Stop alla pirateria: dall’Aepoc nuovi orientamenti normativi e strategie di cooperazione

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L’Aepoc, l’Associazione europea per la protezione delle opere e dei servizi criptati, continua con successo la sua strategia di approccio multilivello contro la pirateria nel settore dell’Audiovisivo, avanzando una serie di nuove proposte end-to-end pensate per tutti i player della catena di valore dei mercato dei contenuti digitali, muovendosi lungo tre differenti direttrici: adeguamento e armonizzazione legislativa, azioni congiunte fra partner, cooperazione industriale tra operatori.

E’ quanto emerso dalla riunione dell’Esecutivo svoltasi lo scorso 23 novembre a Parigi e che ha visto riuniti gli esponenti dei 35 membri dell’Associazione che opera sullo scenario europeo con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo di un quadro normativo, operativo e tecnologico più rispondente alle esigenze di sicurezza nella gestione dei sistemi ad accesso condizionato per canali televisivi a pagamento e servizi digitali.

Il meeting si è svolto presso al sede di Viaccess (France Telecom), il cui CEO Mathias Hautefort ha sottolineato la necessità per tutti gli operatori della catena di valore di considerare la pirateria come una problematica dai risvolti fortemente dannosi per tutti i diversi comparti di questo mercato, e che può essere contrastata soltanto con un approccio end-to-end: “Non solo tutti i player dell’industria dell’Audiovisivo dovrebbero operare a stretto contatto, m anche il quadro regolatorio dovrebbe rinnovarsi ed evolversi in considerazione delle nuove minacce che stanno ormai delineandosi anche nel campo dei servizi a banda larga e on-demand. La pirateria ha un impatto negativo su tutti, compresi i legittimi consumatori“.

In questo senso, sotto il profilo legislativo l’Aepoc ha quindi evidenziato l’importanza degli emendamenti alla bozza di Direttiva (Criminal Enforcement Directive) sui diritti di proprietà intellettuale (IPR), che prevede l’inclusione di un riferimento alla Direttiva sull’Accesso Condizionato (CA).
L’emendamento, infatti, sottolinea la necessità di “assicurare un’adeguata protezione dei diritti di proprietà intellettuale nel settore audiovisivo, così come indica la Direttiva 98/84/EC….sulla protezione legale relativa ai servizi basati su, o consistenti in, accesso condizionato”. Obiettivo di fondo, ridurre drasticamente e concretamente le possibilità di violare i diritti di proprietà intellettuale.

Un emendamento di grande importanza per tutti gli operatori, così come ha evidenziato il Segretario Generale dell’Aepoc, Davide Rossi, che ha evidenziato l’effettiva presa di coscienza della Ue sul problema in questione: “Ringraziamo la Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo e Nicola Zingaretti per aver considerato le integrazioni proposte sul CA a tale Direttiva come un ulteriore e significativo deterrente alla pirateria nel nostro settore”.

A sottolineare la necessità di armonizzare le regole e porre un freno alle scappatoie causate dalle evidenti discrepanze normative che ancora sussistono nei Paesi Ue a seguito del recepimento della Direttiva CA o di altra legislazione di settore, è stato David Würgler, dell’Associazione STOP (Scandinavian TV- Organisations Against Piracy), partner di Aepoc, che nel suo intervento ha riportato esempi chiave, mettendo in luce le conseguenze pratiche di tale situazione: “Mentre Danimarca, Finlandia e Norvegia prevedono leggi molto rigide e pene assai severe, la Svezia può essere considerata come una sorta di ‘porto sicuro’ per i pirati.

Anche in quest’ ottica, grazie ad uno sforzo congiunto di STOP ed Aepoc ci si sta muovendo per supportare un approccio orientato alle esigenze dell’industria, per rendere illegale quella tipologia di hardware studiata esclusivamente per accedere illecitamente ai contenuti a pagamento.

Tale azione, infatti, si prefigge essenzialmente di prevenire la diffusione a macchia d’olio di tali dispositivi nella Ue, visto che le tecnologie per la contraffazione basate su strumenti software non possono essere incluse in tale azione. Ad ogni modo, la collaborazione con le dogane ha già ottenuto risultati positivi, costituendo un primo, importante passo per la lotta alla pirateria.

Simile posizione quella espressa da Luc Perrault, della CASST (Canadian Coalition Against Satellite Signal Theft) che ha proposto anche un adeguamento delle norme tecniche applicabili ai ricevitori digitali, per garantire che i decoder FTA (Free-to-Air) non possano più essere modificati per decriptare il segnale.

Il presidente dell’Aepoc, Jean Grenier, ha concluso i lavori sintetizzando obiettivi e azioni dell’Associazione, evidenziando come l’esistenza di sistemi affidabili per l’accesso condizionato sia assolutamente imprescindibile per il pieno sviluppo del mercato dei media digitali: “Alle soglie del decimo anniversario dell’Aepoc, possiamo guardare con soddisfazione ai traguardi raggiunti nella lotta alla pirateria nel settore dell’audiovisivo.
“Nondimeno, in una società dell’informazione così complessa e in forte evoluzione come quella attuale, questo fenomeno e qualunque ulteriore forma di approccio illegale ai contenuti e servizi, richiederà l’azione costante e fattiva dell’Aepoc e dei suoi partner per poter sostenere un approccio multilivello alla contraffazione, con un focus particolare allo sviluppo di un quadro onnnicomprensivo davvero end-to-end, che coinvolga, cioè, tutti coloro che operano nella filiera del digitale per riuscire a sradicare ogni forma di accesso illegale ai contenuti a pagamento”.

Attiva dal 1995, Aepoc riunisce oggi 35 fra i principali player internazionali del mercato Tv digitale e delle Tlc: emittenti tv, provider di tecnologie ad Accesso Condizionato, e di infrastrutture di trasmissione, produttori di hardware.

27 novembre 2002 – 27 novembre 2006

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