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Tariffe di terminazione: ‘anomala’ la situazione italiana. Tajani presenta interrogazione alla Reding

Italia


Gli ‘obblighi regolamentari asimmetrici’ sulle tariffe di terminazione, imposti dall’Agcom per incoraggiare l’ingresso dei nuovi operatori nel mercato della telefonia fissa in Italia rappresenterebbero “un’anomalia” rispetto a quanto avviene negli altri Stati europei, nonchè una minaccia per “gli interessi dei consumatori”.

Questo secondo il capogruppo di Forza Italia all’Europarlamento Antonio Tajani che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Commissario Ue Viviane Reding, responsabile per i media e la società dell’informazione.

 

La terminazione è il servizio grazie al quale un operatore “consegna” la chiamata ad un proprio cliente quando questa arriva dalla rete di un altro operatore.

 

In base a quanto disposto dall’Agcom, i nuovi entranti possono far pagare tariffe di terminazione all’ingrosso più alte rispetto alle tariffe dell’operatore dominante, Telecom Italia, ma solo per un periodo transitorio di quattro anni.

In sostanza, mentre le tariffe di terminazione di Telecom Italia sono regolate in vista del raggiungimento del livello di orientamento al costo nel 2009, gli operatori alternativi sono autorizzati a far pagare tariffe di terminazione più alte – 1,54 euro al minuto contro 0,41 euro al minuto – nei prossimi quattro anni fino al raggiungimento della simmetria con le tariffe di Telecom Italia.

 

Il provvedimento, si legge nel testo presentato da Tajani, prevede “che il prezzo di terminazione richiesto dall’operatore alternativo in Italia possa raggiungere un valore superiore fino al 275% a quello per terminare le chiamate sulla rete dell’operatore tradizionale, registrando il più alto differenziale fra i due prezzi nell’Unione europea”.

 

Nell’approvare le misure disposte dall’Agcom, Bruxelles ha richiesto all’Autorità italiana di specificare il percorso regolamentare nell’adozione delle misure finali dell’attuale analisi di mercato e, per  meglio tutelare i consumatori, l’Autorità è stata invitata a sviluppare al più presto un modello di costi per il calcolo del valore di terminazione degli operatori alternativi che tenga in considerazione la necessità degli stessi di divenire efficienti nel tempo.

 

Su questo fronte, il presidente di FI all’Assemblea Ue ha chiesto a Bruxelles quali ulteriori azioni intende intraprendere “per garantire che vi sia effettiva armonizzazione nell’applicazione dei rimedi regolamentari imposti dalle autorità nazionali e per impedire che vengano a crearsi situazioni di chiara anomalia come quella che si registra per il mercato della terminazione in Italia”.

 

Tajani ha anche chiesto alla Reding quali iniziative sono allo studio “per garantire, nell’interesse dei consumatori, che Agcom tenga concretamente in conto i commenti della Commissione” sull’esigenza di definire il percorso verso la simmetria tariffaria.

 

L’interrogazione di Tajani segue quella già presentata dai deputati Ue Nicola Zingaretti e Gianni Pittella (Ds) lo scorso maggio.

“La misura regolamentare prevista da Agcom colloca l’Italia in una posizione molto distante dalle pratiche regolamentari degli altri paesi membri della Ue”, si legge nell’interrogazione, nella quale  Pittella e Zingaretti sottolineano come in molti altri Paesi europei gli operatori alternativi siano tenuti ad un obbligo di simmetria sul prezzo di terminazione ma “anche laddove non vi è simmetria, la differenza fra i valori di terminazione non è cosi elevata come nel caso italiano”.

 

Anche i due parlamentari chiedevano dunque alla Commissione come intendesse procedere “per assicurare su un tema di cosi rilievo una effettiva armonizzazione a livello europeo”.

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