Rfid: ultima frontiera dell’innovazione digitale, ma necessario liberalizzare le frequenze

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Applicazioni e mercato delle tecnologie RFid in un libro bianco presentato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e Fondazione Ugo Bordoni.

Italia


RFid

Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici la nuova Federazione nata dalla unione di Federcomin e FITA – e la Fondazione Ugo Bordoni hanno illustrato a Roma, alla presenza di Luigi Vimercati, Sottosegretario alle Comunicazioni, il Libro Bianco RFId, tecnologie per l’Innovazione.

Si tratta di un’indagine a tutto campo sugli aspetti tecnici, applicativi e normativi delle tecnologie che fanno uso di trasmissioni a radio frequenza per l’identificazione in modo univoco di singoli oggetti o persone.

Grazie a una capacità di identificazione a distanza e di gestione delle informazioni molto più elevata rispetto alle tecnologie attuali (quali per esempio il codice identificativo a barre e i sensori di prossimità), i settori di applicazione delle RFid, ultima frontiera dell’innovazione digitale, risultano potenzialmente illimitati, così come illimitati sembrano i benefici ottenibili dalle organizzazioni e dal sistema economico nel suo complesso.

Si pensi alla semplificazione offerta da una tecnologia consolidata come il Telepass nella circolazione autostradale o al miglioramento dell’efficienza introdotto da sistemi di identificazione di unità in movimento nella logistica e nel trasporto merci.

Oggi sono in atto progetti e sperimentazioni su una gamma enorme di prodotti, che va dalla tracciabilità dei prodotti agroalimentari alle operazioni di archiviazione documentale e prestito nelle biblioteche, dalla gestione dei bagagli e l’identificazione dei passeggeri negli aeroporti all’utilizzo di carte personali contactless nel trasporto pubblico.

Ciò nonostante, alle previsioni positive degli ultimi anni non è corrisposto, soprattutto in Italia, uno sviluppo del settore pari alle aspettative.
Il Libro Bianco, infatti, non solo rileva come il mercato RFid italiano sia ancora in fase embrionale, con una dimensione media dei fatturati delle aziende campione intorno ai 500mila euro, ma individua anche le cause della
mancata crescita.

La principale è da imputarsi a una normativa inadeguata che, limitando potenze e frequenze, non consente in Italia la lettura dei RFId a distanze superiori al mezzo metro, mentre in Europa ed in Usa si arriva a qualche metro.

Tuttavia, interpellati nel corso dell’indagine, produttori e distributori di tecnologie RFId italiani si sono dichiarati ottimisti sull’evoluzione delle applicazioni: il complesso delle aziende considerate nel campione stima che, a fronte della liberalizzazione delle frequenze, si avrebbe un incremento di fatturato per il triennio 2006-2008 di circa il 200%.

“La Commissione europea ha stabilito che i Paesi della Ue liberino entro sei mesi frequenze Uhf per apparecchiature Rfid, così da rimuovere i limiti che di fatto hanno finora bloccato lo sviluppo di tali dispositivi” ha dichiarato Luigi Vimercati in merito al tema della liberalizzazione delle frequenze.
“Il Ministero delle Comunicazioni si adopererà, contando anche sulla disponibilità del Ministero della Difesa, per promuovere la diffusione delle applicazioni Rfid, le quali consentiranno di elevare sempre più la qualità dei prodotti e dei servizi che le utilizzeranno, garantendo di riflesso una maggiore tutela dei cittadini, ha concluso il Sottosegretario. “E senza perdere di vista la sicurezza e la tutela della privacy”.

Nel corso del suo intervento al convegno, Ennio Lucarelli, presidente di AITech- Assinform e vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha inoltre sottolineato che “la via obbligata per porre le basi dello sviluppo del settore passa per il recepimento da parte italiana della normativa europea al fine di rendere possibile l’utilizzazione delle frequenze Uhf, così come già avviene in altri paesi“.

Questo passaggio – ha concluso Lucarelli – in termini di potenzialità di innovazione, può rivestire un’importanza decisiva soprattutto per le applicazioni nella logistica, nei trasporti e nella mobilità. Un’azione regolatoria liberalizzatrice da parte del Governo costituirebbe il primo passo di una più generale strategia di regolazione in favore dello sviluppo di un settore di elevatissime potenzialità innovative ed economiche“.

Il Libro Bianco RFId, tecnologie per l’Innovazione – la cui prefazione è stata curata da. Francesco Troisi, Direttore Generale della Pianificazione e Gestione dello Spettro Radioelettrico del Ministero delle Comunicazioni – è suddiviso in tre sezioni: la prima è un’analisi approfondita delle tecnologie e anche delle applicazioni disponibili, con particolare riferimento al tema delle frequenze e potenze utilizzabili; la seconda analizza la filiera della offerta in Italia anche attraverso un’indagine diretta condotta insieme a Federcomin e AIM Italia, uno studio di caso sulla filiera della carne condotto con il Consorzio Qualità Carne Bovina e un confronto tra mercato privato e mercato della Pubblica Amministrazione realizzato da RFId Lab del CATTID; la terza sezione, infine, è dedicata a una serie di prodotti RFId e servizi presentati da alcune aziende e centri di ricerca.(a.gu.)

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