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Il ministro Fioroni contro internet. C.M. Guerci (ThinkTel): ‘Così si impedisce la crescita del Paese’

Italia


Gentile Ministro,

il Suo sforzo per migliorare il livello di cultura generale degli studenti è apprezzabile, in particolare l’enfasi sul tema della comprensione del testo.

Come professore universitario di una materia – l’Economia politica – che sta a cavallo tra l’approccio scientifico prestato dalle scienze fisiche e matematiche e quello delle scienze sociali, Le posso confermare che la cultura media degli studenti è assai bassa e, nei casi estremi, infima. Molto raro trovare ragazzi che sappiano parlare correttamente italiano e ancora più difficile trovare studenti che sanno formulare un discorso completo o intendere pienamente una conversazione appena complessa. Comunque, a un livello un poco più alto si trovano le ragazze.

La cultura di molti – che se sono arrivati fino all’università devono pur aver superato l’esame di maturità – è davvero imbarazzante: dopo molta fatica, alla domanda su che cosa fosse il PIL, uno studente mi rispose che era il Prodotto interno….liquido!, mentre un altro, mi spiegò che all’aumentare dei prezzi la quantità domandata dai consumatori sarebbe aumentata in quanto…a prezzi più alti i consumatori dovevano spendere di più.

 

Lasciamo poi perdere la logica perché è la  bestia nera degli studenti: le capacità di ragionamento, la ricerca delle soluzioni fa loro paura e la giustificazione più frequente è che la scuola non insegna  a ragionare e fanno come esempio preferito la Storia, che spesso viene ridotta a un insieme di date senza alcuno sforzo per capire  cause ed effetti.

Bene, dunque, per alcuni aspetti delle sue indicazioni. Ma molto male per l’insieme, perché sembra che non si sia tentato di affrontare i problemi ponendo a confronto gli strumenti disponibili in un mondo che cambia.

Vi è una confusione tra fini e mezzi e comunque tutto l’orientamento può perfino apparire “reazionario” più che “tradizionale”.

 

Parto dal Suo invito a fare meno Internet e meno inglese.

 

Credo sia utile ricordarLe che nella graduatoria della penetrazione dei PC sulla popolazione, l’Italia è ben sotto la media europea e dietro di noi vi sono solo Grecia e Portogallo. Analogamente nella spesa in Information and Communication Technology  (mi scusi per l’inglese) in coda  a noi si trovano ancora  soltanto gli stessi: Grecia e Portogallo. Come ha ben mostrato un rapporto internazionale dell’OECD gli studenti che fanno un uso regolare del PC e di Internet ottengono vantaggi rispetto ai loro compagni nella trattazione dei soggetti scolastici.  Estraggo dall’OECD la seguente frase, che traduco: “…questo vantaggio può essere visto chiaramente nelle prestazioni in matematica“.

E è ancora più utile ricordarLe che vi è una elevata correlazione tra l’impiego di queste tecnologie e più in generale tra la cultura informatica – assai scarsa in Italia – e i livelli e la crescita  del PIL.

 

Gli strumenti informatici e di telecomunicazioni possono affiancare le lezioni dei docenti con una ricchezza e varietà di contenuti impareggiabile rispetto a quella offerta dai testi cartacei.

Il sussidio di Internet consente di spaziare, di usare collegamenti di ogni tipo, di confrontare e esercitare lo spirito critico.

Lasciamo perdere l’inglese, molto spesso insegnato da docenti che non lo conoscono e che perciò preferiscono illustrare (in italiano) i grandi personaggi della letteratura di quel Paese.

 

E allora signor Ministro?

Davvero vogliamo fare un passo indietro su inglese e Internet?

Suggerire di arretrare a chi invece dovrebbe inseguire e colmare ritardi è veramente curioso e ha un sapore amaro.

Ma veniamo alla contrapposizione tra matematica e Internet, evidente nel Suo appello a fare un passo indietro su Internet e uno in avanti nella matematica.

Internet e in particolare strumenti come Excel sono strumenti formidabili per studiare e soprattutto applicare la matematica. In senso particolare e come esempio Excel è un formidabile strumento di organizzazione dei dati e del lavoro, a qualunque materia essi appartengano.

Sorprende non poco che il passo indietro su Internet sia indicato proprio da un medico, cioè da un operatore della sanità, settore dove se ne fa uno degli usi più cospicui.

 

Ovunque Internet e l’Information Technology aiutano la sanità a migliorare le conoscenze, a favorire l’assistenza, a aumentare l’efficienza degli ospedali e delle sale operatorie. Negli Stati uniti, e non solo là, si sviluppano ambiziosi programmi con la partecipazione di imprese di ogni dimensione. Aziende come Accenture, Cisco, HP, Microsoft, stanno dando apporti di grande importanza in questo quadro, impossibili senza gli strumenti che ho citato e analoghi sforzi fanno imprese di servizio come Telecom Italia.

