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Vodafone non rinuncia a Verizon. Sarin chiude a ogni speculazione: ‘Estremamente soddisfatti dell’alleanza’

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Vodafone non rinuncerà alla sua quota del 45% in Verizon Wireless per almeno altri 5 anni.
Lo ha fatto sapere il Ceo di Verizon Communications Ivan Seidenberg, contestualmente alla presentazione dei dati di bilancio del secondo trimestre, chiuso con un calo degli utili del 24% a 1,6 miliardi di dollari, ovvero 55 cents per azione, dai 2,1 miliardi, ovvero 75 cents per azione, di un anno prima a causa dei costi del lavoro e degli oneri relativi alla fusione con MCI.

 

Seidenberg non ha mai nascosto la volontà del gruppo di rilevare la quota della joint venture nel wireless in mano a Vodafone per poter competere su un mercato appena uscito da una drastica fase di consolidamento.

 

Una situazione che ha aggiunto nuove pressioni sui player d’oltreoceano, in particolare nel settore mobile, dal momento che Cingular Wireless, il primo operatore mobile del Paese è passato interamente sotto il controllo di AT&T che, con una capitalizzazione di 160 miliardi di dollari, 70 milioni di utenti nella linea fissa e altri 10 milioni di utenti Internet, ha doppiato nettamente Verizon Communications oltre a mettere le mani sul 100% di Cingular Wireless, che è il primo service provider wireless degli Usa, di cui Bellsouth deteneva il 40%.

 

Verizon deve quindi correre ai ripari e sta spingendo per avere il pieno controllo sulla divisione mobile, desiderio espresso alcuni mesi fa anche dalla stessa Vodafone che però ha incassato il malumore degli investitori, che vorrebbero la società più concentrata sul mercato europeo, dopo la riduzione delle prospettive di crescita per il  2006 e la cessione della divisione giapponese.

 

La divisione Wireless è infatti il vero traino del gruppo e ha riportato nel secondo trimestre un giro d’affari in crescita del 18%, a 9,26 miliardi di dollari. I margini di profitto wireless si sono attestati al 25,6%, in crescita rispetto al 22,7% del secondo trimestre del 2005.

 

Verizon Wireless ha anche registrato 1,8 milioni di nuovi abbonati, portando la sua base a un totale di 54,8 milioni di clienti, seconda soltanto a Cingular Wireless.

 

Le speranze di Verizon per una possibile soluzione positiva in suo favore si erano riaccese la scorsa settimana, quando il Ceo di Vodafone Arun Sarin, parlando al meeting annuale del gruppo si era definito “entusiasta delle prospettive di business”, ma pronto a considerare la cessione della quota di fronte “a un’offerta convincente”.

 

In privato, tuttavia, non sembra la soluzione sia stata trovata: Seidenberg ha infatti dichiarato che “a questo stadio, è impossibile giungere a un accordo” dal momento che nella visione di Sarin il valore che la società è in grado di creare nei prossimi anni è molto maggiore “di ogni strategia per uscire dalla partnership”. Posizione condivisa anche dal presidente del gruppo, Sir John Bond.

 

Sarin e Seidenberg avrebbero tuttavia intrattenuto delle discussioni su eventuali nuovi investimenti, incluso l’acquisto di nuove porzioni di spettro se necessario.

 

Per il Ceo di Verizon in accordo con Sarin, quello che conta ora è fare in modo di porre fine a ogni speculazione degli investitori su eventuali cambiamenti degli accordi tra le due società.

Fin dal 2004, quando venne messa in vendita AT&T e Vodafone si propose come candidato per essere però scavalcata in extremis da Cingular Wireless, le voci di un possibile abbandono dell’asset americano si rincorrono senza sosta.

 

Nonostante la sua quota del 45% in Verizon, Vodafone infatti non ha alcun controllo nella gestione e nelle operazioni della società, che utilizza tra l’altro la tecnologia CDMA, non il GSM come avviene in Europa. Uscendo dal mercato statunitense, tuttavia, Vodafone andrebbe a perdere un asset ritenuto essenziale per diventare un brand mondiale, una sorta di ‘CocaCola’ della telefonia mobile.

 

A differenza dell’Europa, dove molti tra i mercati più importanti sono vicini alla saturazione, solo sette americani su 10 possiedono un telefonino.

Secondo il parere di alcuni analisti, la difficile situazione del mercato telefonico americano fa sì che “a nessuno farebbe piacere avere un partner di minoranza al 45%, specialmente un partner forte come Vodafone”.

 

Il gruppo britannico, nel frattempo, ha nominato Steve Pusey nuovo Chief Technology Officer.

Pusey, ex Vicepresidente operativo e Presidente di Nortel per l’area EMEA, entrerà in carica dal 1° settembre e sarà responsabile per tutti gli aspetti delle reti, della capacità IT e gestione della catena vendite.

 

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