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Telefonini a bordo? Meglio di no. Per team di ricercatori Usa ancora seri rischi per la sicurezza

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Che l’uso del telefonino in aereo sia sconsigliato per motivi di sicurezza è cosa ben nota. Quello che finora non si sapeva, però, è che anche le onde emesse da altri dispositivi come laptop e console portatili possono causare problemi alle normali operazioni dei sistemi elettronici di bordo.

È questa la conclusione di uno studio condotto dai ricercatori della Carnegie Mellon University, secondo cui “i rischi causati dai dispositivi portatili è più alto di quanto si è creduto finora”, poiché le loro emissioni radio possono disturbare il funzionamento di strumenti di bordo fondamentali, come i ripetitori GPS, essenziali per garantire la sicurezza fasi cruciali del volo.

 

L’uso di telefoni cellulari e di apparecchi elettronici può infatti bloccare la bussola o disorientare il rilevamento magnetico della posizione a bordo degli aerei. Inoltre, la cabina di pilotaggio e gli indicatori delle strumentazioni possono essere resi instabili e imprecisi, mentre le trasmissioni audio possono subire continue interferenze.

 

L’abolizione dell’uso dei cellulari a bordo sembrava imminente fino a pochi mesi fa ma, evidentemente, il rischio era stato sottovalutato da studi e rilevazioni forse un po’ di parte.

 

Col supporto della Federal Aviation Administration, di tre importanti compagnie aeree e della Transportation Security Agency, il team di studiosi intendeva monitorare le emissioni radio prodotte dai cellulari sulle rotte commerciali del nord est degli Stati Uniti, attraverso un’antenna broadband unita a un analizzatore di spettro portatile camuffato da innocuo bagaglio a mano.

 

Il risultato non è stato proprio quello sperato, almeno dalle compagnie telefoniche.

 

Oltre a scoprire che in media 4 passeggeri a volo contravvengono al divieto di usare il cellulare e molte volte proprio durante fasi cruciali come il decollo e l’atterraggio, i ricercatori hanno infatti constatato che non sono soltanto le onde emesse dai telefonini ad essere potenzialmente pericolose, ma anche quelle di altri dispositivi elettronici, quali appunto laptop, videogiochi e palmari.

 

Abolire il divieto di telefonare durante il volo è quindi sconsigliabile, sostengono i ricercatori, che suggeriscono alla Federal Communications Commission (FCC) e alla FAA di cominciare ad armonizzare gli standard di emissione degli strumenti elettronici, dato che al momento tra le due agenzie non c’è coordinazione formale.

 

Il team della Carnegie propongono inoltre di monitorare costantemente il livello di emissioni radio a bordo e di fornire al personale gli strumenti adatti a controllare se qualche passeggero, in barba alla sicurezza, utilizza telefonini o dispositivi elettronici di altro genere.

 

Il divieto di usare telefoni cellulari in volo è entrato in vigore negli Usa nel 1991 per evitare interferenze con i sistemi radio terra-aria, un rischio ora considerato obsoleto per via dei progressi tecnologici.

 

L’aereo è al momento una delle ultime zone franche in cui potersi rilassare senza per forza dover ascoltare le dissertazioni telefoniche del vicino e l’idea di dover sopportare i già onnisquillanti telefonini anche ad alta quota, a dire il vero, non è piaciuta proprio a tutti: non sono d’accordo molti passeggeri (c’è già chi parla di “air-rage” in aumento), non lo sono gli assistenti di volo e neanche il governo degli Stati Uniti e l’FBI, che si mostra reticente soprattutto perchè, dicono i maligni, non potrebbe far valere le leggi sulle intercettazioni.  

 

A esprimere riserve sull’uso dei cellulari in volo, è stata anche la CTIA (Cellular Telecommunications Industry Association), secondo cui lo sblocco delle attuali restrizioni dovrà essere effettuato soltanto dopo che si dimostrerà che una simile azione non provocherà dannose interferenze con i servizi wireless terrestri.

 

“L’industria riconosce la crescente domanda dei consumatori di poter comunicare sempre e dovunque, anche in aereo, ma crediamo che sia molto più importante assicurare il pieno funzionamento senza interferenze delle reti wireless terrestri, che servono più di 182 milioni di persone”, ha spiegato il Presidente della CTIA, Steve Largent.

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