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Mobile music: boom di utenti e di ricavi, se l’industria troverà un accordo sul DRM

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La musica mobile crescerà a ritmi vertiginosi nei prossimi 5 anni e se operatori e major riusciranno a giocare bene le loro carte, il settore sbaraglierà la concorrenza anche dei servizi di download online.

 

È quanto sostiene un nuovo report di Informa Telecoms and Media, secondo cui i servizi musicali via telefonino varranno nel 2011 almeno 13 miliardi di dollari, con la Cina a fare la parte del leone.

 

Nel frattempo, in Europa, la vendita di musica su supporti più tradizionali come i CD declinerà di almeno il 30%.

 

Il report prevede che il download di suonerie perderà lo scettro di servizio più remunerativo in termini di Arpu, che passerà allo streaming di brani full-track.

Cambierà anche la distribuzione geografica della domanda: oggi, il 56% delle vendite avviene nell’area Asia Pacifico, con il 46% concentrato in Giappone.

Dal 2011, invece, saranno gli utenti cinesi i maggiori fruitori di musica sul telefonino

 

Sempre per quella data, i ricavi medi per utente legati al solo download di musica saliranno dagli attuali 15 dollari a 17 dollari, mentre l’Arpu delle suonerie decrescerà ogni anno di circa 2 dollari, dagli attuali 31 a 21 nel 2011.

Cresceranno leggermente, invece, i ricavi dei cosiddetti ‘ringback tones‘ – una canzone o un qualsiasi suono in sostituzione del tono di chiamata che sentiamo quando telefoniamo e troviamo la linea libera o occupata – che raggiungeranno i 15 dollari ad utente.

Sostanzialmente piatti rimarranno invece i ricavi legati allo streaming.

 

Secondo gli autori del rapporto, le suonerie – polifoniche o realtone che siano – diventeranno gratuite col passare del tempo.

 

A trainare il successo della musica over-the-air (OTA) saranno tanti fattori di tipo sociale e tecnico: dal boom economico cinese alla maggiore diffusione del 3G, dal crollo dei prezzi delle memorie flash all’introduzione di telefonini dotati di hard disk quindi capaci di contenere centinaia di brani musicali.

Migliorerà col tempo anche la qualità della musica che potremo immagazzinare nel cellulare, grazie all’introduzione di tariffe flat che renderanno conveniente scaricare file di 200 Kb o anche più.

 

Sussistono tuttavia anche fattori che potrebbero inibire la crescita della mobile music e sono tutti legati alla gestione dei diritti digitali (DRM): quello che serve, infatti, è l’interoperabilità e non è detto che si riuscirà a pervenire ad un accordo, o magari si giungerà ad un accordo, ma così restrittivo che finirà con l’allontanare il pubblico.

L’industria, in sostanza, deve pensare a come porsi di fronte all’enorme potere di mercato dell’iPod e di iTunes e la soluzione più semplice sarebbe quella di adottare standard aperti, agendo di concerto piuttosto che preoccuparsi solo di come contrastare Apple, visto che già a questo ci stanno pensando le autorità di diversi paesi europei.

 

La mobile music e, in generale, la musica digitale, rappresenta un inaspettato canale di distribuzione per l’industria musicale: secondo un altro studio, nel 2010 – ad appena 5 anni dalla sua comparsa – negli Usa saranno 50 milioni gli utenti dei servizi OTA, sorpassando anche gli utenti dei servizi online.

 

Essenziale, tuttavia, perché queste previsioni divengano realtà, la disponibilità del più alto numero possibile di dispositivi a supporto dei servizi musicali mobili.

 

Ad oggi i servizi 3G non-voce producono meno del 10% dei ricavi dei carrier. Considerando che il mobile video è ancora in fase di avvio e che il mobile gaming è quasi un flop se paragonato ai ricavi da servizi voce, la mobile music costituisce l’unica vera risorsa per un rapido ribaltamento dello scenario, e non solo per quanto concerne gli investimenti sul 3G.

 

“La musica mobile sta emergendo come uno dei più importanti nuovi canali per conoscere, acquistare e ascoltare la musica e i contenuti a essa correlati“, ha spiegato l’analista Lewis Ward, sottolineando come la penetrazione dei telefonini music-enabled sia dunque “un fattore essenziale per il successo del servizio, assieme a una maggiore penetrazione della banda larga mobile e ad alcuni aggiustamenti degli attuali modelli di business”.

 

Servono, in sostanza, maggiori sforzi di marketing e l’adozione di schemi tariffari flat anche per la telefonia mobile, un po’ come è stato per la banda larga fissa.

 

La industry italiana dell’ICT incontra il Ministro Paolo Gentiloni

 

Isimm  e Key4biz promuovono per il pomeriggio del 4 luglio 2006 un incontro tra gli operatori più rappresentativi delle tlc, dei media e di internet ed il Ministro Gentiloni. 

Sarà un’importante iniziativa di community in occasione della quale si porranno a confronto le criticità delle aziende e le priorità dell’azione di governo. 

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