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Rapporto Univideo. Obiettivo, far crescere il mercato. La Federazione unitaria dell’Industria Culturale, punto di confronto per imprese e istituzioni

Italia


Autorità, Cari Colleghi, Signore, Signori,

seTornare alla Crescita è la priorità assoluta del Paese, lo è a maggior ragione per il sistema audiovisivo e per tutta l’Industria Culturale Italiana. Iniziamo a parlare di noi Editori Audiovisivi. Per tradizione lo facciamo sempre con un occhio attento ai settori che ci sono vicini e che continuiamo a ritenere complementari ed alleati. Mai rivali.

I nostri competitori non sono le altre forme di fruizione di cinema o le varie offerte di cultura o intrattenimento, ci preoccupa e ci spaventa piuttosto il vuoto pneumatico che purtroppo spesso domina il poco tempo libero a disposizione. Un vuoto pneumatico che, e questo è il dato più allarmante, viene riempito in particolare dai giovani con passatempi futili se non addirittura dannosi.

 

La “generazione SMS” deve essere recuperata alla curiosità per il mondo tramite la passione per la cultura, e penso che il cinema possa avere una grande funzione in questo senso.

Spiace e spaventa vedere che vasti gruppi di adolescenti non si appassionano neppure più a internet. Che si accontentano di qualche frammentaria chat, di una suoneria polifonica e di un breve videofrancobollo – dai contenuti non di rado discutibili – scaricato sul telefonino. Il nostro compito di operatori culturali, e di grandi imprese internazionali, non è solo quello di assecondare il mercato e spingere i consumi che offrono meno impegno e maggiore redditività.

 

Non serve a nulla dotarsi di codici etici aziendali, se la missione stessa della azienda non risponde a nessuna deontologia se non quella del conto economico.

Sia ben chiaro, il conto economico ci sta a cuore, tuttavia è doveroso e ormai indispensabile cercare di individuare i meccanismi che possono portare l’industria culturale all’interno di un ciclo virtuoso nel quale far tornare alla cultura il grande pubblico significa far tornare alla crescita le nostre Imprese. La strada in questo senso è segnata: all’interno della Confindustria si sta per costituire una Federazione unitaria dell’Industria Culturale che potrà essere punto di confronto e riferimento per le Imprese e le istituzioni statali e locali al fine di individuare le forme più adeguate per lo sviluppo dell’offerta culturale in Italia in relazione al cinema, alla musica e ai libri.

 

L’andamento dell’Editoria Audiovisiva

Il mercato dell’Editoria Audiovisiva si dimostra solido, affidabile ed efficiente. I dati lo confermano e le previsioni iniziano ad essere favorevoli dopo mesi di incertezza e preoccupazione.

Non dobbiamo certo perdere tempo a rimpiangere le ottime annate dal 2001 al 2004, oppure a esaltare acriticamente le nuove proposte che il nostro settore sta per lanciare, in particolare il DVD ad alta definizione che nei due formati Blu-Ray e HD-DVD saprà offrire al pubblico non confusione ma varietà incontrando tutte le esigenze, e anche tutte le disponibilità di spesa.

 

Oggi siamo concentrati ad analizzare la situazione attuale anche osservando – se ve ne sono stati – i passaggi più problematici, e tracciando un quadro evolutivo basato sulla capacità di innovare ulteriormente il nostro già molto dinamico modo di fare impresa.

Sugli andamenti del nostro settore nel 2005 mi limiterò ad alcune osservazioni di senso comune, senza in alcun modo anticipare i contenuti della eccellente relazione che terrà tra breve la Dottoressa Alessandra Benedini.

A proposito: molte grazie e congratulazioni a Prometeia che coordinandosi con l’Ufficio Studi dell’Univideo, in maniera egregia ha realizzato un rapporto annuale di altissimo livello toccando temi di interesse generale per il sistema audiovisivo nel suo complesso.

Ringrazio anche la società di rilevazione GFK per l’eccellenza con la quale registra gli andamenti del mercato e fornisce dati affidabili ed aggiornati sull’andamento delle vendite effettive dei supporti audiovisivi in Italia e nel resto del mondo.

 

Ancora una volta l’Univideo, insieme ai propri collaboratori, offre con risorse proprie competenze e professionalità anche agli altri segmenti del mercato cinematografico e audiovisivo.

