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Telefonia mobile: 3 mld di utenti entro fine anno, ma è essenziale garantire l’uso della banda 900 MHz per il 3G

Mondo


Gli utenti della telefonia mobile nel mondo supereranno quest’anno la soglia di tre miliardi, pari a circa la metà della popolazione mondiale.

La domanda di servizi mobili cresce a ritmo sostenuto soprattutto in Paesi come Cina, India e Africa.

Ogni minuto, nel mondo vengono sottoscritti circa 1.000 nuovi abbonamenti mobili, ma è evidente che bisogna estendere i servizi anche in quelle aree del mondo attualmente tagliate fuori dalla rivoluzione digitale.

 

Una soluzione è rappresentata dall’utilizzo per il 3G delle frequenze 900 MHz attualmente utilizzate per la telefonia di seconda generazione, che potrebbe permettere a diversi milioni di persone sparse per l’Asia, l’Europa e l’Africa di accedere ai servizi a banda larga mobile da qui al 2012.

Lo rivela uno studio Ovum, secondo cui una rete 3G nella banda 900 MHz permetterebbe una copertura superiore del 40% rispetto a una rete nella banda 2100 MHz, con la stessa spesa.

 

L’accesso alle frequenze 900MHz è particolarmente importante, sia per gli operatori esistenti che per i new entrant, dal momento che l’uso di questa banda è in grado di assicurare la copertura del territorio nelle zone scarsamente popolate e una migliore copertura indoor nelle zone urbane a prezzi più contenuti.

 

La banda 900 MHz presenta in effetti delle caratteristiche fisiche di propagazione delle onde che rendono lo sviluppo molto più attraente che sulla banda 2100 MHz, dal momento che la frequenza 900 MHz è più bassa e permette una portata più importante e una migliore penetrazione negli edifici.

 

Sull’argomento si è pronunciato anche l’UMTS Forum, che ha pubblicato anche un White Paper per sottolineare i benefici di un simile approccio, che consentirebbe la rapida estensione della copertura 3G da parte di tutti gli operatori mobili, mentre la Ue intende adottare a breve delle misure concrete per ridurre le restrizioni all’accesso e all’uso dello spettro radio –  una risorsa finita ma essenziale nell’ambito delle comunicazioni wireless – al fine di rimuovere potenziali barriere all’innovazione, alla crescita economica e alla scelta dei consumatori.

 

Si tratta tuttavia di un processo graduale che non avverrà da un giorno all’altro e che richiede – ha sottolineato la società di ricerca Ovum – un’armonizzazione a livello globale, di modo da garantire ai costruttori di dispositivi mobili un mercato di riferimento tale da raggiungere rapidamente le necessarie economie di scala, in particolare per i cellulari.

 

A muovere i primi passi in questa direzione sono state Francia e Gran Bretagna, dove le rispettive Authority tlc (Arcep e Ofcom) hanno cominciato a considerare – dietro la pressione degli operatori nazionali – la possibilità di permettere la riutilizzazione delle frequenze 900 e 1800 MHz per il 3G.

 

L’introduzione di una gestione dello spettro più flessibile e basata sulla domanda del mercato, potrebbe portare – secondo i calcoli della Commissione – benefici per ulteriori 8-9 miliardi di euro in Europa, mentre in base ai dati di un’indagine condotta da Booz Allen Hamilton per conto dell’Umts Forum, l’armonizzazione a livello europeo delle politiche di allocazione dello spettro radio potrebbe aumentare, da qui al 2020, il potere d’acquisto dei consumatori europei di 244 miliardi di euro.

 

Lo spettro radio è utilizzato da tantissime aziende europee per servizi che vanno dalle comunicazioni senza fili, alla telefonia mobile e alla radiodiffusione televisiva, fino ai sistemi di guida per aerei, navi, satelliti e alla difesa.

 

Il fatturato di questi servizi nel 2006 si è aggirato a circa 240-260 miliardi di euro.

 

“I governi nazionali – ha spiegato Tom Phillipps di GSMA – devono coordinare le loro policy per permettere il rollout delle tecnologie HSPA nella banda 900 MHz. Solo così i servizi a banda larga mobile potranno raggiungere le molte persone ancora escluse dalla rivoluzione di internet ad alta velocità”.

  

Per questo la GSMA chiede a regolatori e vendor di pianificare congiuntamente il riutilizzo dello spettro 900/1800MHz e il lancio di apparecchi adeguati senza creare distorsioni della competizione tra gli operatori GSM e 3G.

 

“La banda 900 MHz è una delle bande più utilizzate al mondo – ha spiegato Stewart Anderton, analista Ovum – per questo i regolatori devono stare attenti a evitare interferenze con gli attuali servizi GSM o tra i diversi Paesi”.

 

La collaborazione tra regolatori e industria è essenziale anche agli occhi della Commissione europea, secondo cui garantire ai detentori dei diritti d’uso delle frequenze la libertà di determinare l’uso più opportuno di questi diritti “richiede un ruolo più attivo dell’industria, che deve quindi impegnarsi ad evitare le interferenze radio in modo da fornire ai consumatori servizi senza interruzioni e per assicurare il coordinamento tra i diversi player su mercati un tempo separati e ora convergenti, come ad esempio quello del broadcasting, della telefonia mobile e dell’Information Technology”.

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