Tlc: i decisori Ue ripensino le politiche per il prossimo decennio. Le richieste dell’industria per garantire la crescita

di Alessandra Talarico |

Europa


Telecomunicazioni

Gli sviluppi tecnologici in corso e il loro impatto sui business model e sulle dinamiche di mercato sono stati i temi al centro della quarta conferenza annuale dell’Etno, a cui hanno partecipato più di 250 rappresentati senior ed esperti delle istituzioni europee, dell’industria tlc, del mondo accademico e dell’analisi finanziaria.

 

Le attuali tendenze del mercato indicano chiaramente che gli sviluppi tecnologici continueranno ad abbattere le barriere del mercato per permettere ai consumatori di scegliere tra una vasta gamma di piattaforme (wireless, mobile, fisso, cavo) e di reti (fibra, WiMax, ecc.) nonché di usufruire di pacchetti molto convenienti che includono banda larga, voce, TV e di servizi broadband a forte valore aggiunto.

 

L’evoluzione del settore verso le reti di prossima generazione (NGN) porta con sé una rivoluzione nel modo in cui le persone utilizzano e accedono alla banda larga, il cui uso verrà inevitabilmente trainato dalla trasformazione dei consumatori da semplici utenti a produttori di contenuti che possono essere poi condivisi attraverso la rete.

 

La banda larga avrà inoltre un impatto considerevole su diversi aspetti della vita quotidiana come la sanità e la sicurezza, col lancio di applicazioni sempre più innovative.

 

Per rispondere alle esigenze di consumatori sempre più competenti, gli operatori dovranno quindi garantire reti di accesso sempre più performanti con capacità avanzate non solo per il download, ma anche per l’upload.

 

A vincere “saranno gli operatori più veloci e innovativi”, ha spiegato il presidente dell’Etno Michael Bartholomew, secondo cui le regole definite per mercati differenti all’inizio delle liberalizzazioni non dovrebbero essere applicate alle reti NGN.

Queste regole datate non farebbero che “rafforzare le barriere esistenti invece di creare competizione sul mercato”.

 

Perché i consumatori possano beneficiare al massimo dei nuovi servizi e l’Europa recuperi il ritardo accumulato nelle reti di accesso veloce come la fibra, servono ancora forti investimenti.

Ma – ha continuato Bartholomew“una politica regolatoria che estende l’intervento ai nuovi mercati e servizi non incoraggia gli investimenti in network innovativi” sia da parte degli incumbent che dei new entrant.

 

Boris Nemsic, CEO di Telekom Austria cita l’esempio degli Stati Uniti, dove “il regime regolatorio è stato in grado di riconoscere la natura delle dinamiche competitive e di promuovere investimenti e innovazione”.

 

La buona notizia è che anche in Europa la Commissione sembra essersi resa conto dello straordinario ciclo che sta interessando l’industria, dei benefici di questa fase per i consumatori e dei rischi reali per i player del settore.

In questo senso, la revisione del framework comunitario sulle comunicazioni elettroniche deve contribuire ad accelerare la transizione  verso una competizione sostenibile basata sulle infrastrutture alternative, incoraggiando sia i player affermati che i new entrant a investire in sistemi di accesso di nuova generazione.

 

“I decisori europei devono ripensare le politiche regolatorie per il prossimo decennio. L’attuale sistema di ‘microgestione’ dei mercati delle telecomunicazioni da parte dei regolatori nazionali non è adeguato per promuovere l’innovazione e la crescita di un business caratterizzato da un rischio sempre più alto”, ha dichiarato Jon Fredrik Baksaas, CEO di Telenor.

 

L’obiettivo comune di politici e operatori è dunque quello di creare una nuova prevedibile strategia che tenga conto dei nuovi sviluppi del mercato.

“La prevedibilità – ha concluso Baksaas – è un elemento chiave e una chiara strategia di deregolamentazione sarebbe un importante incentivo per la crescita del mercato europeo della banda larga”.

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