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Tlc mobili: in orbita Kiku 8, un satellite gigante per le comunicazioni multimediali

Giappone


Il Giappone ha mandato in orbita un satellite sperimentale destinato a migliorare la qualità delle comunicazioni mobili multimediali nelle aree più remote.

 

Il satellite ‘Kiku 8’ è stato mandato in orbita col razzo H2A, il cui lancio, previsto per sabato scorso, era stato rimandato a causa delle avverse condizioni metereologiche e si è separato dal razzo 30 minuti dopo il lancio.

 

Secondo l’agenzia spaziale nipponica, Jaxa, tutto comunque “è andato come previsto”.

 

Il satellite, che pesa 5,8 tonnellate, misura 40 metri di lunghezza per 40 di larghezza ed è uno dei più grandi al mondo, sicuramente il più grande mai lanciato in orbita dal Giappone.

Il suo sviluppo è costato qualcosa come 52,2 miliardi di yen (circa 337 milioni di euro).

 

Kiku 8 sarà utilizzato – ha spiegato l’agenzia in una nota – per testare le telecomunicazioni mobili senza ripetitore terrestre, “una opportunità che dovrebbe rivelarsi molto utile nella nostra vita quotidiana, per esempio nelle aree montuose o in mare aperto dove i ripetitori terrestri non sono disponibili”.

Il satellite potrebbe inoltre essere molto utile in caso di catastrofe naturale, per migliorare le comunicazioni tra i mezzi di emergenza e i soccorritori.

 

Una volta stabilizzato in orbita, in posizione geostazionaria a 36 mila chilometri dalla terra, le parabole di emissione e ricezione di Kiku 8 – costituite ognuno da 14 moduli esagonali interconnessi – si apriranno e sarà questa, secondo l’agenzia spaziale, la fase più delicata della missione.

 

A metà ottobre, Jaxa aveva condotto un primo test mandando in orbita – col razzo spaziale europeo Ariane 5-ECA – un modello denominato LDREX-2.

Il satellite inizierà a ricevere e inviare dati il giorno di Natale e sarà pienamente operative dal giorno successivo.

Se tutto andrà come previsto, Kiku 8 sarà subito in grado di comunicare direttamente a banda larga con dei terminali portatili in movimento al suolo, senza necessità di ripetitore, per la sperimentazione di diversi sistemi multimediali.

L’agenzia spaziale nipponica ha già sviluppato un dispositivo che permette, ad esempio, a un soccorritore di recarsi sul luogo di un terremoto, di filmare grazie a una mini camera montata sul casco e di trasmettere direttamente via satellite le immagini geolocalizzate a un centro di soccorso.

 

Jaxa ha anche concepito un terminale multimediale della grandezza di un PDA in grado di comunicare direttamente col satellite.

Questo apparecchio, sviluppato sul modello dell’ubiquitous communicator del professor Ken Sakamura, permetterà di stabilire delle comunicazioni voce e dati in zone non coperte dalla rete cellulare, con numerose funzioni avanzate.

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