli operatori“), sostanzialmente “nihil novi…” sotto il sole agostano, rispetto alla gestazione complessa e sofferta della tante volte annunciata novella legge di riforma del sistema cinematografico italiano.

Tra le “last news”, merita essere citata la sortita del Ministro Gentiloni in quel di Venezia (in quella sede, invece, il Ministro Rutelli ha concentrato la sua attenzione sull’annuncio del nuovo Palazzo del Cinema), il 6 settembre: i due dicasteri stanno lavorando per inserire nella prossima Finanziaria due misure a sostegno del settore audiovisivo, ovvero agevolazioni fiscali ed un aggiornamento della legge n. 122 del 1998 in materia di obblighi di produzione ed acquisto da parte delle emittenti televisive. Secondo Gentiloni, le misure “potrebbero” (ancora una volta, il condizionale è d’obbligo, a fronte della strenua resistenza di Sky Italia) essere estese anche alle tv a pagamento ed addirittura alle società di tlc che utilizzano audiovisivi.

 

In verità, la situazione dell’iter parlamentare delle varie proposte di legge permane complicata, perché le anime all’interno della maggioranza sono sempre più “numerose” ed… animate (annuncia una proposta di riforma del cinema anche l’Italia dei Valori).

Il Ministro Rutelli ha quindi deciso, d’intesa con la Sottosegretario diessina Montecchi, di promuovere una iniziativa piuttosto curiosa: il Governo si è confrontato direttamente con quelle che un tempo si sarebbero definite “le categorie” del cinema (in tempi di modernità accelerata, questo termine è caduto in disuso), senza prerò prevedere l’intervento dei responsabili dei partiti, né della maggioranza né dell’opposizione. Iniziativa piuttosto inedita.

Esiste forse un fille-rouge tra la grande kermesse del 13 giugno all’Ambra Jovinelli (sul palco, dominavano allora i responsabili spettacolo della Margherita e dei Ds Colasio e Franco)  e questa iniziativa di oggi 26 settembre al cinema Nuovo Olimpia (nella quale le “star” sono solo Rutelli e Montecchi)?

 

Qualcuno la interpreta come una presa di distanza del Ministro rispetto ai suoi colleghi parlamentari, ovvero un atto di dirigismo e di accelerazione messo in atto dall’Esecutivo, insomma.

Altri, invece, malignamente, ritengono che il Ministro abbia voluto semplicemente organizzare una “vetrina” per mostrare in anticipo le sue “mercanzie”, ovvero i risultati che sarebbe riuscito ad ottenere, nella Finanziaria imminente: i provvedimenti di agevolazione fiscale, tax-shelter, credito di imposta e simili. Provvedimenti che incontrano la resistenza “a priori” del collega Padoa Schioppa, che Rutelli sta per incontrare, per addivenire ad una quantificazione definitiva del fabbisogno in Finanziaria (precisando che non esistono modelli previsionali accurati, che consentano di calcolare quanto potrebbe essere il flusso, endogeno ed esogeno, di investimenti nel settore…).

Altri ancora, hanno interpretato l’iniziativa come una sorta di recepimento, a livello di sensibilità politica almeno, delle tesi portate avanti dal gruppo informale cosiddetto dei Centoautori (che proprio dall’iniziativa dell’Ambra Jovinelli ebbe un moto propulsivo), che sembra aver preso il posto della storica filomarxiana Anac.

 

L’iniziativa è stata organizzata molto frettolosamente (da sabato scorso), ma con un accurata attenzione al feedback, al punto tale che è stato messa in atto una intensa attività di “recall”, da parte della segreteria particolare del Ministro.

 

Tra le varie proposte di legge, merita essere ricordata anche quella promossa da Rifondazione Comunista, che è stata presentata in occasione di un interessante convegno pubblico, il 12 luglio all’Auditorium del Goethe Institute, sempre a Roma, dalla responsabile nazionale cultura di Prc-Se Stefania Brai (direttrice dello storico mensile critico “Gulliver”). Si tratta di una proposta molto rigida e protezionista, che riteniamo non abbia alcuna chance di essere recepita dal testo dell’asse “Ds-Margherita”, che ha un approccio senza dubbio più “liberal” – “liberista”, sebbene fortemente influenzato dal “modello francese”. La proposta di Rifondazione riprende, di fatto, un testo dello stesso partito presentato 4 anni fa, con alcune elaborazioni evolutive emerse dai seminari delle Giornate degli Autori. Le “pietre dello scandalo”, come le ha considerate “Il Corriere della Sera”, sono un concetto rigido di “nazionalità” delle opere cinematografiche e la difesa, ad oltranza verrebbe da dire, del cinema italiano nella programmazione nelle sale. Secondo Brai, il Centro Nazionale per la Cinematografia previsto dalle proposte Colasio-Franco è “troppo poco autonomo rispetto al Ministro ed al Direttore Generale, e le categorie non sono adeguatamente rappresentate e coinvolte”.

