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Wind: dopo Tiscali e Vodafone il risiko europeo si sposta sulla francese Bouygues Telecom

Europa


\Naguib Sawiris¤, presidente dell’operatore telefonico \Wind¤, gioca a fare l’asso pigliatutto delle tlc.

Il magnate egiziano, recentemente insignito dalla Repubblica Francese della Legione d’Onore, prima ha espresso interesse per \Tiscali¤, ora per \Bouygues Telecom¤, smentendo soltanto i rumors relativi a un possibile interesse verso gli asset italiani del gruppo britannico \Vodafone¤.

Sawiris – patron del fondo Weather Investments che lo scorso anno ha acquisito l’operatore italiano per un montante di 12,2 miliardi di euro – non ha mai nascosto le sue mire espansionistiche in Europa, preannunciando già ai tempi dell’operazione Wind che l’acquisizione dell’operatore italiano era solo il ‘primo passo’, verso una maggiore presenza di Orascom nel nostro continente, con l’obiettivo di rafforzare la quota di mercato nel traffico Tlc in partenza e in arrivo tra Europa, bacino del Mediterraneo.

In merito alla società di telefonia mobile francese, Sawiris ha spiegato che “se fosse in vendita saremmo interessati”, sottolineando tuttavia che al momento non ci sono le condizioni per decidere poiché “non c’é chiarezza sulla questione. Prima bisogna capire se vogliono veramente vendere”.

Anche per Tiscali si è profilato lo stesso scenario, anche se le voci di un interesse del tycoon egiziano circolano con insistenza già da febbraio scorso. Wind sarebbe interessata se la società fosse messa in vendita, come ‘ponte’ per creare un altro forte punto di riferimento europeo per Orascom Telecom, uno dei principali operatori di telefonia mobile in Africa, Medioriente e Asia.

“Se siamo in vendita o no è un tema da azionisti”, ha risposto il numero uno di Tiscali \Tommaso Pompei¤ , sottolineando che il compito del management è quello di “creare valore per l’azienda” e che valutazioni in merito a una eventuale cessione devono essere fatte da altri.

Per quanto riguarda invece \Vodafone Italia¤, Sawiris ha chiarito che Wind non è interessata a questi asset, ma eventualmente – in caso di spezzatino della casa madre – l’interesse andrebbe verso altre controllate del gruppo.

“Vodafone Italia – ha detto il patron di Wind – è un grande asset e difficile da vendere”.

Per Sawiris, comunque, l’ipotesi spezzatino avanzata dal Wall Street Journal non troverebbe alcun fondamento nella realtà.

A febbraio scorso, il fondo Weather Investments ha acquisito dai fondi gestiti da Apax Partners e Texas Pacific Group l’operatore mobile greco Tim Hellas per un montante di 3,4 miliardi di euro. Un’acquisizione strategica quella di Sawiris, dal momento che Wind è azionista di maggioranza di Tellas, provider di telefonia fissa e internet, la rivale più agguerrita di OTE, ex compagnia telefonica di Stato greca. Tim Hellas dispone anche di una licenza per la telefonia mobile 3G.

Alcuni giorni fa, Tim Hellas è quindi diventata Wind Hellas. Un cambio di marchio voluto “per sottolineare il riposizionamento della società nel mercato delle telecomunicazioni greco sotto la proprietà di Weather Investments Group”.

Wind Hellas e Wind Italia, ha annunciato ancora Sawiris, faranno una intesa di roaming, grazie alla quale gli abbonati di Wind potranno usufruire di tariffe e servizi preferenziali.

Un puzzle europeo, dunque, che pian piano prende forma, mentre in Italia – secondo quanto sottolineato dall’amministratore delegato, \Paolo Dal Pino¤, Wind “persegue un’attenta politica industriale in un settore strategico per il Paese”.

Dal Pino, dalle pagine de Il Sole 24 Ore, sostiene che nel nostro Paese, in seguito all’abolizione dei costi di ricarica, si è creata una situazione di paradossale distorsione a favore degli operatori dominanti e c’è dunque bisogno di un intervento “riequilibrante” dell’Authority per le tlc.

Come conseguenza del decreto Bersani, ha sottolineato Dal Pino, “…è in corso una concentrazione nelle mani dei più forti. L’intervento simmetrico, giustificato come a favore della concorrenza, ha per ora creato solo una distorsione”.

Wind ha fin da subito denunciato che il provvedimento sulle liberalizzazioni avrebbe danneggiato gli operatori più piccoli e ha sottolineato che il suo impatto sul margine operativo lordo del 2007 sarà pari per Wind a 300 milioni di euro, che andranno recuperati, per forza di cose, attraverso un aumento delle tariffe, già per altro attuato e con metodi contestatissimi.

Riguardo la quotazione in Borsa della società – già più volte annunciata e poi rimandata – Dal Pino ha ribadito ancora una volta che si tratta di una questione che ‘”riguarda l’azionista Sawiris, ma credo che rimanga nei piani un’operazione a livello di Wind o di Weather”.

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