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Ex servizio 12: l’Agcom approva il provvedimento per abbattere i costi dal cellulare

Italia


È stato approvato dall’Agcom il provvedimento finale sulle misure cautelari volte a ridurre le tariffe di originazione praticate dagli operatori di rete mobile per le chiamate fatte dai propri clienti verso i servizi informazioni abbonati.

 

Si tratta, in pratica, di quei numeri come 892.892, 12.40, 12.88 ecc., che hanno sostituito il servizio 12 dopo che – a luglio 2003 – l’Agcom ha varato il nuovo Piano di numerazione nazionale.

 

Dopo aver regolamentato a febbraio i costi per le chiamate dirette verso questi numeri da telefono fisso, l’Authority ha deciso di intervenire anche sulle tariffe di raccolta mobili, avendo rilevato che queste ultime erano ingiustificatamente elevate ed arrivavano in alcuni casi a incidere fino al 50% del prezzo al dettaglio dei servizi.

 

In base al provvedimento appena approvato, le tariffe di originazione che i fornitori dei servizi di informazione dovranno pagare ai 4 operatori mobili italiani dovranno corrispondere al massimo al doppio della corrispondente tariffa di terminazione, con una consistente riduzione degli attuali prezzi.

 

Ad esempio, TIM e Vodafone praticano una tariffa di terminazione di 11,2 centesimi, e quindi per l’originazione di servizi informazione da propri numeri potranno chiedere al massimo il doppio di questa cifra.

Wind pratica invece una tariffa di 12,9 centesimi e potrà dunque chiedere al massimo 26 centesimi, mentre il tetto massimo per 3 Italia (H3G) sarà di 38,8 centesimi.

 

La riduzione di queste tariffe dovrebbe portare a una diminuzione dei prezzi agli utenti per le chiamate da rete mobile ai servizi di informazione abbonati, garantendo la concorrenza e la tutela dei consumatori.

 

Per garantire inoltre che il provvedimento si rifletta in un effettivo vantaggio per i consumatori, l’Authority ha anche deciso di avviare un’attività di monitoraggio.

 

Le misure appena adottate – ha comunicato l’Agcom – dovrebbero essere confermate il prossimo gennaio, alla conclusione dell’analisi del mercato 15 bis, relativo al servizio di originazione da rete mobile di chiamate verso numerazioni non geografiche per i servizi di informazione abbonati.

 

Si conclude dunque l’intervento dell’Autorità per calmierare i costi dei nuovi servizi informazioni abbonati, dopo che a febbraio erano stati regolamentati anche i costi per le chiamate dirette verso questi numeri da telefono fisso.

In questo caso, l’Agcom ha stabilito un tetto massimo di 1,20 euro al minuto, mentre prima dell’intervento, secondo uno studio di Federconsumatori, il costo medio per una chiamata di 51 secondi era pari a 1,70 euro, il 234% in più rispetto alla Gran Bretagna, dove per una chiamata di 51 secondi si pagano in media 0,727 euro (50 pence).

 

C’è da dire, comunque, che anche queste tariffe hanno subito l’effetto euro, nonostante gli interventi regolatori, dal momento che nel 2000, chiamare all’ex servizio 12 da telefono fisso costava 762 lire, ovvero 39 centesimi.

 

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