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Wind si difende dalle accuse di Report: azioni legali contro Rai e Tele2

Italia


Non ha mancato di suscitare aspre reazioni la puntata di Report dello scorso 13 maggio relativa a una presunta truffa che vedrebbe coinvolti gli operatori telefonici Wind e Tele2, e sulla quale – dopo molte denunce – sta indagando ora la Procura di Milano.

 

Wind e la società cui fa capo – la Weather Investments di Naguib Sawiris – hanno infatti deciso di avviare un’azione legale contro la RAI e i produttori di Report, e anche contro Tele2, chiedendo un risarcimento “per i danni prodotti dalle affermazioni gravemente fuorvianti, false e diffamatorie su società e persone”.

 

Stando a quanto denunciato dalla trasmissione di Milena Gabbanelli, esiste un “segreto di pulcinella” che tutti conoscono nel mondo della telefonia, ma di cui nessuno vuole parlare.

Si chiama gsm Box e secondo il giornalista Paolo Mondani, “trasforma una telefonata in oro”.

 

Il meccanismo, come spiegato dal giornalista, è abbastanza semplice e molto, molto remunerativo: “In condizioni normali – ha spiegato Mondani – la telefonata che parte da un telefono di casa, transita per un ponte telefonico e arriva sul cellulare. Quando la telefonata di casa verso un cellulare viene fatta transitare per il gsm box, la chiamata si trasforma, come se a parlare fossero due cellulari. Così anche la tariffa si trasforma. Chi chiama da casa paga la carissima tariffa fisso-mobile, ma il rivenditore no, paga quella più economica mobile-mobile”.

 

Una delle società che fa uso massiccio del gsm box, secondo Report, è l’operatore di rete fissa Tele 2, “che acquista o fa acquistare migliaia di sim dalla rete di distribuzione di Wind, le inserisce nei gsm box e trasforma così la chiamata da fisso a mobile in chiamata mobile-mobile che Tele 2 paga assai meno”.

 

Approfittando anche del fatto che le tariffe fisso-mobile italiane sono le più care d’Europa, il rivenditore riesce ad avere un margine di guadagno fino all’80%, senza contare che molte sim che vanno a finire nel gsm Box contengono traffico gratuito, e quindi dato che il rivenditore non paga niente, “a Wind non andrà nulla del costo di quella chiamata”.

 

L’imbroglio, aggiunge Mondani, “sta nel fatto che generando una minore entrata per Wind, si genera minore gettito d’Iva per il fisco, quindi un danno per l’azienda e per lo Stato. Se io applico l’Iva su una telefonata mobile-mobile, pago di meno rispetto all’Iva che pagherei su una telefonata fisso-mobile”.

 

L’azione legale intrapresa da Wind mira a fare chiarezza innanzitutto sulle modalità di acquisto di Wind da parte del fondo Weather, “dimostrando che ogni passaggio di detta acquisizione è stato perfettamente documentato, che essa è conforme ai più elevati standard internazionali e che non vi è stato alcun abuso riconducibile ad attività di insider dealing”. 

L’azione di Wind contrasterà quindi, si legge ancora nella nota, “le gravi, infondate e comunque errate accuse rivolte alla società, dimostrando, fra l’altro, le positive performance economiche e finanziarie di Wind dopo l’acquisizione da parte di Weather e la concreta attività di protezione svolta dalla società a favore della sicurezza dei propri clienti”.

 

Contro Tele2, infine, la società di Sawiris intende agire a causa dei danni subiti per l’uso delle Gsm Box.

 

Tele2, da canto suo, si è difesa sostenendo che “non esiste un’alternativa di acquisto per ridurre i prezzi di terminazione delle tariffe, se non questi gsm box”. La colpa, secondo l’ad Andrea Filippetti, è di un “mercato fondamentalmente ingessato”, che non consente di replicare le offerte degli operatori dominanti.

 

Ricordiamo, infine, che chi effettua la chiamata da numero fisso non è truffato, ma anzi magari risparmia pure, come ha precisato anche la conduttrice di Report, sottolineando che “l’operatore finale forse non incassa quel che dovrebbe” ed è chi sta in mezzo a fare affari.

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