Una quantità crescente di persone, sane o in qualche misura malate, utilizzano i motori di ricerca per ottenere informazioni sanitarie che poi discutono con i propri medici. Probabilmente è la sollecitazione a processi collaborativi tra persone e imprese il maggior apporto di Internet e questo atteggiamento si avvia e cresce se l’approccio e l’utilizzo di Internate e del web iniziano nell’età giovanile.

Chi arriva all’esame di maturità con un orientamento a Internet scarso o marginale, difficilmente potrà recuperare in età più avanzata e avrà probabilmente problemi sul piano del lavoro.

 

I motori di ricerca presenti su Internet, e in continuo  sviluppo relativamente alla capacità di selezionare le informazioni effettivamente utili – sempre sotto la guida di docenti intelligenti e preparati – possono  rendere più efficienti e efficaci gli sforzi di apprendimento degli studenti, in qualunque area, stimolandone anche la curiosità per gli approfondimenti  possibili.

E’ completamente sbagliato sostenere che la cultura informatica è in qualche misura  alternativa alla cultura tradizionale.

E’ invece un poderoso mezzo di progresso e conosco personalmente autori e letterati di elevata statura intellettuali che fanno ampio uso dello strumento per le loro ricerche e produzioni.

Internet è fatto di diverse tecnologie, in evoluzione continua e, come ogni tecnologia, la sua fecondità dipende dall’impiego che se ne fa. Purtroppo per molti Internet è un segno del diavolo, perché esso consente anche la visione di cose terribili, che comunque si cerca di combattere. Ma sarebbe come criticare l’automobile perché esse sono anche  utili ai delinquenti  per fare rapine! Forse nella terapia proposta l’errore di fondo è proprio questo, non avere capito che le tecnologie sono neutrali e vanno impiegate in funzione delle loro migliori funzionalità, nei casi specifici.

Probabilmente i maggiori problemi della nostra scuola non attengono neppure a quanta matematica in più serva o quanto inglese o quant’altro.

Essi hanno alla base alcuni ostacoli di fondo, che si rinviano all’infinito: la selezione dei docenti, la loro carriera e i livelli retributivi.

 

Il Ministro affronta i temi della scuola in modo, impressionistico, direi con slogan generici e poco utili.

 

Piuttosto si dovrebbero dibattere le modalità della docenza e i risultati ai quali si perviene. In proposito si dovrebbe anche riflettere sui testi adottati e sul loro utilizzo.  In una classe di un ottimo liceo scientifico di Milano (ma il dato è simile altrove) i testi adottati per il quinto anno ammontano a 9.200 pagine e il solo testo di storia dell’arte, molto bello, è di 650 pagine, pur essendo il terzo del corso completo comprensivo dei due anni precedenti che ammonta a poco meno di 2.000 pagine. Sono numeri assurdi, poiché le pagine effettivamente utilizzate, a discrezione del docente, non superano le 150/200. 

Induce a riflettere che un editore spieghi la dimensione enorme del testo e i 1.700 grammi di peso con l’obiettivo “di avere immagini di maggiori dimensioni e, quindi, di più facile leggibilità“. Ha mai provato quell’editore, importante e specializzato, a vedere un’immagine d’arte su un buon PC, oggi disponibile a un prezzo tra i 600 e i 900 euro? Suggerisco la visione della Gioconda su Flickr o meglio su uno dei molti siti dove è possibile zoomare e osservare i dettagli (purché si disponga di banda larga) e scegliere tra decine e centinaia di relazioni e interpretazioni. Ognuno di quei volumi costa cifre elevate – l’insieme costa attorno ai 300 – pesa parecchi kg, è difficile da trasportare e di impiego poco flessibile. Peggio che mai, la maggior parte dei libri cambia ogni anno, così uccidendo il mercato dell’usato.

Se si vuole che si faccia marcia indietro su Internet, il corollario è: gli studenti continueranno a trasportare pacchi pesanti e strumenti come il CD,  il DVD e gli stessi PC saranno relegati a essere prevalentemente strumenti di intrattenimento.

Inoltre, Internet più o Internet meno, di quale scuola stiamo parlando, quando molto spesso i docenti della stessa materia cambiano più volte, persino durante l’anno?

Le contrapposizioni proposte dal Ministro sono fittizie e non serviranno a dare nuove idee per il rinnovamento della nostra scuola.

Piuttosto, Ministro, riveda e faccia rivedere le sue tesi di fondo e anche se le costerà fatica, faccia Lei un passo indietro.

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