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Telefonia mobile e sviluppo economico: l’iniziativa Millennium Village dell’ONU per lo sviluppo dell’Africa

Africa


Abbattere il digital divide nei paesi economicamente svantaggiati è una priorità che riguarda tutto il mondo industrializzato. Le iniziative sono molteplici e tra queste si inserisce il programma Millennium Villages dell’ONU, che si pone come obbiettivo quello di estendere le reti della telefonia mobile in quelle zone che non vengono considerate importanti dalle società telefoniche perché non garantiscono un adeguato ritorno degli investimenti.

 

L’iniziativa, che vede la collaborazione dell’Earth Institute della Columbia University, è partita nel 2004 e prevede che nei prossimi mesi sarà possibile dotare 79 villaggi africani di reti mobili che potrebbero notevolmente migliorare la qualità della vita degli abitanti di queste aree, che molto spesso non hanno accesso a servizi basilari come l’acqua corrente o l’energia elettrica.

 

È ormai appurato che l’uso delle comunicazioni mobili è un potente traino per la crescita economica: secondo la London Business School , una penetrazione mobile del 10% è in grado di spingere la crescita annuale di un Paese dello 0,6%, dal momento che in molti Paesi in via di sviluppo i cellulari rappresentano l’unica infrastruttura disponibile in grado di migliorare la produttività.

 

Gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni, secondo i dati dell’ITU, hanno raggiunto in Africa gli 8 miliardi di dollari nel 2005 contro i 3,5 miliardi del 2000. Le spese hanno riguardato un po’ più le reti di telefonia mobile, il cui numero si è moltiplicato per cinque durante lo stesso periodo.

Tuttavia resta ancora molto da fare, rispetto al resto del mondo, per quanto riguarda la copertura internet.

Nel 2005, sempre secondo i dati ITU, meno del 4% degli Africani aveva accesso alla rete, contro il 9% di media dei Paesi in via di sviluppo. La banda larga non raggiunge l’1% della popolazione.

 

Le lacune delle infrastrutture si traducono con dei costi d’uso più elevati sia per i singoli utenti che per le aziende, dal momento che il 70% del traffico internet africano passa su reti impiantate fuori dal continente.

 

Per Jeffery Sachs, consigliere speciale di Kofi Annan, “il ruolo delle tecnologie mobili si sta notevolmente rafforzando, specialmente nelle aree remote, dove la capacità di comunicare è vitale”.

 

Senza contare che le moderne tecnologie mobili e wireless dovrebbero garantire l’accesso a internet a banda larga, permettendo di bypassare la necessità di costruire infrastrutture fisse.

 

Il primo Millennium Village è stato realizzato a Sauri, Kenya. I prossimi dovrebbero sorgere in Mali, Uganda, Senegal ed Etiopia. Tutte aree – ha sottolineato l’ONU – dove la denutrizione è cronica ed è spesso accompagnata da malattie (curabili nei Paesi industrializzati), impossibilità di accedere alle cure sanitarie e grave carenza di infrastrutture.

 

La realizzazione di reti mobili nei villaggi più poveri dell’Africa diventerebbe cruciale anche per l’educazione dal momento che non solo i bambini di questi villaggi potrebbero acquisire abilità informatiche, ma anche avere accesso a “un mondo di informazioni”.

 

Per Ken Banks di Kiwanja.net,l’arrivo della telefonia mobile nei villaggi sperduti dell’Africa aiuterà il decollo dell’economia locale, dal momento che molti africani sono abbastanza intraprendenti da sviluppare servizi e soluzioni, appena arriveranno le tecnologie.

 

Secondo un rapporto della Banca Mondiale, negli ultimi 25 anni, i Paesi in via di sviluppo hanno visto crescere in maniera considerevole la possibilità di accesso alle tecnologie ICT, soprattutto intese come linee telefoniche.

Tra il 1980 e il 2005, il numero di utenti dei servizi telefonici è cresciuto di oltre 30 volte.

Lo sviluppo maggiore si è registrato nell’Europa dell’est e in Asia Centrale, dove dal 2000 al 2004 il numero di linee telefoniche è più che raddoppiato a 730 persone su 1000.

 

Nell’Africa Sub Sahariana, il livello di linee è triplicato, ma la percentuale di utenti è ancora molto bassa, a 103 persone su 1000. durante lo stesso periodo, la crescita maggiore nel numero di utenti Internet si è registrata nell’aria Medio Oriente – Nord Africa, che ha registrato un +370%.

 

La strada da fare perché l’ICT divenga catalizzatore di crescita e progresso, però, è ancora lunga dal momento che in quasi la metà dei Paesi del mondo i servizi di linea fissa e Internet sono forniti da monopoli, cosa che rende i costi di tali servizi inaccessibili alla maggior parte della popolazione.

 

Il segretario generale dell’ITU, Hamadoun Touré, ha proposto un Piano Marshall per lo sviluppo delle tecnologie di informazione e comunicazione in Africa.

 

Touré ha ricordato l’obiettivo delle Nazioni Unite è di collegare tutti i villaggi del mondo a internet per il 2015, essenziale per creare le condizioni di uno sviluppo economico più vasto.

 

Per indirizzare le sue azioni, l’ITU organizza per il 29 e 30 ottobre un summit a Kigali su “Connettere l’Africa”.

 

Questo importante appuntamento nella capitale del Rwanda chiamerà a raccolta i rappresentanti dei governi, ma anche quelli del settore privato e delle organizzazioni internazionali.

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