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SFR-Tele2: possibili problemi per la concorrenza? La Ue apre inchiesta approfondita sull’operazione

Unione Europea


Un’inchiesta approfondita è stata avviata dalla Commissione europea per valutare se l’acquisizione da parte di SFR Francia delle attività di telefonia fissa e accesso internet di Tele2 avrà effetti anti-concorrenziali sul mercato della Pay TV d’oltralpe.

 

L’esecutivo avrà tempo fino al prossimo 2 agosto per verificare se l’operazione possa in qualche modo ostacolare la concorrenza nello spazio economico europeo o in una parte di esso e pregiudicare i diritti dei consumatori.

 

SFR è attivo principalmente nel settore della telefonia mobile. La società è controllata congiuntamente da Vivendi e Vodafone. Vivendi è la casa madre di CanalPlus, uno dei principali player nel settore dei media e delle telecomunicazioni. Vodafone è il maggiore operatore mobile mondiale.

 

Tele2 Francia, filiale di Tele2 Europe, è presente in Francia nel settore della telefonia fissa, mobile, dell’accesso a internet e dei contenuti a pagamento su banda larga (IPTV).

 

La Commissione europea ha chiarito che le attività di Tele2 nel settore della telefonia non sono oggetto di indagine, e che gli effetti dell’operazione saranno evidenti soprattutto nel settore della Pay TV.

 

“Sulla base della forte posizione di Vivendi – attraverso la filiale Canal+ – nell’insieme del settore della Pay TV in Francia, la Commissione considera, in questo stadio della procedura, che l’operazione potrebbe creare problemi di concorrenza di natura sia orizzontale, sul mercato a valle della distribuzione al dettaglio di Pay TV, che verticale nei mercati a monte relativi all’acquisizione dei diritti di distribuzione e dei contenuti audiovisivi”, ha spiegato la Ue in una nota.

 

In particolare, secondo quanto indicato dalla Commissione nella fase preliminare dell’inchiesta, l’acquisizione potrebbe comportare “un indebolimento degli operatori ADSL che costituiscono il principale vettore di concorrenza nel settore della Pay TV in Francia” e potrebbe anche determinare “un aumento dei prezzi e un deterioramento della qualità dell’offerta”.

 

Durante questa prima fase investigativa, SFR e Vivendi si sono impegnate a risolvere i problemi identificati dalla Commissione. Tuttavia, per la Ue, questi impegni si sono rivelati “inadeguati e insufficienti” e SFR e Vivendi hanno allora preso impegni complementari che, “visto il loro carattere tardivo” non sono serviti a fermare l’avvio dell’inchiesta approfondita. Di conseguenza, la Commissione “non è stata nelle condizioni di valutare se questi impegni fossero in grado di risolvere i problemi concorrenziali identificati”.

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