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In arrivo il nuovo dominio .tel, ma servirà davvero o sarà solo una nuova opportunità per gli spammer?

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Per contattare qualcuno un tempo bastava digitare un semplice – e unico – numero telefonico. Al giorno d’oggi, però, al vecchio ‘numero di casa’ si sono sovrapposte una marea di nuove informazioni: cellulare, ufficio, indirizzi mail privati e business, indirizzi IM, numeri VoIP, siti Internet personali e quant’altro. Come ricordarli tutti e come fare in modo che tutte queste informazioni siano facilmente accessibili a chi ci sta cercando?

Per aiutare le persone a gestire le proprie informazioni online, L’ICANN è stato chiamato ad autorizzare un nuovo dominio – .tel – che, se approvato, dovrebbe essere disponibile già da quest’anno.

 

La proposta arriva dalla società Telnic, secondo cui il suffisso .tel è universalmente riconoscibile e sinonimo di un largo insieme di servizi di comunicazione e dispositivi voice-oriented.

 

Il nuovo dominio è indirizzato sia ai privati cittadini che alle aziende: i primi potranno utilizzare il proprio nome come ‘marchio’ personale oppure un’identità universale accessibile da qualsiasi dispositivo per rendere pubblici i propri numeri telefonici e altre informazioni personali e magari abilitare eventuali chiamate o messaggi direttamente dal sito.

In questo modo, le proprie informazioni potranno essere gestite real-time dal diretto interessato, senza bisogno di far riferimento a elenchi del telefono vecchi o incompleti.

 

Le aziende, invece, possono usare il dominio .tel per gestire meglio i rapporti con i clienti, segmentando le richieste in base alla provenienza geografica e quindi dirigendole verso il call center più appropriato, per la gioia del cliente che non dovrà più fare tante telefonate prima di trovare a chi rivolgersi.

 

I domini approvati dall’ICANN sono attualmente 264, compresi i più recenti .eu (identificativi di utenti e aziende europee), .travel (per i siti di risorse umane), .mobi (servizi mobili) e .cat (per i siti in lingua catalana).

L’organizzazione sta anche negoziando per la creazione di un dominio .xxx per i siti pornografici, .asia per la comunità Asia-Pacifico e .post per i servizi postali.

 

Le obiezioni, a questo punto, nascono spontanee: per gestire le proprie informazioni, non bastavano le pagine già dedicate ai contatti nei normali indirizzi .com, invece di creare una nuova miniera d’oro per spammer, phisher e agenti del fisco, ex fidanzate? Chi deciderà con quale priorità assegnare i domini? Potrà bastare in questo caso il principio del “primo arrivato, meglio servito”, rischiando magari di generare ancora maggiore confusione negli utenti?

 

Il nuovo .tel, insomma, non sarà soltanto l’ennesimo  indirizzo da ricordare in mezzo alla miriade che già dobbiamo tenere a mente quando vogliamo contattare qualcuno?

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