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Mercato 18: per l’Agcom, posizione dominante di Rai e Mediaset nell’analogico. Concorrenziale quello della TDT

Italia


Avviata consultazione pubblica su mercato 18 (servizi di diffusione radiotelevisiva per la trasmissione di contenuti agli utenti finali). Il mercato rientra tra le diciotto “nicchie” in cui la Commissione Europea ha diviso il settore delle Comunicazioni, chiedendo ai singoli Paesi un’analisi ad hoc delle condizioni di concorrenza, ed eventuali specifiche proposte di regolamentazione.

Come informa una nota, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha concluso l’analisi relativa. La bozza di provvedimento approvata ieri verrà discussa con gli operatori del settore in una consultazione pubblica, e prima dell’approvazione finale, dovrà essere valutata anche dalla Ue.

 

Sono stati individuati tre mercati potenzialmente suscettibili di regolamentazione ex ante:

  1. mercato per i servizi di diffusione radiofonica;

  2. mercato per i servizi di diffusione televisivi in tecnica analogica terrestre;

  3. mercato per i servizi di diffusione televisiva in tecnica digitale terrestre.

Il Consiglio ha valutato che il mercato per i servizi di diffusione radiofonica risulta caratterizzato da un sufficiente livello di concorrenzialità; quello per i servizi di diffusione televisivi in tecnica analogica terrestre appare, invece, caratterizzato dalla presenza di due soggetti, Rai e Mediaset, che risulterebbero detenere una posizione dominante congiunta.

Il mercato per i servizi di diffusione televisiva in tecnica digitale terrestre, invece, non appare, allo stato attuale, caratterizzato dalla presenza di alcun operatore dotato singolarmente o congiuntamente di un significativo potere di mercato.

 

Gli operatori interessati hanno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per far pervenire all’Autorità eventuali osservazioni.

 

La Commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità ha anche deliberato a maggioranza una sanzione di 150mila euro a Rete4 per le violazioni commesse nella trasmissione Liberitutti, andata in onda il 4 febbraio scorso.

L’Agcom ha imposto alla rete l’obbligo di dare informazione adeguata della violazione nella medesima fascia oraria prima della data di convocazione dei comizi elettorali.

 

Nel mirino dell’Autorità anche la Rai. Il Consiglio ha deciso l’accertamento della violazione, da parte della Tv pubblica, degli indirizzi della Commissione parlamentare di vigilanza sui servizi radiotelevisivi dell’11 marzo 2003.

L’Authority ha rilevato, nella trasmissione di Rai3 Che tempo che fa, l’abituale presenza di esponenti politici, in contrasto col divieto vigente al riguardo per le trasmissioni d’intrattenimento, quale è appunto classificata dalla Rai la suddetta trasmissione.

Il Consiglio ha ritenuto aggravata la violazione dalla forte connotazione politica che la trasmissione ha in concreto assunto nell’approssimarsi della campagna elettorale in contraddizione con gli indirizzi della Commissione parlamentare richiamati dal Presidente Paolo Gentiloni nella lettera inviata alla Rai il 29 novembre scorso. La Rai ha un termine di tre giorni per fornire controdeduzioni, prima della decisione definitiva dell’Autorità.

 

Il Consiglio dell’Agcom ha aperto anche un’istruttoria per accertare se, nelle trasmissioni di recente andate in onda su Isoradio, vi sia stata violazione del contratto di servizio, non in linea con i compiti di servizio pubblico affidati alla suddetta rete e relativi al traffico e alla viabilità.

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