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Deutsche Telekom: Obermann nuovo Ad. Il cambio ai vertici piace alle Borse

Europa


Appena ufficializzate le dimissioni del Ceo di Deutsche Telekom, Kai-Uwe Ricke, dopo 4 anni di gestione considerata troppo conservativa e poco proiettata al futuro, è stato nominato suo successore alla guida del primo operatore tlc europeo, l’attuale responsabile della divisione mobile T-Mobile, René Obermann.

Obermann, 43 anni, ha alle spalle una carriera ventennale iniziata in BMW, proseguita in ABC Telecom, Hutchison Mobilfunk e culminata nel 2002 con l’ingresso in Deutsche Telekom in qualità di responsabile della divisione mobile.

Un cambio al vertice che è piaciuto ai mercati: questa mattina alla Borsa di Francoforte il titolo guadagnava il 3,2%, dopo aver chiuso ieri a 13,47 euro.

  

Alla base della sfiducia di Ricke, la delusione dei due maggiori azionisti del gruppo – lo Stato tedesco (32%) e il fondo americano Blackstone (4,5%) – che non hanno perdonato al manager la pesante perdita di clienti del gruppo: sarebbero oltre 1,5 milioni le persone che dall’inizio dell’anno hanno abbandonato i servizi dell’ex monopolista per passare alla concorrenza.

La debacle ha inoltre spinto la società a rivedere al ribasso le previsioni degli utili per l’anno in corso e per il 2007.

  

Ma sono molte le scelte strategiche di Ricke che non hanno convinto gli azionisti e che hanno fatto storcere il naso innanzitutto al fondo americano Blackstone che, dopo aver investito ad aprile 2,7 miliardi di dollari per salire al 4,5% del capitale ha cominciato a chiedere da settembre la testa del Ceo.

  

Non ha convinto, ultima in ordine di tempo, neanche il rifiuto di rinunciare alla corsa per le licenze WiMax, una tecnologia considerata da Ricke “interessante”, ma non abbastanza da poter competere con le attuali tecnologie a banda larga.

Ma hanno pesato anche le diverse ‘grane’ legali che pesano sul gruppo, in rotta di collisione col gruppo francese Vivendi per il controllo dell’operatore mobile polacco Polska Telefonia Cyfrowa (PTC).

  

Come ultimo capitolo di una saga iniziata ormai da diversi anni, Vivendi ha denunciato T-Mobile – divisione mobile Usa della telco tedesca – presso il tribunale federale di Washington, accusando il gruppo tedesco di essersi appropriato “illegalmente” della sua partecipazione nell’operatore mobile polacco, per un corrispettivo di 2,5 miliardi di dollari.

  

Come tutti i grandi operatori tlc europei, DT deve far fronte a una concorrenza sempre più agguerrita, e ha subito nell’ultimo trimestre un calo degli utili del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Come contromossa, DT ha annunciato tagli dei costi per 2 miliardi nel prossimo esercizio, fino a raggiungere risparmi per 5 miliardi entro il 2010.

   

Un piano di ristrutturazione che costerà il posto di lavoro a 32 mila persone nei prossimi 2 anni.

  

Ricke è il secondo Ceo a perdere il posto in Germania negli ultimi giorno dopo Bernd Pischetsrieder della casa automobilistica Volkswagen.

 

  

Nei mesi scorsi, comunque, si sono rincorse continue e contrastanti, ipotesi sul futuro della società tedesca: ultima in ordine di tempo quella che vedeva la società russa Sistema in prima fila per acquistare il 10-20% del Gruppo.

  

La notizia è stata smentita, così come l’ipotesi di un’Opa sul gruppo da parte del fondo Blackstone.

  

La nomina di Obermann a nuovo CEO del gruppo tedesco è stata ufficializzata oggi al termine della riunione del comitato di sorveglianza.

Obermann si troverà davanti una sfida di non poco conto: far rialzare la testa al numero uno delle telecomunicazioni europee, riportandolo sulla strada dell’innovazione e della convergenza, con occhio attento al contenimento dei costi, alla Borsa e alla sempre più agguerrita concorrenza.

 

  

Il nuovo Ceo, insomma, dovrà cercare di non scontentare nessuno, bilanciando alla perfezione gli interessi di tutti: degli azionisti, dello Stato e dei lavoratori, già sul piede di guerra dopo gli annunci dei tagli al personale, considerati comunque dagli analisti un passo essenziale per garantire la maggiore flessibilità del gruppo.

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