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Agcom: le 13 misure per garantire l’indipendenza delle attività di rete e favorire la convergenza

Italia


È partita ieri e durerà due mesi la consultazione pubblica relativa alla separazione funzionale della rete di accesso Telecom Italia e alla politica regolamentare che garantisca il passaggio alle reti di nuova generazione.

L’Authority per le comunicazioni è decisa a favorire con tutti i mezzi possibili il processo di convergenza di reti e servizi tlc e per farlo ha messo a punto 13 regole che garantiscano “l’indipendenza gestionale delle attività di rete, attraverso appropriate regole di governance e di autonoma incentivazione del management”.

 

Alla luce dell’ancora significativo potere di mercato di Telecom in tutti i mercati delle telecomunicazioni fisse, la divisione che si occuperà di gestire le attività di rete, dunque, dovrà godere di ampi poteri autonomi rispetto alle altre funzioni aziendali per evitare colli di bottiglia che possano ostacolare il passaggio alle reti di accesso di nuova generazione (Ngan) e portare a una “riconcentrazione del mercato finale, ossia ad una ulteriore restrizione del limitato grado di concorrenza finora garantito dalla regolamentazione di una rete aperta”.

 

I confini fra le varie reti, nell’ottica della convergenza, sono sempre più sfumati e – nonostante i risultati ottenuti attraverso pratiche quali l’unbundling – l’Agcom nota come “vi siano ancora alcune importanti specificità della rete fissa, particolarmente nel segmento dell’accesso, che richiedono un’analisi di sistema con riguardo ai profili di natura tecnica, economica, concorrenziale e regolamentare”.

L’evoluzione verso queste nuove reti, infatti, coinvolge tutti gli operatori di rete fissa e prevede, in tutti i Paesi europei e non solo, l’attuazione di nuovi modelli di business improntati all’integrazione sia tra reti e servizi di telecomunicazioni fisse e mobili sia tra industrie diverse (tlc e audiovisivo).

 

Servono, dunque, per garantire un passaggio più equo possibile alle reti Ngan novità regolamentari in grado di garantire la concorrenza in un mercato, quello italiano, in cui l’ex monopolista la fa ancora da padrone sia a livello wholesale che retail, anche alla luce di una quota di mercato che si mantiene estremamente elevata e al di sopra della media europea in tutti i mercati interessati.

Secondo l’ultima analisi di mercato datata ottobre 2006, infatti, Telecom controlla il 70% del mercato della banda larga, contro il 51% di France Télécom, il 50% di Deutsche Telekom e il 33% di BT Group.

Ancora più evidente lo squilibrio del mercato della telefonia fissa, dove l’incumbent controlla oltre il 95% del mercato degli accessi a banda stretta residenziale e il 93% del non residenziale.

 

Altri elementi da tenere in massima considerazione sono inoltre gli investimenti nelle reti di nuova generazione e la necessità di garantire non discriminazione e parità di trattamento fra tutti gli operatori impegnati nel mercato dei servizi convergenti triple play e quadruple play.

 

Alla luce dell’assenza di un’alternativa all’infrastruttura in rame su scala nazionale e delle gravi criticità strutturali derivanti principalmente dal controllo dell’unica rete di accesso capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale da parte dell’incumbent, l’Autorità intende definire un quadro regolamentare che incentivi i necessari investimenti infrastrutturali (eventualmente anche condivisi) garantendo al contempo “il conseguimento dell’obiettivo della realizzazione di un contesto durevolmente concorrenziale, dando certezza giuridica agli operatori”.

 

Nella consultazione, che consentirà di acquisire le osservazioni e i commenti degli operatori, dei consumatori e di tutti i soggetti interessati, vengono anche definiti i vantaggi di una separazione societaria, non solo funzionale, pur con la consapevolezza che questa separazione ricade “nella sfera delle autonome determinazioni dell’azienda”.

 

La consultazione – secondo il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò – pone l’Italia in una posizione fra le più avanzate d’Europa per quanto riguarda “la definizione di regole che favoriscano al tempo stesso la concorrenza e gli investimenti”, definendo un percorso regolatorio in grado di “tenere il passo con l’evoluzione tecnologica del settore, verificando nel contempo i vantaggi per l’Italia di un sistema di netta separazione funzionale della rete fissa che garantisca a tutti gli operatori telefonici parità d’accesso in condizioni di assoluta trasparenza”.

 

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