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Mobile Tv: l’Italia accelera. La Rai sigla un accordo con Tim e Vodafone per sperimentare il DVB-H

Italia



Anche la Rai entra nel mercato della Mobile Tv. Su proposta del direttore generale Alfredo Meocci, il Consiglio di amministrazione ha approvato gli accordi con Tim e Vodafone sulla sperimentazione semestrale della tecnologia DVB-H (Digital Video Broadcasting- Handheld).

Sarà possibile ricevere la nuova Tv direttamente sui telefonini, che sarà valorizzata anche in occasione delle Olimpiadi invernali Torino 2006.

 

 

Carlo Rognoni, consigliere Rai, ha sottolineato “Grazie a un ottimo lavoro del Centro ricerca Rai di Torino, oggi il servizio pubblico può dare un autentico colpo di acceleratore alla sperimentazione di una tecnologia come il DVB-H, indispensabile per la Tv in mobilità, sui computer portatili e sui telefonini“.

Aggiungendo “E’ con orgoglio che la Rai può annunciare di essere in grado fin da subito di portare su tutto il territorio della città di Torino il segnale che trasporta i programmi Rai per la telefonia mobile. In questo modo – ha concluso Rognoni – in occasione dei giochi olimpici invernali ci sarà l’opportunità straordinaria per far conoscere e testare questa nuova tecnologia”.

 

 

Come spiega una nota dell’azienda, gli accordi approvati dal Consiglio, che non hanno carattere esclusivo rientrano nell’ambito della più ampia strategia che la Rai sta sviluppando in partnership con gli operatori di telefonia mobile e rappresentano un passaggio necessario per la sperimentazione attraverso la messa in comune delle competenze della Rai e degli operatori telefonici, con l’obiettivo di analizzare congiuntamente lo stato di sviluppo della tecnologia DVB-H, ma anche le modalità tecniche necessarie alla realizzazione della copertura di rete del servizio, gli investimenti che il servizio richiede per la sua commercializzazione e in particolare gli investimenti di rete necessari per implementare una copertura DVB-H indoor e in mobilità.

 

Bisogna verificare anche la disponibilità di terminali compatibili con questo standard, il livello di fruibilità commerciale da parte dell’utenza mobile del servizio DVB-H.

L’accordo sulla sperimentazione servirà infine a analizzare anche “i tempi di sviluppo della commercializzazione della nuova tecnologia digitale”.

 

Anche la Rai entra così entra a far parte del gruppo di broadcaster e operatori tlc che hanno avviato le sperimentazioni in DVB-H.

Sempre nell’ambito della Mobile Tv, la scorsa settimana 3 Italia ha chiuso un accordo con Mediaset per la cessione dei diritti DVB-H per le partite Mediaset Premium della stagione 2006-2007 di Serie A, con un’opzione per la stagione 2006-2007 di Champions League. Inoltre alcuni giorni prima l’operatore, che fa capo ad Hutchison Whampoa, ha stretto un altro importante accordo. Si tratta dell’acquisto di Canale 7, azienda titolare di licenza di operatore di rete per la diffusione televisiva in tecnica digitale su frequenze terrestri in ambito nazionale.

 

Ad aprire la strada all’avvio anche nel nostro Paese della Tv digitale terrestre su telefonino sono stati Mediaset e Tim, che hanno chiuso un accordo quinquennale che permetterà di vedere sui telefonini Tim la programmazione del gruppo televisivo.

 

Adesso siamo naturalmente in attesa di disposizioni normative chiare che regolamentino questo nuove segmento di mercato. Il governo italiano crede in questa nuova tecnologia, in questo senso il Ministero delle Comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica per verificare se sussistono le condizioni per un uso flessibile e condiviso delle frequenze digitalizzate per la Mobile Tv. La decisione è stata presa in modo da non dover attendere processi di pianificazione internazionale che ritarderebbero oltre l’orizzonte della convenienza economica dell’introduzione della nuova tecnologia.

 

La Consultazione si accompagna a quella più specifica sullo standard DVB-H (Digital Video Broadcasting – Handheld) avviata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in seguito all’accordo TimMediaset.

E riguarda in generale il settore della televisione mobile per capire per esempio quale mercato ci si può aspettare, quale modello di business sia più adeguato, quali siano i soggetti interessati, quale modalità (nazionale, regionale, locale) adottare per l’introduzione della Tv sul telefonino, quando arriveranno i servizi, quali investimenti saranno necessari.

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