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Bologna apre al Wi-Fi: dal 12 giugno partono le sperimentazioni nel centro storico

Italia


Dopo le sperimentazioni partite nella città di Roma, anche a Bologna, dal prossimo 12 giugno, sarà possibile connettersi a internet dal proprio portatile in modalità Wi-Fi comodamente seduti a un bar nel centro storico.

L’area (outdoor) interessata al progetto comprende la zona che va dal Comune all’Università: Piazza Maggiore, Piazza Nettuno, via dell’Archiginnasio, via Rizzoli e via Zamboni fino a piazza Verdi.

 

Un progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale e dall’Università e a cui partecipano partner privati – come Acantho e Hi-Tel che mettono le tecnologie a disposizione gratuitamente – e che va ad ampliare i servizi della rete civica Iperbole con una copertura temporanea di circa 220 postazioni mobili per una banda massima disponibile per utente di 256 Kb.

 

Il servizio sarà accessibile tutti i giorni per tutto il 2006 – tranne in occasione di eventuali sospensioni necessarie per la manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria dell’infrastruttura tecnica – e ogni utente disporrà di un credito orario quotidiano d’accesso al servizio di un’ora e trenta minuti, utilizzabile in sessioni differenti nell’arco delle 24 ore.

 

Gli utenti – quelli già registrati sulla rete di Iperbole e gli studenti, i docenti e i dipendenti dell’Università – potranno collegarsi in Wi-Fi in qualsiasi punto essi si trovino perché all’interno della zona di copertura definita o anche muoversi liberamente in roaming tra un nodo e l’altro della rete rimanendo sempre connessi.

 

In occasione dell’avvio delle sperimentazioni è stato anche realizzato un nuovo sito internet per accogliere e orientare gli utenti in movimento con  informazioni e servizi del Comune e dell’Università di Bologna.

 

“Abbiamo voluto realizzare questa sorta di ‘isola’ per sperimentare un servizio che potrebbe avere molti usi in campo turistico, artistico, della sicurezza. Non sappiamo ancora quali potranno essere tutte le applicazioni, ma tireremo le somme a fine anno per vedere se si potrà estendere l’esperienza ad altre zone della città”, ha spiegato l’assessore alla Comunicazione del comune di Bologna, Giuseppe Paruolo, sottolineando come la tecnologia broadband wireless “riduce l’impatto elettromagnetico, fornendo una modalità di connessione più ‘pulita’ rispetto ad altri sistemi che pompano progressivamente le potenze”.

 

Un progetto che, alla valenza tecnologica, aggiunge quella simbolica di “apertura della città”, ha spiegato a sua volta il prorettore dell’Università di Bologna, Roberto Grandi, promettendo che “nel giro di un tempo non lungo” tutte le sedi delle facoltà saranno coperte dal servizio di connettività Wi-Fi.

 

La città di Bologna segue dunque l’esempio della capitale che, dalla scorsa estate, grazie alle soluzioni Wi-Fi volute dal Comune e realizzate con tecnologie Alcatel, ha attivato il servizio nei parchi cittadini – Villa Borghese, Villa Torlonia, Villa Ada e Villa Pamphili – e lo ha poi esteso ai luoghi più caratteristici del centro storico come Campo de’ Fiori e Fontana di Trevi nell’ambito del progetto “Roma Wireless” voluto dal Sindaco di Roma ed elaborato dal Distretto dell’Audiovisivo dell’ICT, un consorzio di imprese che operano nei settori dell’informatica, delle telecomunicazioni, del networking e dei media.

 

I progetti avviati nelle due città italiane sono comunque un esempio lungimirante di tecnologia applicata alla ricezione turistica: “la rete Wi-Fi – ha spiegato il Presidente di Roma Wireless Gianni Celata – per sua natura permette la georeferenziazione dell’utente e del luogo, quindi la sua localizzazione geografica. In questo la profilazione di base del turista si arricchisce per le caratteristiche specifiche della rete, permettendo l’offerta ottimale di contenuti sulla base del luogo che in quel momento lo ospita, del tempo che vi trascorre e degli interessi che esprime”.

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