Tv senza Frontiere: Telecom Italia presiede il gruppo europeo sull’eContent. Operatori tlc nuovi soggetti del mercato media

di Raffaella Natale |

Europa


Marco Tronchetti Provera e Viviane Reding

Telecom Italia sarà a capo del gruppo di lavoro degli operatori telecom europei sui contenuti online. Il gruppo, che agisce in seno all’associazione di categoria dei player tlc, ETNO (European Telecommunications Network Operators), opera di fatto già da un anno per sviluppare le posizioni delle industrie telecom riguardo al nuovo mercato dei contenuti online, come il video on demand, l’IPTV (Internet Protocol Television), la musica online.

 

L’attuale processo di revisione della Direttiva Tv senza Frontiere (89/552/CEE come modificata dalla Direttiva 97/36/CE) è al centro dei lavori del gruppo presieduto da Telecom Italia, insieme alle delicate tematiche legate al copyright e ai diritti di proprietà intellettuale, e alle iniziative di cooperazione fra fornitori di contenuti e Internet provider.

 

I fondatori del Gruppo di lavoro in una nota hanno sottolineato che “Con lo sviluppo dei servizi convergenti e multimediali gli operatori telecom rappresentano il nuovo soggetto che affianca le emittenti televisive e le case cinematografiche e discografiche nella distribuzione dei prodotti audiovisivi e musicali, attraverso le grandi potenzialità offerte dalle piattaforme digitali come Internet e le reti mobili”.

Del gruppo di lavoro fanno parte, oltre a Telecom Italia, le altre grandi telecom europee che stanno entrando sul mercato dei contenuti online, fra cui BT Group, France Télécom, Deutsche Telekom e Telefonica.

 

La revisione della Direttiva Tv senza Frontiere si è resa necessaria alla luce sviluppo tecnologico e del mercato audiovisivo in Europa, in modo da adattare il quadro normativo Ue ai mutamenti del mercato media, dove va sempre più affermandosi il video on-demand, la trasmissione di contenuti sulle linee a banda larga e il podcasting.

In linea con il principio di una migliore regolamentazione, la proposta intende alleggerire la normativa che grava sui fornitori europei di servizi televisivi e di tipo televisivo e rendere più flessibile il finanziamento dei contenuti audiovisivi con nuove forme di pubblicità.  

   

Cosa di grande rilevanza, la proposta introdurrà “pari condizioni di concorrenza” per tutte le società che forniscono servizi di tipo televisivo, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per distribuirli (per es. radiodiffusione, trasmissione a banda larga ad alta velocità, telefoni cellulari 3G). Gli operatori telecom saranno presto in grado di fornire servizi di broadcasting con una qualità uguale a quella della televisione classica, e i fornitori tradizionali di contenuti faranno il loro ingresso sui mercati delle comunicazioni.

Molto presto gli utenti potranno guardare e ascoltare i contenuti audiovisivi, a prescindere dal tempo e dal luogo, a da quale piattaforma (televisore, computer, cellulare, personal digital assistant).

 

L’obiettivo è di regolamentare in modo flessibile la gestione di questo tipo di servizi, in modo da rendere maggiormente competitivo il mercato europeo.

 

Viviane Reding, Commissario Ue per la Società dell’Informazione e i Media, ha dichiarato: “Il mio obiettivo è aiutare l’industria europea dei contenuti audiovisivi a svilupparsi in uno dei contesti normativi più moderni e flessibili al mondo“.   

“Le nuove regole dovrebbero dischiudere nuove opportunità per il settore multimedia, potenziare la concorrenza e ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, promuovendo anche obiettivi di interesse pubblico come la tutela dei minori e la diversità culturale. Le regole esistenti, ormai sorpassate dal progresso tecnologico e dagli sviluppi del mercato, devono essere abolite per procedere con decisione verso il mercato unico europeo dei media audiovisivi senza frontiere“.

 

Secondo la proposta della Commissione, la Direttiva Tv senza frontiere aggiornata disciplinerebbe i servizi televisivi e di tipo televisivo. Per adattare l’attuale normativa europea allo sviluppo tecnologico, la proposta distingue fra servizi lineari (per es. la trasmissione programmata via la Tv tradizionale, Internet o i telefoni cellulari, che “mandano” i contenuti agli utenti) e servizi non lineari, come i film o i notiziari a richiesta, che l’utente “richiede” da una rete. Le regole che attualmente disciplinano le trasmissioni televisive sarebbero applicate ai servizi lineari in un contesto più moderno e flessibile, mentre i servizi non lineari sarebbero soggetti soltanto a una serie di principi minimi di base, per esempio l’obbligo di tutelare i minori, prevenire l’incitamento all’odio razziale e vietare la pubblicità occulta.

 

Viviane Reding – Why Europe needs to modernise its TV without Frontiers Directive

 

i2010 – A European Information Society for growth and employment

 

Public Consultation on the Revision of the “Television Without Frontiers” Directive

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