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Farmaci contraffatti: la Ue mette in guardia gli Internauti sull’acquisto di medicinali illegali

Unione Europea


“Compra Xanax”, “Super-Viagra a rate”, “Vicodin senza prescrizione’: sono molti gli internauti che regolarmente trovano nella casella di posta elettronica annunci di questo tipo.

Annunci inquietanti che vanno oltre la semplice seccatura perché incoraggiano l’uso di farmaci senza il controllo del medico e non forniscono alcuna informazione riguardo gli effetti collaterali a essi associati.

 

Un fenomeno un tempo semplicemente collocato sotto la dicitura spam, ma i cui contorni si stanno allargando per entrare di diritto nel crimine organizzato e che ha spinto la Commissione europea a mettere in guardia gli internauti contro la contraffazione dei medicinali, sollevando il caso del rimonabant.

 

Il rimonabant è un bloccante (attualmente l’unico) selettivo del recettore CB1 dei cannabinoidi e avrebbe l’effetto di bloccare l’appetito – quindi curare l’obesità – e di liberare dalla dipendenza dal tabacco.

Ancora al vaglio dell’EMEA (Agenzia europea di valutazione dei medicinali), il rimonabant dovrebbe essere disponibile sul mercato agli inizi del 2006 sotto il nome di Acomplia, ma è già ampiamente disponibile sul web in versione non autorizzata.

 

Ma in rete si trova veramente di tutto e senza difficoltà: dall’oxycodone al fentanyl, farmaci che equivalgono alla morfina e per i quali è in genere prevista una prescrizione specializzata proprio perché è molto difficile stabilirne l’appartenenza alla sfera legale o a quella illegale.

Ma il fatto più grave è che molte eMail danno false (e quindi pericolose) indicazione sui farmaci reclamizzati: ad esempio, il Ritalin – usato per i bambini che soffrono della sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività è descritto come un “blando stimolante’.

 

Sono infatti molte le pseudofarmacie virtuali che, aggirando ogni legge in materia, mettono in circolazione farmaci contraffatti, giocando soprattutto sull’anonimato assicurato dalla rete.

Secondo una recente indagine negli Stati membri, negli ultimi 5 anni sono circolati su Internet 170 farmaci illegali, la cui diffusione è stata gestita da vere e proprie catene di distribuzione illegale di origine russa, cinese, messicana e Colombiana che ne trarrebbe profitti per oltre 10 miliardi di euro all’anno.

 

Per Günter Verheugen, vicepresidente della Commissione, la falsificazione dei farmaci rappresenta “un reale pericolo per  la salute. La Commissione lavora con un team di partner europei e internazionali per assicurare il massimo rispetto e l’applicazione dei metodi di commercializzazione legale”.

 

Alcuni tra i farmaci contraffatti non contengono alcun componente dell’originale, altri contengono sostanze estremamente pericolose per la salute e, neanche a dirlo, queste medicine non vengono sottoposte a nessuna delle valutazioni di efficacia e sicurezza condotte in ambito europeo.

La Ue esegue infatti scrupolosi esami prima di mettere in commercio di un farmaco e dispone di un quadro legale solido che regola l’autorizzazione, la fabbricazione e la vendita di medicinali.

 

Al termine della catena di distribuzione, solo le farmacie e pochissimi altri rivenditori sono autorizzati a vendere medicine, anche su Internet.

Eppure, secondo l’ultimo rapporto dell’OMS, 1 farmaco su 10 nel mondo è falso e negli ultimi anni l’uso della Rete per rifornirsi di sostanze psicotrope e stupefacenti è aumentato in modo vertiginoso.

Tendenza sembra destinata a rafforzarsi negli anni a venire, se governi e istituzioni non si impegneranno a contrastare il fenomeno.

 

Le autorità degli Stati membri lavorano a stretto contatto per lottare contro i falsi medicinali.

La Ue, intanto, sta esaminando la situazione con l’obiettivo di studiare nuove misure per accrescere la protezione dei pazienti e dell’industria contro le attività di contraffazione.

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