Osservando i grafici di questi ultimi anni, la prima considerazione che deve essere fatta riguarda il calo dei consumi in Italia che ha caratterizzato gli ultimi anni, anche se nel primo semestre del 2006 sono emersi segnali di recupero. Il fattore tempo sta assumendo un’importanza sempre maggiore, infatti un altro vincolo allo sviluppo dei consumi è la scarsa disponibilità di tempo libero di cui godono gli Italiani.

Nel nostro Paese solo il 16% del giorno medio settimanale è dedicato ad attività di tempo libero.

E’ un dato strano che forse meriterebbe di essere maggiormente approfondito e compreso non solo per noi che basiamo la nostra attività imprenditoriale sull’intrattenimento ma anche in senso più generale e, si potrebbe dire, sociale.

 

Per quanto riguarda il valore finale del mercato nel 2005 l’Editoria Audiovisiva ha consolidato il risultato raggiunto nell’anno precedente mantenendosi stabile sui 950 milioni di euro anche se con alcuni non secondari spostamenti al proprio interno.

Tuttavia il dato, depurato e ricalibrato alla luce della uscita pilotata della vecchia cassetta VHS, mostra comunque una crescita del valore del mercato del DVD sul 2004. Si tratta di un segnale incoraggiante data la vivacità degli andamenti delle diverse aree d’affari.

 

Inoltre il Rapporto Annuale di quest’anno presenterà una parte monografica sulla struttura della filiera Audiovisiva, andando ad analizzare e definire i confini del segmento rappresentato dall’Univideo all’interno del sistema audiovisivo italiano.

Da questa parte della ricerca emerge chiaramente come il nostro settore si confermi molto dinamico e integrato dimostrando esempi di grande eccellenza imprenditoriale. Un pensiero particolare deve essere rivolto alle nostre imprese tecniche che competono con impegno e tenacia ammirevole in uno scenario nazionale e internazionale non privo di difficoltà delle quali siamo tutti consapevoli; prima tra tutte l’alto costo del petrolio, materia prima fondamentale per la produzione del policarbonato.

 

Una Agenda per l’Editoria Audiovisiva

 

Nello scorso mese di Dicembre ho sottoposto alla Assemblea Generale dell’Univideo il nostro piano di lavoro del biennio 2006-2007 che indica le linee guida da seguire per declinare nel nostro settore i princìpi del patto di Lisbona, rilanciati con forza dal Presidente Barroso fin dai primi giorni della sua Presidenza della Commissione Europea.

I temi in agenda ci impongono di concentrarci su concorrenza, eccellenza e innovazione, competitività, e infine, semplificazione burocratica vediamo brevemente come questi punti chiave possano trovare applicazione nel lavoro quotidiano di noi Editori Audiovisivi.

 

Concorrenza

Dobbiamo rilanciare il tema della par condicio fiscale relativa all’imposta sul valore aggiunto che, per il settore homevideo resta del 20% sia per la vendita che per il noleggio, mentre pesa del 10% sui servizi offerti dai media digitali.

L’obbiettivo che ci poniamo è di avere una riduzione dell’IVA al 10%, almeno sulle operazioni di noleggio in quanto “servizio della società dell’informazione”.

Segnaleremo prima al Ministero delle Finanze, e contestualmente anche alle Autorità competenti, come vi sia a nostro svantaggio una evidente distorsione.

In questo orizzonte abbiamo osservato con particolare favore il pronunciamento forte della Autorità per la Concorrenza e il Mercato dello scorso mese di Gennaio.


 

Tramite il DVD, offriamo infatti esattamente lo stesso servizio (la visione di una opera cinematografica) ma siamo soggetti ad un diverso tipo di tassazione in confronto sia alla PPV in digitale terrestre (già sussidiata dallo Stato negli scorsi anni per l’acquisto dei decoder), sia alla PPV in IPTV (che peraltro già gode dei benefici per il supporto all’innovazione e alla banda larga).

 

Eccellenza e Innovazione

Di certo la manifestazione che si apre oggi qui rappresenta già una delle azioni realizzate nella nostra agenda.

Il MOVE diverrà un punto di riferimento per il settore e anzi una vetrina internazionale per le imprese dell’audiovisivo italiane.

Dobbiamo spiegare e far conoscere che non tutta l’innovazione passa da internet. Che anzi siamo proprio noi i depositari del più alto livello di gestione, lavorazione e offerta di immagini audiovisive.

L’alta definizione che per noi partirà in autunno sarà un banco di prova particolarmente impegnativo. Il nostro pubblico, già abituato alla grande qualità del DVD, è certamente il più esigente e non possiamo permetterci false partenze.

