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Wi-Fi: quale futuro per la tecnologia alla luce del problema sicurezza?

Europa


Quale futuro per il Wi-Fi? E’ quello che si chiedono gli esperti del settore, pensando anche ai servizi 3G, a quelli voce o dati, ma anche alla sicurezza.

VoIP, video-sorveglianza, machine-to-machine, localizzazione o WLAN lasciano intravedere nuove prospettive di crescita entro i prossimi tre anni.

 

Patrick Deroy, direttore per l’Europa di Colubris Networks, ha spiegato che “Al momento, il primo argomento a favore del Wi-Fi nelle aziende, è sicuramente il nomadismo. Spesso l’implementazione comincia con un piccolo progetto, come dotare le sale riunione per poi allargarsi in altre direzioni e altre sedi”.

E ha aggiunto che nel 2002 l’arrivo di questa nuova tecnologia non aveva destato l’interesse delle aziende che anzi la guardavano con sospetto e molti dubbi.

L’aspetto finanziario ha sicuramente giocato un importante ruolo, visto che le soluzioni necessitano di studi per la copertura di rete, pesanti investimenti per gli hot spot e anche per la sicurezza.

Se c’è stato un considerevole sviluppo per le altre situazioni non si può dire la stessa cosa per i sistemi di protezione atti a ostacolare gli accessi non autorizzati, che restano uno dei problemi attuali più grossi delle reti Wi-Fi.

 

Quasi tutti si affidano ormai a chiavi crittografiche anche se alcuni organismi finanziari o i Ministeri della Difesa vanno alla ricerca di soluzioni più sicure, come ha evidenziato Guillaume Forra di Itway.

In materia di sicurezza, le società di servizi propongono soluzioni di sorveglianza di rete, isolamento attraverso il VLAN… segnando il passo verso sistemi a maggiore protezione.

Lo standard 802.11n permetterà alla connettività Wi-Fi di assorbire nuove specifiche in grado di aumentarne le potenzialità grazie al cosiddetto MIMO (Multiple In – Multiple Out),  ovvero un sistema di elaborazione del segnale e antenne “intelligenti” che trasmette vari stream di dati attraverso antenne multiple. Il risultato? Prestazioni fino a 6 volte superiori e fino al doppio della portata rispetto al precedente standard 802.11g.

 

Il VoIP su Wi-Fi è già possibile, ma resta limitato nell’uso in funzione del numero degli utenti e degli usi che se ne fanno.

Il 802.11g potrebbe sbloccare questa situazione e creare un nuovo mercato per gli operatori telecom. Diversi costruttori di telefoni stanno lanciando sul mercato cellulari dual-band GSM e Wi-Fi.

 

“Il costo dei terminali non è più un problema. Nokia per esempio propone pacchetti con abbonamento+cellulare a 50 euro. Ma l’autonomia del telefono resta ancora un problema“, ha confermato Fabrice Jonvel di Bluesafe.

A questo si aggiunge ancora quello delle zone ombra, che resta critico specie per i servizi voce su Wi-Fi in modo da assicurare un roaming di qualità all’utente.

Jonvel ha quindi sottolineato che “Il GSM, diversamente dal Wi-Fi, offre una migliore qualità sia all’interno che all’sterno. Ma si pone la questione della mobilità”. Non ci sono problemi per la copertura del GSM, ma gli hotspot per il Wi-Fi non possono essere installati che in alcuni posti precisi e non coprono tutto il territorio. Si tratta quindi di due tecnologie complementari.

Il terminale unico Wi-Fi e GSM sarà in futuro in grado di selezionare automaticamente la migliore rete disponibile in termini di qualità/prezzo per il consumatore e in modo trasparente.

 

Altre riflessioni riguardano il futuro delle reti Wi-Fi: l’architettura potrebbe svilupparsi. Oggi praticamente il router è affidato a un controller di mobilità che gestisce fino a 50 punti d’accesso.  

Ma con l’evoluzione delle velocità e lo standard 802.11n, si pongono due problemi.

Secondo Pierre Trudeau di Colubris: “Gli spazi di scambio di ricezione tra il controller e il punto d’accesso diventano troppo lunghi. Secondo problema, l’802.11n limiterà l’azienda a 10 punti d’accesso per controller, portando a un aumento enorme del costo di una rete wireless”.

In futuro ci si potrebbe affidare a soluzioni intermedie, confidando nella gestione di differenti punti d’accesso.

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