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Roaming: per la Reding ‘poco realistico’ il rischio di aumento dei costi nazionali. Le reazioni degli operatori

Unione Europea


Non ha mancato di creare strascichi la nuova proposta regolamentare della Commissione europea volta a calmierare i costi del roaming, che ha riscosso l’approvazione delle autorità di regolazione nazionali e comunitarie e il malcontento degli operatori, che tramite la GSMA si erano già dichiarati contrari a un nuovo framework legislativo.

 

L’Authority italiana, ad esempio, ha fatto sapere che già prima della decisione della Ue si era espressa contro i costi eccessivi del roaming e aveva avviato a febbraio una consultazione sul mercato all’ingrosso del roaming internazionale all’interno dei 18 mercati che stanno ‘ridisegnando’ il settore della comunicazione, in vista dell’emanazione di una normativa nazionale prima dell’estate.

 

L’Agcom ha più volte sottolineato che i costi finali del roaming “sono irragionevoli e costituiscono un ostacolo allo sviluppo del mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche”, ha spiegato il Commissario Enzo Savarese, sottolineando come l’intervento del commissario Viviane Reding “rafforza questa nostra volontà di emanare una normativa nazionale che abbia come esito la riduzione delle tariffe di roaming entro i prossimi mesi”.

 

Come ha proposto la Commissione europea, anche l’Italia baserà la sua politica sul principio della tariffa domestica, in base al quale un utente che viaggia in un altro paese dell’UE verrebbe a pagare lo stesso prezzo che paga di solito nel proprio paese di residenza: pagherebbe o una tariffa locale quando effettua una telefonata locale, indipendentemente da dove si trovi nell’UE (ad esempio per chiamare un taxi a Madrid) o una normale tariffa internazionale per le chiamate effettuate verso un altro paese dell’ UE, indipendentemente da dove si trovi nel territorio comunitario (ad esempio per chiamare casa quando è in vacanza).

 

“Agiremo in piena sintonia con le indicazioni del commissario Ue Reding”, ha assicurato Savarese che sottolinea tuttavia che i vantaggi del provvedimento potranno essere percepiti soltanto se adottati in tutti i Paesi europei.

 

Non sono così d’accordo gli operatori che già attraverso la GSMA avevano accusato la Reding di essersi basata su una visione antiquata e incompleta del mercato roaming e dell’intera industria mobile.

 

L’associazione ha più volte dichiarato che introdurre un nuovo livello regolamentare sarebbe stato “inutile e potrebbe creare danni imprevedibili per l’industria europea”, ma le società hanno comunque scelto la via della diplomazia, cercando subito di rimarcare le loro iniziative a supporto dell’abbassamento dei costi del roaming.

Vodafone, ad esempio, ha comunicato di “condividere la necessità che le tariffe di roaming siano sempre più chiare e trasparenti” e di essersi già ispirata a questa esigenza lanciando nel maggio 2005, Passport: una formula tariffaria permanente, non una promozione, sottoscritta da oltre 6 milioni di persone che ha permesso un risparmio medio di oltre il 30% per i suoi clienti in tutta Europa.

 

“I clienti Vodafone Italia che hanno scelto Passport sono oltre 1 milione”, ha reso noto la società, sottolineando che “il traffico di roaming generato da clienti con Passport è ormai una quota sostanziale del totale. Ciò a dimostrazione che Vodafone, anche in Italia è operatore leader nella riduzione dei prezzi di roaming privilegiando la convenienza per i clienti e la concorrenza nei prezzi”.

 

La dinamica competitiva sta portando altri operatori a sviluppare una presenza su scala europea, che concretamente già offre prezzi più bassi per i clienti.

 

“La Commissione – conclude Vodafone – deve quindi valutare attentamente gli effetti generati dalla misura regolamentare”.

 

Per il responsabile delle politiche pubbliche del gruppo Richard Feasey, la proposta dell’Unione Europea di tagliare le tariffe per le chiamate all’estero potrebbe però frenare l’innovazione del settore della telefonia mobile in Europa, scoraggiando le società telefoniche dal compiere o stabilire operazioni al di fuori dei propri mercati domestici.

 

Anche TIM ha subito sottolineato gli effetti del lancio, lo scorso dicembre, di TIM Globe, un’offerta studiata per i clienti che viaggiano spesso all’estero, che permette un risparmio medio di circa il 40% sui prezzi del roaming.

 

Con TIM Globe, infatti – si legge in un comunicato – i clienti TIM possono telefonare in tutta Europa a prezzi equiparati alle tariffe nazionali. Si tratta di un’offerta permanente e non promozionale e attiva in 70 Paesi.

 

Per l’operatore tedesco T-Mobile, i prezzi del roaming, “a differenza di quanto sostiene il commissario Reding, negli ultimi anni sono calati in misure significativa”.

 

Il Commissario Reding, secondo cui “è inaccettabile che i consumatori vengano puniti sulle bollette solo perché varcano un confine”, ha inoltre ridimensionato i timori di chi crede che gli operatori, per recuperare i mancati guadagni sulle telefonate internazionali, aumenteranno i prezzi di quelle locali.

Un rischio che non può essere escluso in linea di principio ma che non rappresenta un’opzione “realistica” dal momento che la competizione sui mercati locali provocherà semmai una ulteriore riduzione dei prezzi, non una loro crescita.

 

La Reding ha inoltre sottolineato che “questa minaccia alla Commissione la conosciamo bene, poiché è la stessa che hanno fatto le banche nel 2001, quando abbiamo deciso di ridurre i costi dei bonifici transfrontalieri. Ma l’esperienza mostra che non e’ avvenuto”.

 

Sarà compito delle Autorità antitrust nazionali, che monitorano inoltre molto da vicino la situazione, a “tenere d’occhio il mercato quando entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo”, ha concluso il Commissario Reding, che ieri ha tra l’altro ricevuto l’approvazione dell’ERG, l’organismo di cui fanno parte le 25 autorità nazionali di regolamentazione del settore delle telecomunicazioni.

 

“Sosteniamo pienamente l’impegno della commissaria Reding ad affrontare questo problema”, ha dichiarato Kip Meek, attuale presidente dell’ERG, sottolineando come l’organismo “intende collaborare con il commissario Reding per sviluppare un meccanismo pratico, adeguato e rapido per ridurre in modo significativo le tariffe del roaming”.

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