 

Competitività

Le polemiche furiose emerse lo scorso autunno dopo la presentazione della Legge Finanziaria 2006, unite alle polemiche sul film Italiano da candidare all’Oscar, successive alle polemiche della primavera sulla composizione della Commissione Ministeriale sui finanziamenti, hanno mostrato chiaramente che il settore cinematografico manca di coesione e di una visione comune, riuscendo spesso a mostrare solo la parte meno presentabile di sé.

Medesimo scenario si è presentato in relazione alla ridda di opinioni e pareri in libertà espressi in relazione alla proposta di istituire una tassa di scopo per l’audiovisivo.

Situazioni caotiche come queste certo non aiutano a ragionare con attenzione e a valutare se in quella proposta vi siano, oppure no, idee valide e meritevoli di considerazione.

Il rischio in questi casi è sempre quello del colpo di coda, della imboscata parlamentare, dell’emendamento malfatto partorito nottetempo.

 

Un settore serio, solido e moderno non può essere basato su questo modo fuori tempo di confrontarsi con i decisori pubblici e, cosa forse ancor più importante, con l’opinione pubblica e i mercati. Dobbiamo alzare l’asticella delle competenze e anche dell’immagine generale del settore. Ho la serenità di poter dire con convinzione che noi dell’Univideo stiamo facendo egregiamente la nostra parte.

La messa in opera di un organismo di coordinamento dell’Audiovisivo Italiano, nel quadro della Federazione Industria Culturale permetterebbe la definizione di una stabile, coordinata e coerente strategia contro la pirateria, la messa in campo di un più solido confronto con le imprese di telecomunicazioni, la creazione di un ufficio studi a 360° e il coordinamento delle azioni di lobby alla luce del quadro normativo nazionale e comunitario.

 

Per fare questo tuttavia bisogna che anche le altre associazioni dell’audiovisivo (anche quelle che vantano una tradizione più lunga della nostra che abbiamo solo 22 anni di storia – che comunque non è poco in un mondo che corre sempre più velocemente) si mettano al tavolo senza pretese egemoniche e pensando al presente, senza rivolgersi né al passato, né ad un futuro teorico e ancora tutto da inquadrare. Sarà inoltre importante lavorare più a stretto contatto con la grande distribuzione, con le catene specializzate nell’elettronica di consumo, con le videoteche, grandi e piccole, preziose parti integranti della nostra filiera.

 

Semplificazione burocratica

Grande attenzione deve essere dedicata all’adozione di provvedimenti e prese di posizione volti ad ottenere la massima semplificazione per lo svolgimento della attività d’impresa.

Oltre ai problemi generali comuni a tutti gli imprenditori italiani, noi in particolare abbiamo un problema numero uno: non certo la Siae con la quale collaboriamo e siamo in prima linea per difendere il diritto d’autore – nostro primo e più importante patrimonio – ma l’inefficienza di alcune funzioni assegnate a questo Ente.

 

Siamo impegnati per ottenere l’abolizione dell’obbligo di contrassegnatura che sta diventando un meccanismo sempre più complesso e poco efficace, capace di ostacolare più gli operatori legali che i contraffattori come era nelle originarie intenzioni.

Ovviamente per ottenere un simile risultato sarà necessario raccogliere tutti i consensi necessari tra le imprese e gli organismi interessati nonché lavorare per ottenere una modifica legislativa.

E’ un processo che può essere lungo ma che – se governato opportunamente e supportato da vari fronti oltre a noi – potrà immediatamente conseguire il risultato di migliorare i propri livelli di risposta alle nostre esigenze su questa materia.

 

Due parole sulla pirateria: esiste, lo sappiamo purtroppo molto bene. E dobbiamo fare di tutto a tutti i livelli per combatterla.

Ma essa non deve diventare un alibi per non innovare i processi produttivi e gestionali, o peggio un pretesto per considerare noi e chi ancora crede nell’investire e nel fare impresa in Italia nel nostro settore come un operatore economico meno scrupoloso e attento di altri.

Smettiamola nelle riunioni internazionali di sorridere di noi stessi e dei problemi del nostro Paese, troppe volte alcuni si sono accontentati di sembrare i meno peggio tra tanti competitori inaffidabili.

 

Riguardo alle violazioni del diritto d’autore ci preoccupa oggi ancor più della pirateria tradizionale una forma, per così dire, di relativismo nei confronti di questo reato che secondo alcuni è meno grave se compiuto da molte persone per piccole entità economiche unitarie piuttosto che da pochi per ingenti importi.

