Dvd: l’Antitrust chiede d’uniformare l’Iva. Rossi (Univideo), ‘Par condicio fiscale’

di Raffaella Natale |

Italia


DVD in vendita

L’aliquota Iva applicata sulla vendita di Dvd e videocassette va uniformata “con un intervento normativo” in modo “da assicurare il trattamento fiscale più favorevole, cioè quello del 4%”, ed eliminare le disparità di trattamento con gli stessi supporti allegati ai giornali in edicola. E’ quanto chiede il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, in una segnalazione ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia.

  

Attualmente, infatti, – spiega l’Autorità nella segnalazione contenuta nell’ultimo Bollettino settimanale – per i prodotti editoriali quotidiani e periodici è prevista un’Iva ridotta al 4%, mentre per i normali supporti audiovisivi venduti autonomamente l’aliquota è del 20%.

  

“Le disposizioni normative – spiega l’Antitrust – che prevedono attualmente un differenziale pari a sedici punti percentuali, tra l’aliquota applicabile a videocassette e a Dvd venduti autonomamente e quella per gli stessi prodotti allegati a giornali, appaiono avere introdotto un’alterazione dell’assetto concorrenziale del mercato direttamente interessato, cioè quello della vendita al dettaglio di videocassette e di Dvd. In particolare, tali norme discriminano a svantaggio delle imprese commerciali non collegate a gruppi editoriali che svolgono attività di vendita al dettaglio di Dvd e videocassette”.

  

“Tale aliquota ridotta – scrive Catricalà – non produce effetti distorsivi della concorrenza nel mercato editoriale, in quanto viene applicata a tutti gli operatori senza distinzione. La diversità di trattamento fiscale per i prodotti non editoriali, venduti in abbinamento con quotidiani e periodici, o nei luoghi tipici di vendita, riduce la competizione tra Imprese attive in segmenti diversi del mercato distributivo (edicole e altri canali tradizionali), che offrono gli stessi prodotti, anche se diversi dal punto di vista qualitativo”.

L’Autorità rileva quindi “effetti distorsivi del mercato”, e che “tali distorsioni non risultano giustificate da ragioni di interesse pubblico”.

L’Antitrust ritiene che la nuova misura “oltre a scoraggiare la diffusione della pirateria avrebbe la conseguenza desiderabile di produrre effetti positivi sui consumatori, eliminando ingiustificate distorsioni concorrenziali tra le Imprese che, nei diversi canali distributivi, offrono Dvd e videocassette”.

  

Sull’argomento, abbiamo raccolto le dichiarazioni di Davide Rossi, Presidente e Direttore generale di Univideo.

“Accogliamo con grande soddisfazione le conclusioni del presidente Catricalà che giungono al termine di una indagine avviata nello scorso mese di aprile e alla quale l’Univideo ha contribuito con la presentazione di una position paper sollecitata dalla stessa Autorità. Non solo, ma al di là delle vendite in edicola abbinate ai giornali, riteniamo che tutti i media digitali a pagamento (indipendentemente se essi siano on line oppure off line) debbano poter competere in un regime di piena “par condicio fiscale” sostanziale”. 

  

“Si ricorda – ha sottolineato Rossi – che il dvd è soggetto ad una IVA del 20% mentre tale aliquota e’ ridotta al 10% per digitale terrestre e internet (i cosiddetti servizi della società dell’informazione, dei quali peraltro riteniamo di fare parte)”.

  

Non contestiamo i red carpets e i sussidi che hanno certamente le loro motivazioni storiche e di politica industriale, ma riteniamo che i consumatori che hanno scelto di comprare un lettore dvd non sussidiato e di vedere un film in dvd a prezzo pieno abbiano il diritto di ottenere una perequazione in termini di iva ridotta. Quella di oggi  – ha concluso Rossi  – è dunque una ottima giornata per noi e formuliamo l’auspicio che l’indicazione della Authority venga presto recepita a livello normativo”. 

 

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