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Sony diserta il CeBIT: ‘non è più la piattaforma giusta per noi’

Germania


Sony non parteciperà alla prossima edizione del CeBIT, il più grande salone tecnologico mondiale, che si terrà a Hannover dal 9 al 15 marzo 2006.

Lo ha dichiarato il presidente della filiale tedesca del gigante giapponese, Manfred Gerdes, al quotidiano Welt am Sonntag.

 

“Il CeBIT non è più la giusta piattaforma per noi”, ha spiegato il dirigente del gruppo, sottolineando come il salone, che si svolge ogni anno a marzo, non segua più i cicli di vita dei prodotti elettronici.

 

“Per presentare i nostri nuovi prodotti, dovremmo partecipare a un salone sulle tecnologie dell’informazione lungo tre mesi, e lungo sei mesi per l’elettronica di consumo”, ha aggiunto Gerdes.

 

È la seconda grande defezione incassata dal CeBIT, che ha registrato 480 mila visitatori nel 2005, dopo quello del conglomerato olandese Philps.

Il gigante europeo ha preferito concentrarsi quest’anno sul salone Ifa di Berlino, dedicato all’elettronica per il grande pubblico.

 

La decisione di Sony non rientra nel quadro del programma di ristrutturazione avviato dal gruppo, ha assicurato Gerdes, che ha spiegato che, “quando si vogliono guadagnare quote di mercato, non ha alcun senso fare economia sul marketing”.

 

In Germania, Sony ha già licenziato 600 dipendenti e ridotto il budget per le trasferte dei dipendenti, in attesa di altre misure di contenimento che saranno annunciate prima della fine del mese.

 

Il piano di ristrutturazione,  presentato il 22 settembre dal presidente di Sony, Howard Stringer, prevede la soppressione di 10 mila posti di lavoro (su 150 mila in tutto il mondo), la chiusura o la vendita di 11 stabilimenti di produzione su 65, la cessione di attività non core, una semplificazione delle strutture amministrative del gruppo e una ri-focalizzazione sui prodotti di punta, ossia: elettronica di consumo, giochi ed entertainment.

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