 

Da segnalare anche la presenza in massa di buona parte dello “star system” e dei “decision maker” del cinema italiano in occasione di una vivace edizione della trasmissione “Viva l’Italia”, condotto da Riccardo Iacona, su Rai3, il 4 settembre, da Roma e Venezia, che prendeva spunto da una serie di articoli di fondo a firma di Della Loggia sul “Corriere” e di Scalfari su “Repubblica” sulla “crisi” – reale o apparente, nuova o genetica – di linguaggi, di valori, ma, diciamo noi, soprattutto industriale del cinema italiano. Ancora una volta, le fazioni si sono schierate contrapposte, tra chi difende un rinvigorito e rinnovato intervento della “mano pubblica”, e chi ritiene invece che il “libero mercato” debba governare incontrastato con criteri tecno-meritocratici, chiedendo alla “politica” un passo indietro…

Non è emersa sulla pubblica stampa, ma ha suscitato viva attenzione una circolare promossa dal Direttore Generale del Mibac Blandini, e rivolta alle due associazioni dei produttori (Anica e Api), in data 14 settembre, con la quale si bacchettavano molti di coloro che richiedono contributi pubblici al Ministero, a causa del mancato rispetto “dei criteri di carattere generale deliberati dalle Commissioni” e degli “inadempimenti” formali e sostanziali, che non consentirebbero all’Amministrazione di valutare le pratiche di finanziamento con adeguata cura…

 

Circola, in alcuni ambienti, una bozza del testo Rutelli-Blandini, denominata “Interventi urgenti di incentivazione e promozione del settore cinematografico nazionale”, costituita da 4 articoli, che illustra nel dettaglio le modalità di intervento, a partire dai “tetti” di investimento per le imprese interessate alla detassazione e le “soglie” relative ai crediti di imposta, con respiro pluriennale (2008-2012)… La materia è comunque molto complessa e gli interventi sono sempre delicatissimi, per le infinite sfumature interpretative. Esiste anche un problema di natura strategica, ovvero di vera e propria politica culturale: questi interventi debbono indifferentemente sostenere il cinema “di cassetta” o debbono essere privilegiate le opere “artistiche”?!? Ardua questione.

Si respira in sostanza un’aria di austerità istituzionale e di severità amministrativa e di approccio emulativo delle esperienze dei mercati più evoluti: ben vengano, se accompagnate da interventi organici e razionali, e non dalle solite norme contingenti ed “emergenziali”…

 

Segue il programma dettagliato dell’iniziativa:

Roma, Cinema Nuovo Olimpia, Via in Lucina 16/g.

Ore 15.30 Ha introdotto: Elena Montecchi.

Sessione 1: “Regole del sostegno pubblico:il sostegno pubblico al Cinema in Italia e in Europa”.

Ha moderato: Marco Mele. Sono intervenuti:

– Gaetano Blandini: “Storia del sostegno pubblico in Italia”;

– Mario La Torre : “Modello italiano di incentivi fiscali”;

– Enrico Di Mambro: “Sostegno pubblico in Italia ed Europa all’esercizio d’essai”;

– Francesca Medolago Albani: “Incentivi fiscali in Francia, Germania e Gran Bretagna”.

Si ricorda che Mele è la penna di punta del quotidiano confindustriale in materia di media ed audiovisivi, La Torre è professore universitario di economia a La Sapienza e consigliere di amministrazione di Cinecittà Holding, Blandini è il Direttore Generale della Cinematografia del Ministero, Di Mambro storico consulente istituzionale dell’Agis, e Medolago Albani Responsabile dell’Ufficio Studi dell’Anica.

Sessione 2. “Cinema e televisione:riforma lg. 122/98”.

Ha moderato: Paolo Mereghetti. Sono intervenuti: Angelo Barbagallo, Lorenza Bonaccorsi, Giancarlo Leone, Giampaolo Letta, Riccardo Tozzi.

Da segnalare l’intervento di Bonaccorsi, Capo della Segreteria del Ministro Gentiloni.

Sessione 3. “Il Cinema racconta il Paese”.

Ha moderato: Fulvia Caprara. E’ intervenuto: Bernardo Bertolucci, Stefano Rulli, Ugo Gregoretti, Valerio Ialongo, Daniele Luchetti, Giuliano Montaldo, Michele Placido.

Ore 19.00

Le conclusioni sono spettate a Francesco Rutelli.

 

 

Leggi anche:

Il difficile dialogo tra sistema creditizio ed imprese del cinema, intanto il governo vuol riformare il settore (10 luglio 2007)

 

 

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Angelo Zaccone Teodosi, Presidente di IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale

 

Bruno Zambardino, Responsabile di Ricerca IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale

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