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Inchiesta Mediaset: rinviata udienza al 17 febbraio per prendere in esame nuovi documenti    

Italia


Rinvio a venerdì prossimo 17 febbraio, per l’udienza preliminare del procedimento che vede imputati Silvio Berlusconi e altre 13 persone, davanti al Gup di Milano Fabio Paparella. L’accusa è di presunte irregolarità nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset.

Il breve rinvio si è reso necessario in quanto la Procura di Milano ha preannunciato il deposito di documentazione proveniente da una rogatoria. Per quella data, il pubblico ministero Alfredo Robledo ha, infatti, annunciato una ulteriore produzione di documenti provenienti da rogatorie avviate all’estero.

Il Gup ha inoltre concesso un termine fino al 28 marzo al perito nominato dal tribunale, perché traduca un centinaio circa di pagine degli atti derivanti da rogatorie portate a termine nelle settimane scorse in Inghilterra.

 

Si apprende intanto dalla stampa che la società televisiva ha acquistato dal 2003 a oggi 924 nuovi ripetitori e altrettante frequenze, con l’intenzione di penetrare il mercato del digitale terrestre. Minori gli investimenti da parte degli altri operatori presenti sul mercato della TDT, Telecom Italia per esempio ha 430 impianti. I dati sono forniti dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Stando a queste cifre, altri 4.524 ripetitori Mediaset li possiede da sempre per irradiare i suoi tre canali storici, Canale5, Rete4 e Italia1. Su un totale dei 924 impianti comprati, gli esperti stimano che 350-410 siano “di serie A”. Oltre a 200 impianti isolati di piccole emittenti televisive, Mediaset negli ultimi tre anni ha acquistato infatti due reti nazionali già strutturate, con i ripetitori ben annodati l’uno all’altro: Home Shopping Europe – Rete Mia (274 impianti) e SportItalia (450).

 

Gli acquisti di ripetitori in vista del lancio del digitale terrestre sono stati possibili grazie alla legge 66 del 2001, che ha consentito a Mediaset di sviluppare 3 reti digitali capaci di irradiare ognuna 4 canali televisivi.

Davanti a questa possibilità, Mediaset fa sapere che la terza rete digitale, costruita sui ripetitori di Sport Italia, verrà utilizzata dagli operatori telecom per lanciare la Mobile Tv su standard DVB-H (Digital Video Broadcasting-Handheld).

 

L’Antitrust spiega però che le frequenze di Sport Italia sono classificate pur sempre come frequenze Tv, come decreta una specie di piano regolatore delle frequenze messo a punto nel 2003 dall’Autorità per le Comunicazioni. Come informa la stampa, si tratta però di un piano non è mai stato attuato e appare superato perchè non prevedeva addirittura lo sviluppo dei cellulari in grado di ricevere la Tv.

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