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TDT: istituita la cabina di regia che traghetterà l’Italia verso il digitale terrestre 

Italia


Conferenza ufficiale per presentare ‘Italia Digitale‘. Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha indetto un incontro per illustrare funzioni e compiti di questa cabina di regia, istituita con Decreto, che avrà il compito di governare la transizione al digitale terrestre in vista dello switch-off, cioè il definitivo spegnimento del segnale analogico fissato al 2012.

 

Il ruolo di ‘Italia digitale’ sarà essenziale per il passaggio alla TDT: a essa, infatti, spetterà definire tempistica e modalità del passaggio, scegliere quale aree dell’Italia dovranno fare da “avanguardie”, che tipi di pacchetti potranno essere immessi sulla nuova tecnologia per incentivarne la diffusione, visto che il Ministro punta molto sui contenuti per portare il digitale nelle case degli italiani, dopo il fallimento della politica degli Incentivi all’acquisto dei decoder.

 

Il Comitato, in questione, è composto dai rappresentanti del Ministero delle Comunicazioni e di Agcom (organi istituzionali competenti per la transizione al digitale terrestre), nonché dai rappresentanti designati dall’Associazione per la televisione digitale terrestre (ADGTVi), dalla Conferenza Unificata (di cui in parte da Anci, Upi, Uncem), dalle Società titolari di emittenti Tv private nazionali, dalle Associazioni delle emittenze locali maggiormente rappresentative, dagli Operatori via cavo e su piattaforma satellitare, dagli Editori nazionali che abbiano avviato trasmissioni digitali, nonché dai rappresentanti del consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e delle due Regioni cosiddette all digital (Sardegna e Valle d’Aosta).

 

Nell’ambito del Comitato “Italia Digitale” opera un “Gruppo di Coordinamento“, presieduto dal Ministro Gentiloni, composto da Stefano Mannoni (Agcom), Piero De Chiara (DGTVi), Vincenzo Nunziata (Ministero delle Comunicazioni), Fabio Belli (RAI) e Andrea Ambrogetti (RTI).

 

Il Comitato si avvale del supporto specialistico di un apposito Gruppo tecnico, co-presieduto da un rappresentante dell’Agcom e da un rappresentante dell’ADGTVi. Anch’esso è composto dai rappresentanti del Ministero delle Comunicazioni, dai rappresentanti degli operatori su piattaforma satellitare o cavo, dai rappresentanti degli editori nazionali che abbiano già avviato trasmissioni digitali e, infine, da un rappresentante delle associazioni delle emittenti locali non aderenti al DGTVi. Inoltre, a seconda degli argomenti trattati, alle riunioni del Gruppo tecnico partecipano i rappresentanti delle due Regioni all digital, dei consumatori, dei costruttori, dei distributori e degli installatori di impianti.

 

Il Ministro Gentiloni prosegue così nel piano di passaggio alla Tv digitale terrestre, seguendo due obiettivi, come recentemente sottolineato: il primo è dato dall’esigenza di dare “grande priorità ai programmi e ai contenuti, che costituiranno un’offerta attraente, un’offerta di televisione capace di attrarre pubblico e pubblicità, senza i quali è molto difficile immaginare una penetrazione di questa televisione“. Il secondo obiettivo rimanda a quello che gli operatori del settore con voce unanime, quasi un coro, hanno definito ‘Progetto Paese’, parlando del digitale terrestre. Gentiloni ha rilevato che parlare di questo progetto significa parlare di “una traversata che tutti dobbiamo sapere che sarà più lunga di quanto era stato promesso e sapendo però al tempo stesso che ci sono tutte le condizioni per arrivare in porto. Ma tutti devono remare e nessuno deve essere lasciato indietro“.

 

Gentiloni insiste sul fatto che per il settore si debba procedere a una svolta, così da poter realizzare qualcosa di determinato. E parla anche di impegno collettivo, senza trascurare l’apporto che può venire dall’emittenza locale, “sapendo che uno degli effetti negativi che ci sono stati in questi anni nelle indicazioni dei tempi irrealistici dello spegnimento dell’analogico è che queste emittenti non hanno le frequenze per il passaggio al digitale e sono dunque in maggiore difficoltà nella fase di transizione, evitando di lasciarle a mollo“.

 

Altra questione in sospeso quella delle frequenze, sulla quale Gentiloni ribadisce l’impegno per un riordino delle frequenze, “senza dirigismi, e inoltre po’ di confusione in meno gioverebbe al mercato, creando un database che sia davvero attendibile”.

 

Avendo l’obiettivo di “aprire nuovi spazi per la televisione del futuro“. Ma con davanti un obiettivo ancora più grande, costituito appunto dalla scadenza del 2012, “una data che non è tanto lontana e che dunque non deve indurre a ulteriori tentennamenti e indecisioni verso questo nuovo scenario”.

 

Per quanto riguarda i rapporti con l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in occasione della recente presentazione della Relazione annuale, Gentiloni ha evidenziato la comunanza di progetti, sottolineando: “La nostra impostazione mi sembra sia stata pienamente riflessa dalle parole di Calabrò sulla necessità di puntare sui contenuti e di elaborare un piano coordinato, con la regia del Governo, per gestire il periodo di transizione verso lo switch-off”.

 

In questo senso, afferma il Ministro, “c’è una grande sintonia tra il Governo e i contenuti della relazione dell’Autorità delle comunicazioni“.

Il feeling “deriva dal fatto che l’Autorità parla di regole che vanno in direzione dell’aumento della concorrenza e del pluralismo. E dimostra, dati alla mano, che queste regole, nei casi in cui sono state applicate, hanno favorito il consumatore finale, l’utente, in ultima analisi il cittadino“.

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