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Google prossima al lancio di un sistema di pagamento via sms? I rumors si rincorrono in attesa del lancio del Gphone

Stati Uniti


Una domanda di brevetto depositata da Google – relativa a un sistema di pagamento via sms – rilancia le speculazioni sul prossimo lancio del fantomatico Gphone e sull’elaborazione da parte della società di una strategia mobile.

 

Utilizzare il telefonino per pagare i biglietti del treno o transitare attraverso sbarre o check-in, per scaricare e pagare – attraverso computer o chioschi elettronici abilitati – giochi, MP3, video o ancora per prenotare un biglietto del cinema o dello stadio, il tutto semplicemente passando il telefonino vicino un lettore o inviando un sms, è una realtà già diffusa in Giappone e che dovrebbe affermarsi a breve anche sui mercati occidentali.

 

I pagamenti mobili dovrebbero generare profitti per 10 miliardi di dollari nel 2010, grazie all’ingresso nel mercato di nuovi player in grado di fornire nuovi modelli commerciali e, quindi, di soddisfare le esigenze degli utenti che spesso si lamentano della scarsa usabilità dei sistemi cosiddetti di mPayment.

  

La domanda per il brevetto del sistema, denominato Gpay, sarebbe stata depositata a febbraio del 2006 ed è appena stata pubblicata. La licenza descrive un sistema di pagamento a distanza a partire da un cellulare. Il processo di pagamento sarebbe effettuato attraverso l’invio di un sms. La descrizione precisa che bisogna “semplicemente inviare un sms a una piattaforma, con l’identificativo del destinatario della somma e il montante di quest’ultima”.

Un’operazione che permette dunque di “addebitare, accreditare o trasferire denaro” tra individui.

 

Le implicazioni di questo sistema non sono da poco, soprattutto se sarà collegato a Google Checkout, il sistema di pagamento su internet lanciato dalla società a giugno 2006, per fare concorrenza a PayPal, ma attivo attualmente solo negli Usa e nel Regno Unito. Il sistema permette agli utenti di effettuare acquisti attraverso i siti partner di Google ed ha anche una versione per i cellulari, lanciata quest’anno.

 

La notizia di questo nuovo brevetto, dunque, non fa che confermare quanto Google, il motore di ricerca internet più famoso al mondo, sia sempre più orientato alla conquista di nuovi spazi nel settore della telefonia mobile.

 

Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal prima dell’estate, la società di Mountain View sarebbe anche a lavoro per la realizzazione di un motore di ricerca che faciliterebbe ai consumatori la ricerca e l’acquisto di contenuti quali suonerie, giochi e quant’altro dal cellulare.

 

Google ha già lanciato una versione del suo motore di ricerca adattata ai cellulari ma – ben consapevole che la navigazione dal telefonino presenta connotati ed esigenze molto diverse da quella tradizionale – vuole andare oltre la mera ricerca per diventare uno strumento ubiquo e utile sia per trovare che per pagare i contenuti mobili.

 

Mentre infatti dal Pc si va alla ricerca di qualsiasi informazione, la ricerca via cellulare è limitata a dati quali i risultati delle partite, al numero di telefono di un locale, al download di loghi e suonerie. Per questo, e anche a causa delle ridotte dimensioni dei display, i motori di ricerca mobile devono essere molto precisi e concisi nel fornire i risultati.

Il profitto si baserebbe sempre sulla filosofia dei ‘link sponsorizzati’, ossia risultati a pagamento che permettono all’inserzionista di comparire in testa, pagando un corrispettivo al motore di ricerca per ogni click fatto dagli utenti.

 

Google, del resto, sta lavorando da mesi con i fornitori di contenuti – grandi media company ma anche piccoli aggregatori – per indicizzare i loro prodotti e renderli disponibili per la ricerca mobile.

 

Un progetto, viene sottolineato, non semplice da realizzare e già costellato da diverse difficoltà tecniche. Non si sa dunque quando il nuovo motore find&buy verrà lanciato, né se includerà anche una componente di social networking che permetterebbe agli utenti del servizio Gmail di scambiarsi contenuti.

 

La mossa di Google, comunque, non mancherà di spiazzare gli operatori mobili, molti dei quali hanno lanciato – o stanno per farlo – servizi di vendita via cellulare e certo preferirebbero mantenere questo canale sotto il loro controllo.

 

Secondo altre indiscrezioni, la società di Mountain View starebbe già trattando con diverse società di telefonia mobile in India, Europa e Stati Uniti.

 

Sebbene il mercato dei contenuti mobili sia ancora poco sviluppato, secondo Yankee Group la vendita globale di musica, video, suonerie, giochi e altri contenuti – che ha raggiunto un valore di oltre 27 miliardi di dollari lo scorso anno – crescerà a circa 60 miliardi nel 2011.

 

Google, da canto suo, non ha confermato la notizia, limitandosi a sottolineare che la società deposita una miriade di brevetti ma che non tutti diventano prodotti o servizi.

Se si tiene conto però dei rumors infiniti sulla prossima uscita del Gphone, queste nuove indiscrezioni non fanno che alimentare l’aspettativa. Come dire, purché se ne parli…

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