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VoIP: Deutsche Telekom investe in Jajah nell’ambito della strategia’focus, fix and grow’

Europa


Deutsche Telekom punta sul VoIP: attraverso il fondo T-Online Venture Fund, l’operatore tedesco ha annunciato di aver investito nella compagnia Jajah, nell’ambito di un ampio finanziamento da 20 milioni di dollari a cui ha partecipato anche il colosso dei chip Intel.

 

Jajah è stata fondata nel 2005 e conta attualmente 2 milioni di utenti registrati in 55 diversi paesi. La particolarità del servizio offerto sta nel fatto che le telefonate passano attraverso internet dal sito www.Jajah.com ma possono essere effettuate dal telefono tradizionale, senza l’aggiunta di ulteriori software e accessori.

 

Grande la soddisfazione del co-fondatore della VoIP company, Roman Scharf, che parla di “accordo senza precedenti”  con un affermato leader nel campo delle telecomunicazioni, le cui implicazioni sul lungo periodo “non possono essere sottovalutate”.

 

Per Jajah l’investimento di DT – il primo di una tale portata in un’azienda Web 2.0 – rappresenta una conferma della potenzialità del business, mentre per DT si tratta innanzitutto di sfruttare le sinergie che si creeranno dall’integrazione tra le sue business unit e le soluzioni web di Jajah che, in un  panorama in continua evoluzione, permetteranno di offrire agli utenti di tutto il mondo le soluzioni innovative di cui hanno bisogno.

Non a caso, T-Mobile – la divisione statunitense di Deutsche Telekom – ha lanciato la scorsa settimana lo smartphone Wing, che permette di telefonare attraverso internet sfruttando la connessione Wi-Fi.

 

L’investimento – come ha spiegato Andreas Kindt, della Commissione per gli Investimenti del T-Online Venture Fund – “è perfettamente coerente con la strategia ‘Focus, fix and grow’ e ci posiziona in prima linea per quanto riguarda la comunicazione innovativa.”

 

Si tratta del primo investimento annunciato da Deutsche Telekom dopo la presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre – Ebitda in calo  del 5,8% a 4,7 miliardi di euro e utile netto dimezzato a 459 milioni di euro su un fatturato di 15,5 miliardi – e la cessione della filiale francese Club Internet all’operatore transalpino Neuf Cegetel.

 
Un brutto momento per la società tedesca, alle prese anche con le agitazioni sindacali causate dalla prospettiva di scorporo e trasferimento di circa 50 mila dipendenti della divisione fissa e di quella mobile (T-Mobile) in nuove società di servizi esterne – battezzate T-Service – con l’obiettivo di abbassare i costi e migliorare il servizio alla clientela. 

Per risanare la propria situazione finanziaria, il gruppo ha anche proposto una riduzione dei salari del 12% per 30 mesi, in cambio di una garanzia d’impiego fino al 2010 e della creazione di nuovi posti di lavoro, nonché un prolungamento delle ore lavorative settimanali da 34 a 38. 

Con questo programma, il Ceo René Obermann conta di risparmiare tra 600 e 900 milioni di euro all’anno fino al 2010 e di migliorare i servizi.

 

Di contro, il fondo attraverso cui è stato effettuato l’investimento in Jajah dispone di un capitale pari a 100 milioni di euro e punta su investimenti in grado di supportare la strategia e gli obiettivi del business relativo al Broadband/Fixed Network della società.

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