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Microsoft presenta FonePlus, il telefonino per portare internet nei Paesi emergenti

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La ricerca di una soluzione al digital divide ha fin qui visto lo schieramento di due fronti opposti: quello di Nicholas Negroponte – fautore del progetto ‘un laptop per ogni bambino’ – e quello di Bill Gates, convinto che ci sono alternative più fattibili ed economiche di un Pc per alfabetizzare i bambini del Terzo Mondo. Ad esempio, un cellulare che, collegato a una Tv e a una tastiera, funzionerebbe proprio come un computer.

 

Negroponte ha presentato il prototipo del cosiddetto ‘Pc da 100 dollari’ – prodotti dalla Taiwanese Quanta – a maggio; Microsoft ha tolto il velo sul suo progetto FonePlus nei giorni scorsi.

 

Come annunciato al World Economic Forum a gennaio, Microsoft ha messo insieme il suo sistema operativo per i dispositivi portatili Windows CE con un telefonino che può essere collegato a una Tv e a una tastiera.

 

“Molte persone inclusi noi – ha spiegato Craig Mundie, Chief Research and Strategy Officer di Microsoft – hanno cercato diverse soluzioni per abbattere i costi dei Pc. Chiaramente quella più adatta ci sembra l’uso del telefonino, vista la sua enorme diffusione in tutto il mondo”.

 

Quando Negroponte, desideroso di favorire l’alfabetizzazione informatica nei Paesi in via di sviluppo, cominciò a esporre il suo sogno di fornire Pc a basso costo ai bambini poveri, molti rimasero stupiti del silenzio di Bill Gates che pure, dopo l’informatica, ha fatto della filantropia la sua ragione di vita, tanto da venire eletto dal Time, con sua moglie Melinda, ‘buon samaritano’ del 2005.

 

Il silenzio è stato rotto in questi giorni e il colosso di Redmond è finalmente entrato nel merito della sua visione del problema, convinto che la sua soluzione sia molto più adatta a risolverlo, dal momento che – anche nei Paesi più poveri – molte persone hanno sia un telefono che un televisore, rendendo un computer basato su questi componenti più semplice da assemblare rispetto a un PC a basso costo.

 

Mundie ha dimostrato come, almeno per le applicazioni più comuni – i programmi di word processing, di riproduzione dei file audio-video e di browsing – “è difficile distinguere il nostro sistema da un computer vero e proprio”.

 

Si tratta, ovviamente, soltanto di un progetto senza nessuna scaletta per la sua realizzazione, ma Microsoft ha spiegato che simili iniziative sono state incoraggiate in passato con la costruzione di prototipi per i produttori di sistemi di elettronica di consumo.

“Stiamo cercando di capire cosa implica immettere sul mercato un simile prodotto”, ha spiegato ancora Mundie.

 

Nel frattempo, procede il programma Pay-As-You-Go Personal Computing, attraverso il quale il gruppo di Redmond tenta di colmare il gap tecnologico nel terzo mondo e nei mercati emergenti.

Il programma non mira all’abbattimento dei costi dei computer ma, attraverso  la tecnologia FlexGo, del tutto simile a quella dei cellulari a scheda, permette un utilizzo ‘a tempo’, con credito a scalare da carta ricaricabile. Ne più ne meno di un comune cellulare.

 

Partito per ora in Brasile – scelto lo scorso anno come paese pilota, considerate le sue notevoli potenzialità e il suo dinamismo in termini di diffusione dell’informatica e di Internet – il PC FlexGo con carta prepagata sarà presto commercializzato anche in altri Paesi in via di sviluppo, fra cui Russia, India, Ungheria, Slovenia e Vietnam.

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