Roaming: nuova regolamentazione già entro l’estate? I ministri Ue vicini a un accordo, ma la strada è ancora lunga

di Alessandra Talarico |

Da Francia e Gran Bretagna proposta congiunta appoggiata da 15 Paesi

Unione Europea


Roaming

L’Italia è tra i Paesi più convinti della necessità di una nuova regolamentazione sul roaming, ma anche gli altri Stati membri hanno raggiunto un consenso sullo spinoso argomento dei costi delle telefonate all’estero.

È quanto è emerso ieri a Bruxelles nel corso della riunione dei 25 ministri europei delle telecomunicazioni.

  

Secondo il Commissario Ue Viviane Reding, l’intesa finale potrebbe arrivare nei primi mesi del prossimo anno, quando la presidenza della Ue passerà alla Germania.

  

Da quando è stato proposto, lo scorso luglio, di abbassare i prezzi del roaming sul mercato consumer, “sono stati fatti diversi passi avanti”, ha detto la Reding ma – nonostante il consenso generale espresso ieri dagli Stati membri – l’iter per l’elaborazione della nuova regolamentazione non è dei più semplici.

  

La divisione tra i Paesi Ue è ancora netta, con l’Italia, la Germania, l’Irlanda e l’Estonia che vorrebbero un nuovo regolamento al più presto. Francia e Gran Bretagna con altri 15 Stati chiedono invece un periodo di transizione di almeno sei mesi, mentre Grecia e Malta sono contrarie a nuove norme.

  

La proposta congiunta presentata da Francia e Regno Unito prevede un periodo ‘sunrise’ di sei mesi, che permetterebbe agli operatori di rimandare di sei mesi l’applicazione dei tagli al dettaglio. In un primo tempo, dunque, i tetti fissati dalla Ue si applicherebbe soltanto alle tariffe all’ingrosso – quelle praticate da un operatore all’altro – e solo sei mesi dopo gli operatori che non avranno trasposto i tagli agli utenti, si vedrebbero limitare le tariffe al dettaglio.

  

C’è divergenza anche sull’entità dei tagli alle tariffe del roaming: Francia e Inghilterra preferirebbero un tetto medio alle tariffe, dando agli operatori libertà di applicare sconti particolari ai ‘grandi’ utilizzatori del servizio e prezzi più alti a quelli occasionali, contro la proposta Ue di un tetto massimo. 

  

Per il Commissario Reding, tuttavia, le modifiche apportate da Francia e Gran Bretagna al testo iniziale renderebbero la proposta ‘inapplicabile’, poiché “il calcolo regolare delle medie tariffarie degli operatori richiederebbe la creazione di una nuova unità in seno all’istituto europeo di statistica…”

  

In rappresentanza dell’Italia, il ministro Paolo Gentiloni ha ribadito che il nostro Paese è tra i più convinti della necessità di queste regole, ma anche dell’impostazione della proposta della Commissione europea.

 

Attualmente le tariffe per chiamare dall’estero verso il proprio Paese e viceversa sono da tre a dieci volte superiori a quelle praticate nei singoli Paesi.

“Noi – ha ribadito Gentiloni – siamo tra i Paesi che appoggiano l’impostazione e l’approccio diretto della Commissione, che prevede di intervenire sia sui prezzi all’ingrosso che su quelli al dettaglio, fissando un tetto massimo per le tariffe. Altri Paesi, invece preferirebbero non un tetto massimo, ma l’indicazione di un prezzo medio delle tariffe al dettaglio”.

 

Quest’ultima soluzione, però, non convince il ministro Gentiloni, secondo cui l’indicazione di un prezzo medio potrebbe sì portare vantaggi ma solo per determinate categorie, come la clientela ‘business’, col rischio che le altre tariffe restino immutate o addirittura crescano.

Il meccanismo del tetto massimo, dunque, “è per noi più chiaro e garantisce lo stesso trattamento per tutti”.

 

Insomma, secondo Gentiloni e la Reding non c’è altro tempo da perdere, anche perchè la battaglia per abbattere i costi del roaming è cominciata dal 2001, quando il Commissario alla concorrenza era Mario Monti.

 

Nel corso della riunione dei ministri europei delle tlc si è anche discusso dell’istituzione del numero 116, che già da prima di Natale potrà essere chiamato per avere informazioni sui bambini scomparsi.

Il via libera è arrivato proprio nel corso del Consiglio: la Reding ha sottolineato che questo strumento “potrà contribuire notevolmente a molte delle indagini in corso in tutti i Paesi dell’Unione europea per cercare bambini spariti nel nulla: purtroppo centinaia e centinaia di casi in tutta Europa”.

 

I ministri hanno anche approvato un documento volto a combattere il fenomeno delle intercettazioni illegali. Si tratta di una risoluzione, che quindi non ha carattere vincolante ma fornisce soltanto un’indicazione sulla via da percorrere.

 

Gli Stati membri sono stati invitati a “dare attenzione alla necessità di prevenire e combattere nuove ed esistenti minacce alla sicurezza delle reti delle comunicazioni elettroniche, che includono anche intercettazioni illecite e l’uso illegale di dati”, si legge nel documento approvato dai ministri Ue. 

 

In questo documento viene preso in considerazione anche il fenomeno dello spam, i messaggi spazzatura che intasano quotidianamente la nostra posta elettronica e che costano – ha spiegato Gentiloni – “39 miliardi di euro all’economia europea e più di un miliardo a quella italiana”.

 

Il ministro, infine, è entrato anche nel merito della discussione sul regolatore europeo per le telecomunicazioni.

La proposta della Reding, che verte sulla creazione di un’autorità europea indipendente sul modello del Sistema europeo di banche centrali, è interessante ed è “utile” discuterne, ha concluso Gentiloni, “ma è una discussione che non si conclude oggi con un si o con un no perché è un tema complesso su cui bisogna lavorare“.

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