Finanziaria 2007: previste risorse per ICT e innovazione, ma come costruire una logica di sistema?

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Un’importante azione di redistribuzione dei redditi e politiche sociali improntate all’equità. Questo il profilo della legge finanziaria varata da Palazzo Chigi nell’ultimo vertice di governo.

Una manovra dunque che – nelle attese dell’esecutivo – dovrebbe servire a far respirare i ceti più deboli e a far da volano per la ripresa. Il testo, che sarà esaminato in prima battuta da Montecitorio, contiene anche diverse disposizioni per il settore Ict. Sembra però che per il comparto non sia stata definita una politica strutturale con misure che, seppur apprezzabili, appaiono ancora slegate le une dalle altre.

Ma vediamo in particolare cosa viene proposto in proposito nel disegno di legge.

 

Innanzitutto un incremento delle risorse per lo sviluppo della banda larga nel Mezzogiorno di 10 milioni di euro per ogni anno del triennio 2007-2009 (art. 121) e la destinazione di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 per la transizione alla tv digitale (art. 122), con l’istituzione inoltre, presso il ministero delle Comunicazioni, di un apposito “Fondo per il passaggio al digitale”. Di particolare interesse anche la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007 a favore dell’Agenzia nazionale per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione (art. 120) e anche i dieci milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 stanziati al fine di estendere e sostenere in tutto il territorio nazionale la realizzazione di progetti per la società dell’informazione (art. 112).

 

Di rilievo anche l’istituzione del Fondo per gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (First) nello stato di previsione del ministero dell’Università e della Ricerca (art. 106), uno strumento in cui andranno a confluire le dotazioni del Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca e del Fondo per gli investimenti della ricerca e per cui si autorizza inoltre la spesa di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 360 milioni di euro per l’anno 2009. L’articolo 111 prevede quindi la gestione coordinata degli incentivi alla ricerca applicata e alla innovazione tecnologica, tra Ministero dello Sviluppo economico, dell’Università e della ricerca e Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

All’articolo 20 si dispone che per l’anno 2007, ai docenti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale e al personale docente presso le università statali, spetti una detrazione dall’imposta lorda fino ad un importo massimo di 1.000 euro, per l’acquisto di un personal computer nuovo di fabbrica. E sempre per restare al mondo della scuola, si propone di destinare 30 milioni di euro, da iscriversi nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione, con lo scopo di dotare gli istituti di ogni ordine e grado delle innovazioni tecnologiche necessarie al miglior supporto delle attività didattiche (art. 68).

 

Di impianto più strategico appare l’art. 104 dedicato alla costituzione di nuovi fondi ed altri interventi per l’innovazione industriale. Il perno di questo articolo è costituito dal Fondo per la competitività e lo sviluppo, a cui sono conferite le somme di altri fondi e anche 300 milioni per il 2007 e 400 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per finanziare, nel rispetto degli obiettivi di Lisbona, i progetti di innovazione industriale individuati nell’ambito delle aree tecnologiche dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per il patrimonio culturale. L’articolo tra l’altro introduce i Progetti di innovazione industriale.

 

L’applicazione del regime fiscale di reverse charge pure alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative ed ai loro componenti ed accessori e alle cessioni di personal computer è invece prevista dall’articolo 5. Lo stesso articolo dispone che, al fine di contrastare la diffusione del gioco irregolare ed illegale, con uno o più provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, vengano stabilite le modalità per procedere alla rimozione dell’offerta, attraverso le reti telematiche o di telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme di legge o di regolamento.

 

La finanziaria prevede inoltre che un successivo provvedimento del ministero dell’Economia e delle finanze stabilisca, a fini di monitoraggio, le modalità per introdurre in tutte le amministrazioni pubbliche criteri di contabilità economica, nonché i tempi, le modalità e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica da parte degli enti pubblici, delle regioni e degli enti locali dei bilanci standard e dei dati di contabilità. Tutte le Amministrazioni dello Stato, per il pagamento degli stipendi dovranno avvalersi quindi delle procedure informatiche e dei servizi del ministero dell’Economia e delle finanze, Dipartimento dell’Amministrazione generale, del personale e dei servizi del Tesoro (Art. 40). Da luglio 2007, le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni Universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della soglia di rilievo comunitario, saranno tenute inoltre a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione (art. 41). Il ministero dell’Economia e delle finanze potrà quindi, anche in deroga alla vigente normativa, sperimentare l’introduzione della carta di acquisto elettronica per i pagamenti di limitato importo relativi agli acquisti di beni e servizi.

 

Per quel che concerne poi il sistema imprese, è prevista la riduzione dell’ormai famoso cuneo fiscale (art. 18), con l’esclusione però dalla misura per alcune categorie di imprese, tra queste anche quelle operanti in concessione e a tariffa nel settore telecomunicazioni. Ed inoltre nel testo è presente anche il credito d’imposta su investimenti in innovazione per cercare di far ripartire gli investimenti nelle aree svantaggiate (art. 19). Il disegno di legge considera in particolare agevolabili le acquisizioni, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese. Figurano inoltre nel novero delle disposizioni proposte, anche interventi per le aree sottoutilizzate con l’incremento della dotazione del Fondo di 63.273 milioni di euro di cui 200 per il biennio 2007-2008, 5.000 per il 2009 e 58.073 entro il 2015 (art. 195).

Sul piano dell’Ict e dell’innovazione dunque le misure e le risorse non mancano di certo, ma il testo può essere ancora migliorato per definire un piano di settore strategico che possa fare da traino per lo sviluppo del Paese.  Un compito questo che adesso è affidato al Parlamento. (Dvp)

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