Si tratta come è chiaro di una impostazione inaccettabile; quando molte vetture vanno contromano in autostrada la soluzione non è certo girare il verso dei cartelli stradali, oltretutto perché anche tutto il resto (gli svincoli, i caselli e le aree di sicurezza e sosta) è congegnato per funzionare correttamente solamente se le auto vanno in una unica direzione.

Lo stesso vale per tutti i settori imprenditoriali che si basano sulla creazione artistica e intellettuale.

Ragionando in quei termini, come purtroppo si sente ancora spesso fare, su quelle che un tempo venivano chiamate le Autostrade dell’Informazione si rischia solo un terrificante caos.

 

Le prospettive e alcune considerazioni conclusive

Le previsioni, confermate recentemente dalla autorevole società di ricerca Understanding & Solutions, che ha tracciato il percorso evolutivo del nostro mercato fino al 2010, indicano per l’Editoria Audiovisiva un percorso di ulteriore consolidamento, seppure con una crescita più matura rispetto agli ultimi anni di grande sviluppo che ci ha portato il DVD.

Bisogna ragionare sulla base di queste previsioni e non sull’onda emozionale di un titolo che non ha funzionato o di qualche cliente che per un anno ha comprato meno di quanto ci si aspettasse.

 

Allo stesso modo non dobbiamo, proprio noi che conosciamo bene il nostro lavoro e il nostro pubblico, farci condizionare dagli articoli di giornale o dagli annunci ad effetto di qualche operatore di telecomunicazione, e non solo. Troppo volte negli ultimi tempi siamo stati assimilati all’intrattenimento musicale.

Questo è profondamente sbagliato per via delle moltissime differenze che caratterizzano i due tipi di fruizione. Sembra una ovvietà ma ritengo sia bene ricordarlo.

La musica non necessita che chi la ascolta sia concentrato sulle parole della canzone, ad esempio, e può essere fruita in molti luoghi e occasioni diverse contemporaneamente ad altre attività. Per questo mobilità e facilità di accesso sono fattori importanti per la crescita di quel settore.

La musica inoltre è sempre stata portatile, cantare, suonare uno strumento, ascoltare una radio a transistor, usare il walkman … in fondo l’iPod non è poi così rivoluzionario. E’ solo la intelligente applicazione della tecnologia ad una abitudine consolidata delle persone da sempre, portarsi in giro la musica che ci piace.

 

Il cinema invece richiede la massima attenzione, lo spettatore infatti deve lasciarsi trasportare ed essere concentrato per la durata della visione. Altrimenti la magia, il tauma del cinema, svanisce.

Ecco allora che il pubblico ci chiede la massima qualità tecnica della visione e dell’ascolto, oltre ovviamente alla più grande e appassionante ricchezza dei contenuti. Proprio per questo l’alta definizione è la nostra più importante frontiera, non dimenticando che il DVD ha già portato un livello di visione assolutamente imbattibile da ogni altro media.

E allora è fondamentale che l’Editoria Audiovisiva sia pienamente conscia della propria forza e delle proprie tante potenzialità ancora da esprimere.

 

In questi giorni anche coloro che non si appassionano al calcio seguono i mondiali di Germania e allora forse può essere non fuori luogo per concludere una metafora legata al mondo del pallone.

Una squadra conscia della propria forza non scende in campo puntando a tattiche unicamente difensive, non fa melina e neppure attacca in maniera sconsiderata, ma punta a dominare il centrocampo, a mantenere il possesso di palla e si dedica a costruire con cura le proprie azioni frutto di schemi sempre nuovi e sorprendenti per gli avversari.

Proprio così dobbiamo fare noi nello scenario competitivo dell’audiovisivo. I risultati non potranno che darci ragione.

 

Consulta il profilo Who is Who di Davide Rossi
 

Rapporto 2006 sull’Editoria Audiovisiva in Italia – Testo integrale

 
Leggi anche l’articolo:

Rapporto Univideo. Rossi: ‘Buon posizionamento e ulteriore prospettiva di crescita per l’industria’. E adesso si pensa all’alta definizione

 

 

La industry italiana dell’ICT incontra il Ministro Paolo Gentiloni

 

Isimm e Key4biz promuovono per il pomeriggio del 4 luglio 2006 un incontro tra gli operatori più rappresentativi delle tlc, dei media e di internet ed il Ministro Gentiloni.
Sarà un’importante iniziativa di community in occasione della quale si porranno a confronto le criticità delle aziende e le priorità dell’azione di governo.

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